GORGO

ZBIOK – “Im Sory” New Mural in Wroclaw, Poland

Tra gli artisti padroni di uno stile unico nel loro genere non possiamo certo non citare ZBIOK, estremamente colpiti dal particolare approccio visivo dell’interprete polacco continuiamo a seguirne interessati i movimenti ed i nuovi interventi, ultimo, una grande parete di diciassette metri per tre realizzata dall’artista nella sua Breslavia.

In una eterna fusione tra realtà e finzione i lavori di ZBIOK sono la conseguenza di un sogno acido, diviso tra un tratto iper realistico, spruzzate di astrattismi appena accennati e figure stravaganti, il grande artista fonde su parete le proprie visioni, sono grandi finestre su un mondo al contrario, diverso, il possibile e l’impossibile vengono alimentati da grandi caselle che nascondono al loro interno nuovi quadri, sia ha la sensazione di trovarsi in un viaggio impossibile come novelli dispersi nel paese delle meraviglie. Abbandonarsi alle sensazioni diviene così fondamentale per capire appieno l’operato di ZBIOK, senza pregiudizi bisogna immergersi nelle sue incarnazioni sospesi tra attimi di vita quotidiana e follie lucide e ragionate, le immagini parlano tra di loro offrendoci differenti spunti di immedesimazione ed al contempo di riflessione, sono opere anormali portate al limite dall’artista che con esse instaura un dialogo forte e simbiotico con chi ci si ritrova difronte.

In quest’ultimo dipinto dal titolo “Im Sory” l’interprete fonde panorami naturali con scatti personali, accade così che l’immagine di un bosco venga oscurata da quella di un comodino porta trucchi e ancora il corpo di un uomo – sà molto di immagine copertina di qualche rivista glamour – venga in parte coperto da un viso affranto con tanto di mano iper tatuata, a dare infine il colpo finale i famosi smile ricorrenti negli interventi dell’arista rivisti qui in chiave prettamente acida e con l’aggiunta di una serie di scritte. Nel lavoro il senso di perdita si insinua in ogni istantanea, si ha l’impressione che ZBIOK voglia raccontarci, attraverso scene differenti, l’attimo di un abbandono, la solitudine e, piuttosto che affidarsi ai consueti tratti visivi, decide di farlo secondo la proprio logica ed il proprio immaginario riuscendo, a parer nostro, a scatenare ancora di più un senso di disagio e di tristezza.

Pics by The Artist

ZBIOK – “Im Sory” New Mural in Wroclaw, Poland

Tra gli artisti padroni di uno stile unico nel loro genere non possiamo certo non citare ZBIOK, estremamente colpiti dal particolare approccio visivo dell’interprete polacco continuiamo a seguirne interessati i movimenti ed i nuovi interventi, ultimo, una grande parete di diciassette metri per tre realizzata dall’artista nella sua Breslavia.

In una eterna fusione tra realtà e finzione i lavori di ZBIOK sono la conseguenza di un sogno acido, diviso tra un tratto iper realistico, spruzzate di astrattismi appena accennati e figure stravaganti, il grande artista fonde su parete le proprie visioni, sono grandi finestre su un mondo al contrario, diverso, il possibile e l’impossibile vengono alimentati da grandi caselle che nascondono al loro interno nuovi quadri, sia ha la sensazione di trovarsi in un viaggio impossibile come novelli dispersi nel paese delle meraviglie. Abbandonarsi alle sensazioni diviene così fondamentale per capire appieno l’operato di ZBIOK, senza pregiudizi bisogna immergersi nelle sue incarnazioni sospesi tra attimi di vita quotidiana e follie lucide e ragionate, le immagini parlano tra di loro offrendoci differenti spunti di immedesimazione ed al contempo di riflessione, sono opere anormali portate al limite dall’artista che con esse instaura un dialogo forte e simbiotico con chi ci si ritrova difronte.

In quest’ultimo dipinto dal titolo “Im Sory” l’interprete fonde panorami naturali con scatti personali, accade così che l’immagine di un bosco venga oscurata da quella di un comodino porta trucchi e ancora il corpo di un uomo – sà molto di immagine copertina di qualche rivista glamour – venga in parte coperto da un viso affranto con tanto di mano iper tatuata, a dare infine il colpo finale i famosi smile ricorrenti negli interventi dell’arista rivisti qui in chiave prettamente acida e con l’aggiunta di una serie di scritte. Nel lavoro il senso di perdita si insinua in ogni istantanea, si ha l’impressione che ZBIOK voglia raccontarci, attraverso scene differenti, l’attimo di un abbandono, la solitudine e, piuttosto che affidarsi ai consueti tratti visivi, decide di farlo secondo la proprio logica ed il proprio immaginario riuscendo, a parer nostro, a scatenare ancora di più un senso di disagio e di tristezza.

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