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Miron Milic – New Mural in Heilbronn, Germany

A distanza di veramente parecchie settimane, avevamo parlato di lui in occasione della sua ultima fatica realizzata a Zagrabia (Covered), torniamo ad approfondire il lavoro di Miron Milic, l’artista Croato ha infatti da poco terminato questo nuovo dipinto ad Heilbronn in Germania portando avanti temi ed il consueto stile e tratto visivo.

Abbiamo sempre apprezzato il particolare impianto visivo di Miron Milic, completamente assuefatti dalla scelta dell’artista di elaborare una miscela caratteristica dove anzitutto volgere il proprio lavoro verso una rappresentazione realistica di paesaggi e scorci naturali concludendo le opere attraverso messaggi e testi, più spesso scorci di poesia che possano in parte spiegarne il significato e lasciare poi ad ognuno di noi il compito di completare lo spettro emotivo e la riflessione veicolato nei soggetto dipinti. L’interprete ha saputo distinguere il proprio operato attraverso un tratto assolutamente profondo e personale dove attraverso una grande caratterizzazione visiva va a elaborare con assoluta precisione e realisticità l’immagine ed il disegno desiderato, quello emerge è quindi un contatto con la natura forte ed avvolgente spinto attraverso una elevata propensione al dettaglio nonché come componente principale e fondamentale all’interno del percorso produttivo dell’interprete.

Come più volte detto la pittura di Miron Milic richiama un sentimento antico, si distacca da tutto ciò che siamo soliti vedere per abbracciare un archetipo classico e con esso rielaborare la realtà e le riflessioni quotidiane, nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede un’altra tematica di rilievo all’interno delle produzioni dell’artista, si tratta di un tema caldo come la guerra che così tanto ha influenzato i paesi dell’Ex Jugoslavia e di conseguenza anche la vita del pittore croato. Si tratta di riflessioni profonde che si servono di immagini forte, niente più unicamente paesaggi ma piuttosto rappresentazioni maggiormente legate all’uomo, con volti e corpi che fanno capolino sulle pareti. Facendo quindi seguito al precedente lavoro dove l’artista andava ad esplorare il difficile rapporto tra la guerra ed i bambini (Covered), qui un nuova riflessione che va ad interessare direttamente i soldati.

Per questa sua parete ad Heilbronn, Miron Milic va quindi, servendosi del consueto tratto dettagliato e caratterizzato qui da un uso intensivo del giallo, a tracciare il busto di un soldato accompagnato come sempre da una frase, quest’ultima non altro che un elaborazione del famoso testo di Friedrich Nietzsche ‘Ciò che non mi uccide, mi rende più forte’ che in questo caso diventa ‘Quello che non ti uccide, ti mutila’. Ed è proprio questo il senso del lavoro, la figura del soldato risulta sfigurata nel viso, in una rappresentazione che nella guerra, non c’è via d’uscita, non c’è giusto o sbagliato e che inevitabilmente ti porta via qualcosa.

Attraverso la corposa galleria di scatti in calce, ripercorriamo assieme tutti gli istanti di realizzazione di quest’ultima parete fino al bel risultato finale, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

Miron Milic – New Mural in Heilbronn, Germany

A distanza di veramente parecchie settimane, avevamo parlato di lui in occasione della sua ultima fatica realizzata a Zagrabia (Covered), torniamo ad approfondire il lavoro di Miron Milic, l’artista Croato ha infatti da poco terminato questo nuovo dipinto ad Heilbronn in Germania portando avanti temi ed il consueto stile e tratto visivo.

Abbiamo sempre apprezzato il particolare impianto visivo di Miron Milic, completamente assuefatti dalla scelta dell’artista di elaborare una miscela caratteristica dove anzitutto volgere il proprio lavoro verso una rappresentazione realistica di paesaggi e scorci naturali concludendo le opere attraverso messaggi e testi, più spesso scorci di poesia che possano in parte spiegarne il significato e lasciare poi ad ognuno di noi il compito di completare lo spettro emotivo e la riflessione veicolato nei soggetto dipinti. L’interprete ha saputo distinguere il proprio operato attraverso un tratto assolutamente profondo e personale dove attraverso una grande caratterizzazione visiva va a elaborare con assoluta precisione e realisticità l’immagine ed il disegno desiderato, quello emerge è quindi un contatto con la natura forte ed avvolgente spinto attraverso una elevata propensione al dettaglio nonché come componente principale e fondamentale all’interno del percorso produttivo dell’interprete.

Come più volte detto la pittura di Miron Milic richiama un sentimento antico, si distacca da tutto ciò che siamo soliti vedere per abbracciare un archetipo classico e con esso rielaborare la realtà e le riflessioni quotidiane, nell’ultimo periodo sta prendendo sempre più piede un’altra tematica di rilievo all’interno delle produzioni dell’artista, si tratta di un tema caldo come la guerra che così tanto ha influenzato i paesi dell’Ex Jugoslavia e di conseguenza anche la vita del pittore croato. Si tratta di riflessioni profonde che si servono di immagini forte, niente più unicamente paesaggi ma piuttosto rappresentazioni maggiormente legate all’uomo, con volti e corpi che fanno capolino sulle pareti. Facendo quindi seguito al precedente lavoro dove l’artista andava ad esplorare il difficile rapporto tra la guerra ed i bambini (Covered), qui un nuova riflessione che va ad interessare direttamente i soldati.

Per questa sua parete ad Heilbronn, Miron Milic va quindi, servendosi del consueto tratto dettagliato e caratterizzato qui da un uso intensivo del giallo, a tracciare il busto di un soldato accompagnato come sempre da una frase, quest’ultima non altro che un elaborazione del famoso testo di Friedrich Nietzsche ‘Ciò che non mi uccide, mi rende più forte’ che in questo caso diventa ‘Quello che non ti uccide, ti mutila’. Ed è proprio questo il senso del lavoro, la figura del soldato risulta sfigurata nel viso, in una rappresentazione che nella guerra, non c’è via d’uscita, non c’è giusto o sbagliato e che inevitabilmente ti porta via qualcosa.

Attraverso la corposa galleria di scatti in calce, ripercorriamo assieme tutti gli istanti di realizzazione di quest’ultima parete fino al bel risultato finale, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics