GORGO

Robert Proch x Sepe – “Mayday Mayday” New Mural in Aalborg

Invitati dalla KIRK Gallery per un doppio show, Robert Proch aka TONE e Sepe hanno da poco terminato questa incredibile parete per le strade di Aalborg in Danimarca unificando i propri peculiari approcci all’interno di un intervento vibrante e dal grande impatto finale.

Con “Mayday Mayday”, questo il titolo del lavoro che risulto già piuttosto indicativo, Roberto Proch e Sepe si aprono ad un dialogo intenso e sfaccettato, sebbene i due interpreti infatti non condividano la stessa dialettica visiva l’opera risulta assolutamente equilibrata raccogliendo ambedue le influenze degli interpreti e riuscendo a far emerge in entrambi i casi il carattere dei personali percorsi artisti degli stessi. L’archetipo utilizzato per far funzionare il lavoro è l’immagine riflesse con la quale da una parte si sviluppa il tratto di Sepe dall’altra invece, nella parte in acqua, Proch è libero di portare avanti le personali sperimentazioni astratte. I due interpreti partono da un idea figurativa abbracciando però percorso per certi versi opposti, quanto legato ad una poetica illustrativa e di disegno Sepe quanto maggiormente interessato al movimento del corpo ed ad un approccio fortemente frammentato TONE. Il primo porta quindi avanti il particolare tratto visivo, come visto più volte l’artista è riuscito a creare una perfetta alchimia che, servendosi di unico range cromatico, unisce sotto un’unica veste le influenze illustrative, così come elementi appartenenti al fumetto, emergono in questo modo personaggi bizzarri, con il corpo sproporzionato e maggiormente accentuato verso il tronco centrale con gli arti, e la testa di dimensioni più piccole. Emerge così l’idea di una rappresentazione particolareggiata della fisicità umana, ed al contempo delle sua stessa fragilità interiore, le gambe così come le braccia e la mente, parti del corpo che muovono nel senso stretto e lato l’umanità, vanno quindi ad assottigliarsi rappresentando una sorta di fermo immagine della situazione umana in questo preciso momento storico. Dal canto suo Robert Proch si tuffa negli spazi attraverso una ricerca plasmata intorno ad una fortissima ricerca sul movimento, i corpi dei soggetti, degli uomini e dei personaggi rappresentati vanno così a frammentarsi, le sezioni si sovrappongono simulando il moto desiderato e raggiungendo un ottica più vicina ad un alfabeto visivo astratto. A dar supporto a questo preciso e particolare approccio l’artista applica una vasta selezione di tinte e colori, l’intento è quello di sviluppare ed al contempo alimentare per mezzo degli stessi gli effetti di chiusura, apertura e sovrapposizione dei corpi, in questo modo rimaniamo incantati dalla quantità di effetti e dalla scale cromatiche utilizzate per un livello di dettaglio assolutamente vivo e coinvolgente.

Per questo nuovo intervento la parte centrale è quindi occupata da due personaggi tipici dell’immaginario di Sepe, come suggerisce il titolo i due si ritrovano a scrutare con i binocoli in attesa di salvataggio, lo specchio d’acqua invece, con il relativo riflesso d’immagine è affidato a Robert Proch che va ad elaborare una fitta serie di caselle e configurazioni astratte al fine di rappresentare al meglio l’effetto visivo. È interessante riflettere come l’opera si presti infine ad una lettura tematica importante, i due soggetti vanno quindi a rappresentare il naufragio in cui molti di noi si sentono in questo momento, con le difficoltà economiche, sociali e politiche che così tanto stanno influenzando le nostre vite.

Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dei due grandi artisti, dateci un occhiata per cogliere appieno la personale visione e la perfetta alchimia che i due interpreti sono riusciti a raggiungere con questo nuovo intervento.

Pics via Sosm

Robert Proch x Sepe – “Mayday Mayday” New Mural in Aalborg

Invitati dalla KIRK Gallery per un doppio show, Robert Proch aka TONE e Sepe hanno da poco terminato questa incredibile parete per le strade di Aalborg in Danimarca unificando i propri peculiari approcci all’interno di un intervento vibrante e dal grande impatto finale.

Con “Mayday Mayday”, questo il titolo del lavoro che risulto già piuttosto indicativo, Roberto Proch e Sepe si aprono ad un dialogo intenso e sfaccettato, sebbene i due interpreti infatti non condividano la stessa dialettica visiva l’opera risulta assolutamente equilibrata raccogliendo ambedue le influenze degli interpreti e riuscendo a far emerge in entrambi i casi il carattere dei personali percorsi artisti degli stessi. L’archetipo utilizzato per far funzionare il lavoro è l’immagine riflesse con la quale da una parte si sviluppa il tratto di Sepe dall’altra invece, nella parte in acqua, Proch è libero di portare avanti le personali sperimentazioni astratte. I due interpreti partono da un idea figurativa abbracciando però percorso per certi versi opposti, quanto legato ad una poetica illustrativa e di disegno Sepe quanto maggiormente interessato al movimento del corpo ed ad un approccio fortemente frammentato TONE. Il primo porta quindi avanti il particolare tratto visivo, come visto più volte l’artista è riuscito a creare una perfetta alchimia che, servendosi di unico range cromatico, unisce sotto un’unica veste le influenze illustrative, così come elementi appartenenti al fumetto, emergono in questo modo personaggi bizzarri, con il corpo sproporzionato e maggiormente accentuato verso il tronco centrale con gli arti, e la testa di dimensioni più piccole. Emerge così l’idea di una rappresentazione particolareggiata della fisicità umana, ed al contempo delle sua stessa fragilità interiore, le gambe così come le braccia e la mente, parti del corpo che muovono nel senso stretto e lato l’umanità, vanno quindi ad assottigliarsi rappresentando una sorta di fermo immagine della situazione umana in questo preciso momento storico. Dal canto suo Robert Proch si tuffa negli spazi attraverso una ricerca plasmata intorno ad una fortissima ricerca sul movimento, i corpi dei soggetti, degli uomini e dei personaggi rappresentati vanno così a frammentarsi, le sezioni si sovrappongono simulando il moto desiderato e raggiungendo un ottica più vicina ad un alfabeto visivo astratto. A dar supporto a questo preciso e particolare approccio l’artista applica una vasta selezione di tinte e colori, l’intento è quello di sviluppare ed al contempo alimentare per mezzo degli stessi gli effetti di chiusura, apertura e sovrapposizione dei corpi, in questo modo rimaniamo incantati dalla quantità di effetti e dalla scale cromatiche utilizzate per un livello di dettaglio assolutamente vivo e coinvolgente.

Per questo nuovo intervento la parte centrale è quindi occupata da due personaggi tipici dell’immaginario di Sepe, come suggerisce il titolo i due si ritrovano a scrutare con i binocoli in attesa di salvataggio, lo specchio d’acqua invece, con il relativo riflesso d’immagine è affidato a Robert Proch che va ad elaborare una fitta serie di caselle e configurazioni astratte al fine di rappresentare al meglio l’effetto visivo. È interessante riflettere come l’opera si presti infine ad una lettura tematica importante, i due soggetti vanno quindi a rappresentare il naufragio in cui molti di noi si sentono in questo momento, con le difficoltà economiche, sociali e politiche che così tanto stanno influenzando le nostre vite.

Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dei due grandi artisti, dateci un occhiata per cogliere appieno la personale visione e la perfetta alchimia che i due interpreti sono riusciti a raggiungere con questo nuovo intervento.

Pics via Sosm