GORGO

Ozmo – “Visione di Tondalo” New Mural in Turin

Ci spostiamo all’interno del SAMO di Torino, è qui infatti che nei giorni scorsi Ozmo ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura per il progetto Urban Art Field ‘Mani Sporche’, rielaborando un immagine classica attraverso una contestualizzazione con l’attualità.

L’intervento fà parte del progetto triennale di riqualificazione urbana ed ha come stimoli principale quelli di valorizzare il territorio, sensibilizzare l’opinione pubblica circa temi sociali e di attualità. Si tratta quindi di un percorso artistico culturale portato avanti dall’Associazione Culturale Alternative Karming con la collaborazione del Comune di Chivasso,

Libera associazione nomi e numeri contro le mafie ed infine il centro Artistico Culturale Samo Torino.

Tema cardine del progetto di quest’anno è la Lotta alla Mafia, i confini della Legalità e come l’arte urbana possa farsi propellente ideale per una interazione con il pubblico ed una discussione circa temi e spunti impegnati.

E’ l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti più importanti della nostra scena, attraverso un intervento che ben ne rappresenta sia la cifra stilistica, sia la forte caratterizzazione tematica delle sue produzioni.

Ci siamo spesso confrontati con le opere dell’autore, sottolineando come la totalità dei suoi interventi vivano in forte connubio con stimoli, impulsi e temi appartenenti al luogo di lavoro. Nel suo processo pittorico Ozmo, raccoglie le tradizioni, le cultura, i simboli e le immagini appartenenti ad un determinato ambiente, le personali sensazioni e suggestioni del momento, in un mix letale e sempre particolarmente acuto.

Nell’idea dell’artista c’è la volontà di proporre a chi osserva, un istante di riflessione attraverso un contestualizzazione di temi e stimoli differenti che, attraverso immagini e visioni note, vanno a tracciare una personale presa di posizione su temi ed argomenti spesso rilevanti e quanto mai attuali. Lo spettatore si trova quindi a confronto con un immagine finale in grado di sviluppare differenti chiavi di lettura, facendo prendere una posizione diretta ed attiva, a chi osserva.

Quest’ultima fatica vede Ozmo ispirarsi ad una tavola rinascimentale, che trae spunto dal poema “La Visione di Tondalo”, in cui viene raccontato il viaggio onirico negli inferi di un cavaliere irlandese del XII Secolo. Il male raccontato attraverso una visione allucinogena e direttamente legata alla realtà e quotidianità del nostro paese.

Come sempre sono i particolari a suscitare interesse, nell’ambientazione sviluppata dall’autore vediamo una città avvolta nell’oscurità, a distanza si intravede la Mole Antonelliana in fiamme, creature e mostri che si divertono a terrorizzare ed infilzare uomini e donne. Tante le immagini rilevanti, dal giocatore seduto tra i dadi, al pigro steso nel letto con il suo smartphone, ad Eva con il serpente attorcigliato.Al centro dell’opera, un grande volto raffigurante un uomo, al pari di un montagna, questo viso si erge su tutta l’opera, mentre dalle narici, perde contanti e pillole. Tutto chiaro.

Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

Ozmo – “Visione di Tondalo” New Mural in Turin

Ci spostiamo all’interno del SAMO di Torino, è qui infatti che nei giorni scorsi Ozmo ha terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura per il progetto Urban Art Field ‘Mani Sporche’, rielaborando un immagine classica attraverso una contestualizzazione con l’attualità.

L’intervento fà parte del progetto triennale di riqualificazione urbana ed ha come stimoli principale quelli di valorizzare il territorio, sensibilizzare l’opinione pubblica circa temi sociali e di attualità. Si tratta quindi di un percorso artistico culturale portato avanti dall’Associazione Culturale Alternative Karming con la collaborazione del Comune di Chivasso,

Libera associazione nomi e numeri contro le mafie ed infine il centro Artistico Culturale Samo Torino.

Tema cardine del progetto di quest’anno è la Lotta alla Mafia, i confini della Legalità e come l’arte urbana possa farsi propellente ideale per una interazione con il pubblico ed una discussione circa temi e spunti impegnati.

E’ l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti più importanti della nostra scena, attraverso un intervento che ben ne rappresenta sia la cifra stilistica, sia la forte caratterizzazione tematica delle sue produzioni.

Ci siamo spesso confrontati con le opere dell’autore, sottolineando come la totalità dei suoi interventi vivano in forte connubio con stimoli, impulsi e temi appartenenti al luogo di lavoro. Nel suo processo pittorico Ozmo, raccoglie le tradizioni, le cultura, i simboli e le immagini appartenenti ad un determinato ambiente, le personali sensazioni e suggestioni del momento, in un mix letale e sempre particolarmente acuto.

Nell’idea dell’artista c’è la volontà di proporre a chi osserva, un istante di riflessione attraverso un contestualizzazione di temi e stimoli differenti che, attraverso immagini e visioni note, vanno a tracciare una personale presa di posizione su temi ed argomenti spesso rilevanti e quanto mai attuali. Lo spettatore si trova quindi a confronto con un immagine finale in grado di sviluppare differenti chiavi di lettura, facendo prendere una posizione diretta ed attiva, a chi osserva.

Quest’ultima fatica vede Ozmo ispirarsi ad una tavola rinascimentale, che trae spunto dal poema “La Visione di Tondalo”, in cui viene raccontato il viaggio onirico negli inferi di un cavaliere irlandese del XII Secolo. Il male raccontato attraverso una visione allucinogena e direttamente legata alla realtà e quotidianità del nostro paese.

Come sempre sono i particolari a suscitare interesse, nell’ambientazione sviluppata dall’autore vediamo una città avvolta nell’oscurità, a distanza si intravede la Mole Antonelliana in fiamme, creature e mostri che si divertono a terrorizzare ed infilzare uomini e donne. Tante le immagini rilevanti, dal giocatore seduto tra i dadi, al pigro steso nel letto con il suo smartphone, ad Eva con il serpente attorcigliato.Al centro dell’opera, un grande volto raffigurante un uomo, al pari di un montagna, questo viso si erge su tutta l’opera, mentre dalle narici, perde contanti e pillole. Tutto chiaro.

Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics