GORGO

Nicola Alessandrini – New Mural in Ostia, Rome

Nuovo aggiornamento per Nicola Alessandrini, l’artista Italiano nelle scorse settimane si è spostato ad Ostia dove ha avuto modo di realizzare questa intensa pittura, portando in dote nuovi ed interessanti stimoli e variazioni stilistiche.

Nel nostro raccontarvi le differenti sfaccettature delle produzioni firmate dall’autore Italiano, ci siamo spesso soffermati sulla sua capacità di mettere a fuoco tutte le fragilità, le differenti sfaccettature che caratterizzano l’essere umano. La riflessione dell’artista parte da lontano, per tuffarsi all’interno di una variegata analisi, capace più che mai di scuotere e provocare stimoli e sensazioni differenti. Non è semplice il confronto, viene infatti scandito dalla volontà dell’interprete di proporre un immaginario violento, per certi versi rabbioso, in una corrente pessimistica, tetra e dura. Si tratta di visioni crude direttamente intercorresse con il quotidiano, con le difficoltà di tutti i giorni, con lo sbando etico dell’uomo, un essenzialità nei concetti che si riflette in una proposta pittorica legata alla carne, ad una esteriorità compromessa. I corpi di Nicola Alessandrini trasudano emozioni, risultano corrotti anche nell’aspetto, marci nei colori proposti. C’è un passaggio di fatto materico, alimentato da una condizione pessimistica e malinconica, che va a tracciare figure ed sezioni oscure, legate tra loro da corpose fusioni corporee. In questo senso, elemento cardine delle produzioni dell’artista, è proprio l’insita capacità di intrecciare corpi, volti ed elementi organici, si creano nuovi individui, involucri freddi, mossi unicamente da istinto e stimoli bestiali.

Attraverso questo particolare piglio stilistico l’autore riflette sulla decadenza dell’uomo moderno, sulla sua capacità di autoconsumarsi, trovando proprio nel corpo, da contenitore vuoto e freddo, a diretta conseguenza di sensazioni, emozioni e stimoli differenti. I corpi dell’interprete risultano la diretta conseguenza del marciume interiore, violenti nella loro fisionomia, capaci di trasmettere al meglio l’odio, la rabbia, la solitudine, la malinconia. Uno stop-motion duro che sà di pugno inferto nello stomaco, capace con così forza di tracciare uno spaccato di quello che siamo e siamo destinati ad essere.

Sebbene la figura dell’uomo ha sempre rappresentato il principale protagonista nelle sue opere, per quest’ultima fatica Nicola Alessandrini sviluppa una pittura piuttosto legata alla natura ed agli animali. L’autore sceglie la figura della lucertola, andando a tracciarne la forma e fisionomia attraverso un approccio pittorico qui maggiormente grafico, concentrandosi sui dettagli con corpose pennellate che definiscono i corpi dei sue soggetti ed i dettagli degli elementi naturali intrecciati con loro. Osservando bene l’intervento vediamo come le due lucertole siano prive di coda, e come l’artista stesso suggerisce nel titolo del lavoro “Sapremo quindi eludere la presa / lasciandogli la coda per ricordo.” l’animale viene utilizzato come analogia diretta di uno specifico comportamento, la capacità di eludere un rischio od una stiuazione, perdendo inevitabilmente qualcosa di personale.

In calce al nostro testo alcuni scatti e tutti i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dall’interprete Italiano, dateci un occhiata, e restate sintonizzati, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista sempre qui su Gorgo.

Pics by The Artist

Nicola Alessandrini – New Mural in Ostia, Rome

Nuovo aggiornamento per Nicola Alessandrini, l’artista Italiano nelle scorse settimane si è spostato ad Ostia dove ha avuto modo di realizzare questa intensa pittura, portando in dote nuovi ed interessanti stimoli e variazioni stilistiche.

Nel nostro raccontarvi le differenti sfaccettature delle produzioni firmate dall’autore Italiano, ci siamo spesso soffermati sulla sua capacità di mettere a fuoco tutte le fragilità, le differenti sfaccettature che caratterizzano l’essere umano. La riflessione dell’artista parte da lontano, per tuffarsi all’interno di una variegata analisi, capace più che mai di scuotere e provocare stimoli e sensazioni differenti. Non è semplice il confronto, viene infatti scandito dalla volontà dell’interprete di proporre un immaginario violento, per certi versi rabbioso, in una corrente pessimistica, tetra e dura. Si tratta di visioni crude direttamente intercorresse con il quotidiano, con le difficoltà di tutti i giorni, con lo sbando etico dell’uomo, un essenzialità nei concetti che si riflette in una proposta pittorica legata alla carne, ad una esteriorità compromessa. I corpi di Nicola Alessandrini trasudano emozioni, risultano corrotti anche nell’aspetto, marci nei colori proposti. C’è un passaggio di fatto materico, alimentato da una condizione pessimistica e malinconica, che va a tracciare figure ed sezioni oscure, legate tra loro da corpose fusioni corporee. In questo senso, elemento cardine delle produzioni dell’artista, è proprio l’insita capacità di intrecciare corpi, volti ed elementi organici, si creano nuovi individui, involucri freddi, mossi unicamente da istinto e stimoli bestiali.

Attraverso questo particolare piglio stilistico l’autore riflette sulla decadenza dell’uomo moderno, sulla sua capacità di autoconsumarsi, trovando proprio nel corpo, da contenitore vuoto e freddo, a diretta conseguenza di sensazioni, emozioni e stimoli differenti. I corpi dell’interprete risultano la diretta conseguenza del marciume interiore, violenti nella loro fisionomia, capaci di trasmettere al meglio l’odio, la rabbia, la solitudine, la malinconia. Uno stop-motion duro che sà di pugno inferto nello stomaco, capace con così forza di tracciare uno spaccato di quello che siamo e siamo destinati ad essere.

Sebbene la figura dell’uomo ha sempre rappresentato il principale protagonista nelle sue opere, per quest’ultima fatica Nicola Alessandrini sviluppa una pittura piuttosto legata alla natura ed agli animali. L’autore sceglie la figura della lucertola, andando a tracciarne la forma e fisionomia attraverso un approccio pittorico qui maggiormente grafico, concentrandosi sui dettagli con corpose pennellate che definiscono i corpi dei sue soggetti ed i dettagli degli elementi naturali intrecciati con loro. Osservando bene l’intervento vediamo come le due lucertole siano prive di coda, e come l’artista stesso suggerisce nel titolo del lavoro “Sapremo quindi eludere la presa / lasciandogli la coda per ricordo.” l’animale viene utilizzato come analogia diretta di uno specifico comportamento, la capacità di eludere un rischio od una stiuazione, perdendo inevitabilmente qualcosa di personale.

In calce al nostro testo alcuni scatti e tutti i dettagli di quest’ultima fatica realizzata dall’interprete Italiano, dateci un occhiata, e restate sintonizzati, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista sempre qui su Gorgo.

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