GORGO

Zilda – New Piece in Rome Inspired by Pasolini Part III

In un susseguirsi di interventi, Zilda continua a mostrarci le opere di questo suo filone ispirato alle opere di Pier Paolo Pasolini, e noi ne rimaniamo sempre più incantati. Dopo l’opera dell’EUR di qualche giorno fà (qui), Zilda torna a pescare a piene mani dal capolavoro Salò, l’istantanea questa volta riguarda una donna, il tema centrale cambia, non sono più i potenti e le loro angherie, il loro imporre la propria forza, ma piuttosto ci addentriamo nell’universo femminile. In una società contraddittoria la donna viene vista ancora come carne, carne da macello della quale chi può ne fà liberamente uso, un corpo vuoto, un impasto da poter maneggiare e cambiare a proprio piacimento, è questo il messaggio forte e diretto rappresentato attraverso i lividi, il sangue, il corpo magro e rinsecchito di chi stanco e completamente sfinito si appoggia sulla sedia, in attesa chissà, della propria ora.
Zilda usa un linguaggio diretto e lo fà nuovamente interagendo con lo spazio, l’opera viene installata all’interno di un cunicolo chiuso da alcune sbarre, una vera e propria prigionia del corpo femminile, giusto per sottolineare il significato, l’artista interroga lo spettatore, gli sbatte in faccia la verità, nuda, come il personaggio, e cruda come il sangue e le percosse.

Nell’attesa di vedere da vicino i prossimi sviluppi, dopo il salto tutte le consuete fasi di lavoro, con il disegno, e l’installazione del opera compiuta, fermatevi a riflettere, ragionate e gustatevi tutte le immagini.

Pics by The Artist

Zilda – New Piece in Rome Inspired by Pasolini Part III

In un susseguirsi di interventi, Zilda continua a mostrarci le opere di questo suo filone ispirato alle opere di Pier Paolo Pasolini, e noi ne rimaniamo sempre più incantati. Dopo l’opera dell’EUR di qualche giorno fà (qui), Zilda torna a pescare a piene mani dal capolavoro Salò, l’istantanea questa volta riguarda una donna, il tema centrale cambia, non sono più i potenti e le loro angherie, il loro imporre la propria forza, ma piuttosto ci addentriamo nell’universo femminile. In una società contraddittoria la donna viene vista ancora come carne, carne da macello della quale chi può ne fà liberamente uso, un corpo vuoto, un impasto da poter maneggiare e cambiare a proprio piacimento, è questo il messaggio forte e diretto rappresentato attraverso i lividi, il sangue, il corpo magro e rinsecchito di chi stanco e completamente sfinito si appoggia sulla sedia, in attesa chissà, della propria ora.
Zilda usa un linguaggio diretto e lo fà nuovamente interagendo con lo spazio, l’opera viene installata all’interno di un cunicolo chiuso da alcune sbarre, una vera e propria prigionia del corpo femminile, giusto per sottolineare il significato, l’artista interroga lo spettatore, gli sbatte in faccia la verità, nuda, come il personaggio, e cruda come il sangue e le percosse.

Nell’attesa di vedere da vicino i prossimi sviluppi, dopo il salto tutte le consuete fasi di lavoro, con il disegno, e l’installazione del opera compiuta, fermatevi a riflettere, ragionate e gustatevi tutte le immagini.

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