GORGO

Miron Milic – New Mural in Zagreb, Croatia

A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Miron Milic, l’artista Croato ha infatti da poco terminato un nuovo intervento nella sua Zagabria proseguendo sul personale percorso visivo alimentando questa volta una seria e profonda riflessione.

Abbiamo sempre apprezzato il particolare stile visivo di Miron Milic, ammaliati da una tecnica di pittura vera, intensa e molto dettagliata con una forte propensione al disegno di paesaggi e scorci naturali con l’inserimento di poche parole atte a spiegare od a sviscerare la particolare tematica del lavoro, quest’ultimo intervento però mescola le carte in tavola rivolgendosi ancora più tenacia alle persone, instaurando un dialogo con le stesse e spingendole ad una riflessione personale e molto introspettiva. L’opera anzitutto si distingue per un uso decisamente accentuato di colori e tinte, i colori fanno così la loro comparsa spazzando via l’effetto vetuso e di fotografia sbiadita che da sempre rappresenta il marchio inconfondibile delle produzioni dell’artista.

Quest’opera nasconde dietro una storia, quella di un infanzia travagliata, segnata dagli orrori della guerra in Jugoslavia che così tanto ha cambiato la vita dei suoi abitanti, in particolare il dipinti su concentra sui bambini e sul loro particolare gioco. La guerra entra in punta di piedi anche tra la spensieratezza dei più piccoli, si insinua nei racconti fino a diventare una sorta di gioco, incosciente, inconsapevole e totalmente ignorato dai genitori che anzi ne vedono un atteggiamento normale. Miron Milic sceglie di rappresentare le ginocchia sbucciate di una bambino rifacendosi al detto “Da Ginocchio a Ginocchio” che vividamente descrive questi controversi valori che sono stati passati ai bambini dai nonni o dai loro stessi genitori. Affiora così in tutta la sua malinconia una forte e chiara reminiscenza della guerra, con i suoi orrori e la sua morte che a distanza di anni non sembra voler abbandonare questi luoghi, aleggia come uno spettro toccando e cambiando la vita delle personale, segnandone l’infanzia e di conseguenza il futuro.

Miron Milic sceglie di colore il mezzo corpo del fanciullo con particolare enfasi proprio verso le ginocchia sbucciate, alimenta la riflessione l’interprete dipingendo l’intera parete di una vivo argento, una sorta di specchio che ci mostra la realtà dei fatti, quella personale e di ognuna delle persone o semplicemente ciò che non si vuole vedere, dipinti lì, quasi un monito a ricordarci un orrore che continua imperterrito ad scavare negli animi della gente.

Un nuova opera densa e ricchissima di spunti di riflessione che abbiamo senza dubbio apprezzato e che vi diamo modo di vedere da vicino con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi che saprete coglierne tutti gli aspetti.

Thanks to The Artist for The Pics

Miron Milic – New Mural in Zagreb, Croatia

A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Miron Milic, l’artista Croato ha infatti da poco terminato un nuovo intervento nella sua Zagabria proseguendo sul personale percorso visivo alimentando questa volta una seria e profonda riflessione.

Abbiamo sempre apprezzato il particolare stile visivo di Miron Milic, ammaliati da una tecnica di pittura vera, intensa e molto dettagliata con una forte propensione al disegno di paesaggi e scorci naturali con l’inserimento di poche parole atte a spiegare od a sviscerare la particolare tematica del lavoro, quest’ultimo intervento però mescola le carte in tavola rivolgendosi ancora più tenacia alle persone, instaurando un dialogo con le stesse e spingendole ad una riflessione personale e molto introspettiva. L’opera anzitutto si distingue per un uso decisamente accentuato di colori e tinte, i colori fanno così la loro comparsa spazzando via l’effetto vetuso e di fotografia sbiadita che da sempre rappresenta il marchio inconfondibile delle produzioni dell’artista.

Quest’opera nasconde dietro una storia, quella di un infanzia travagliata, segnata dagli orrori della guerra in Jugoslavia che così tanto ha cambiato la vita dei suoi abitanti, in particolare il dipinti su concentra sui bambini e sul loro particolare gioco. La guerra entra in punta di piedi anche tra la spensieratezza dei più piccoli, si insinua nei racconti fino a diventare una sorta di gioco, incosciente, inconsapevole e totalmente ignorato dai genitori che anzi ne vedono un atteggiamento normale. Miron Milic sceglie di rappresentare le ginocchia sbucciate di una bambino rifacendosi al detto “Da Ginocchio a Ginocchio” che vividamente descrive questi controversi valori che sono stati passati ai bambini dai nonni o dai loro stessi genitori. Affiora così in tutta la sua malinconia una forte e chiara reminiscenza della guerra, con i suoi orrori e la sua morte che a distanza di anni non sembra voler abbandonare questi luoghi, aleggia come uno spettro toccando e cambiando la vita delle personale, segnandone l’infanzia e di conseguenza il futuro.

Miron Milic sceglie di colore il mezzo corpo del fanciullo con particolare enfasi proprio verso le ginocchia sbucciate, alimenta la riflessione l’interprete dipingendo l’intera parete di una vivo argento, una sorta di specchio che ci mostra la realtà dei fatti, quella personale e di ognuna delle persone o semplicemente ciò che non si vuole vedere, dipinti lì, quasi un monito a ricordarci un orrore che continua imperterrito ad scavare negli animi della gente.

Un nuova opera densa e ricchissima di spunti di riflessione che abbiamo senza dubbio apprezzato e che vi diamo modo di vedere da vicino con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata, siamo certi che saprete coglierne tutti gli aspetti.

Thanks to The Artist for The Pics