SBAGLIATO – New Piece for ALTrove Festival Part 2
A distanza di qualche mese i ragazzi di SBAGLIATO tornando per le strade di Catanzaro per l’ALTrove Festival dove hanno avuto modo di realizzare un secondo intervento proseguendo nel portare avanti il proprio e personale filone produttivo.
Il lavoro degli SBAGLIATO poggia le sue solide basi sul trasformare le facciate e le pareti sulle quali gli artisti mettono le mani attraverso l’inserimento di costruzioni ed architetture di vario tipo, il risultato finale ha sempre un certo impatto sia per la realisticità ricercata e trovata, sia per l’abilità degli stessi interpreti di riuscire ad eludere lo spettatore e di sviluppare un inganno percettivo sempre piuttosto radicato. Non stridono infatti le opere dei ragazzi, anzi, vanno ad interrogare lo spettatore ed a cercare una interazione con lo stesso ponendo dubbi perplessità e domande sull’effettiva realisticità dell’opera.
Quest’ultimo lavoro realizzato per la bella rassegna, porta avanti il filo di interventi che da sempre rappresentano il volano delle produzioni degli SBAGLIATO, in questo le opera incanalano tutta l’efficacia di un percorso che puntualmente riesce a sorprendere per la capacità di eludere e commutare gli spazi attraverso campionamenti di immagini reali. Sta proprio qui la magia delle produzioni degli interpreti, un cogliere visioni e immagini appartenenti alla realtà, spostarne le percezioni e le emozioni per poi veicolarne l’impatto in un nuovo e differenti ambiente urbano. Non si tratta unicamente di una copia ed incolla, piuttosto gli autori valutano i soggetti delle loro produzioni, e gli stessi vengono collocati all’interno di pareti, cunicoli e strada in perfetta armonia e sincronia. In questo senso lo spettatore rimane sospeso tra un limbo di incredulità, tra la visione di un oggetto, di una porte, uno sprazzo di città che esiste, è tangibile ma che al tempo stesso si mescola alla perfezione con ciò che lo circonda, un armonia dei sensi che genera un corto circuito visivo ed emotivo capace di lasciarsi dubbiosi, in un limite sensoriale sospeso tra realtà e finzione.
Attraverso un attenta valutazione gli interpreti qui scelgono di collocare un ingresso semi distrutto, una sorta di varco inaccessibile che risulta assolutamente a suo agio all’interno di una parete scrostata ed arricchita da alcune spruzzate di colore, i segni di un vecchio graffito che rendono perfettamente l’idea di abbandono e che anzi ne cementano e dialogano con la stessa apertura in modo da rendere la visione finale assolutamente credibile.
Null’altro da aggiungere vi lasciamo piuttosto alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti i nuovi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti, stay tuned!
Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz