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GORGO

MTO for Memorie Urbane 2015

Continuiamo il nostro viaggio tra le meraviglie del Memorie Urbane Festival di quest’anno, tra gli ospiti al lavoro, ritroviamo MTO che ha da poco terminato di realizzare a Gaeta un nuovo e tagliente intervento incentrato sull’idea di censura e sul rapporto con internet.

Avevamo lasciato l’interprete a Miami duranti i giorni dell’Art Basel, alle prese con una delle pareti più controverse della rassegna (Covered), ora eccolo tornare al lavoro con un nuovo intervento particolarmente efficace e soprattutto completamente differente da quanto siamo soliti aspettarci.

Come visto più volte l’approccio stilistico dell’artista si è sempre sviluppato per mezzo di una stilistica pittorica legata ad una riproduzione figurativa quanto mai più reale possibile. Capacità dell’interprete è stata quella di gettare le basi di una produzione reale che ha nello sviluppo di situazioni differenti, e sopratutto di una costante interazione con lo spazio, il suo punto di forza. Attraverso un massiccio utilizzo della bomboletta come unico strumento di lavoro, prendono vita precisi effetti e sancendo la qualità di un lavoro tra più intensi tra coloro che si affidano ad una riproduzione (quasi) fotografica nelle loro opere.

Sebbene l’impatto sia garantito dalla forte spinta realistica della pittura, è innegabile come, specialmente negli ultimi mesi, l’interprete abbia iniziato ad poggiare le proprie opere su tematiche e spunti di spessore, spostando quindi l’attenzione da ciò vediamo a ciò che lo stesso interprete vuole comunicarci.

Riflessioni differenti, capaci di toccare temi importanti, sviluppate attraverso un unico soggetto, che si rifà probabilmente ai connotati dello stesso autore, che di conseguenza va a metterci, letteralmente e non solo metaforicamente, la faccia.

Quest’ultima fatica realizzata a Gaeta tra Via deli’Agricoltura e Via Mariano Mandolesi, porta MTO a lavorare attraverso un differente contesto visivo e sopratutto tematico. A stupire è anzitutto la totale assenza di volti o proposte figurative, in questo caso è direttamente il tema ad esondare ed attraversare concretamente tutto il grande spazio a disposizione, per una pittura che si presta a differenti chiavi di lettura.

Giocando con l’idea di censura, riflettendo sull’utilizzo di internet e sulla fruizione degli interventi davanti ad uno schermo piuttosto che direttamente in strada, ma sopratutto dell’ingresso di Google nel ‘mercato’ dell’arte urbana attraverso il progetto di raccolta fotografica degli interventi sparsi per il globo, l’autore lancia la sua diretta ed incisiva riflessione. Fingendo che la stessa azienda abbiamo deliberatamente cancellato e censurato il suo intervento, ecco apparire sulla lunga parete e sui ponti che accompagnano l’intersezione delle due strade, la classica scritta di errore delle pagine internet. L’intervento non è stato trovato.

Scrollate giù, in calce al nostro testo infatti potete trovare un intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, in aggiunta alle fasi di realizzazione del progetto, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna.

In the small city of GAETA, Italy, a giant 125m (471 ft) wide mural by French street-artist MTO has been silently censored by Google CORP. Is this the first case of artistic censorship on our good old Google Earth? One thing is for certain, it’s sure to open a huge can of worms, as governments around the world consult their top legal minds and grapple with the implications for freedom of artistic expression. The censorship happens against a backdrop of growing international revolt against Google’s global supremacy in information control. NATO is now thought to be looking at all options to overturn the decision and thereby prevent a massive worldwide protest in the artistic and journalistic worlds.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo

MTO for Memorie Urbane 2015

Continuiamo il nostro viaggio tra le meraviglie del Memorie Urbane Festival di quest’anno, tra gli ospiti al lavoro, ritroviamo MTO che ha da poco terminato di realizzare a Gaeta un nuovo e tagliente intervento incentrato sull’idea di censura e sul rapporto con internet.

Avevamo lasciato l’interprete a Miami duranti i giorni dell’Art Basel, alle prese con una delle pareti più controverse della rassegna (Covered), ora eccolo tornare al lavoro con un nuovo intervento particolarmente efficace e soprattutto completamente differente da quanto siamo soliti aspettarci.

Come visto più volte l’approccio stilistico dell’artista si è sempre sviluppato per mezzo di una stilistica pittorica legata ad una riproduzione figurativa quanto mai più reale possibile. Capacità dell’interprete è stata quella di gettare le basi di una produzione reale che ha nello sviluppo di situazioni differenti, e sopratutto di una costante interazione con lo spazio, il suo punto di forza. Attraverso un massiccio utilizzo della bomboletta come unico strumento di lavoro, prendono vita precisi effetti e sancendo la qualità di un lavoro tra più intensi tra coloro che si affidano ad una riproduzione (quasi) fotografica nelle loro opere.

Sebbene l’impatto sia garantito dalla forte spinta realistica della pittura, è innegabile come, specialmente negli ultimi mesi, l’interprete abbia iniziato ad poggiare le proprie opere su tematiche e spunti di spessore, spostando quindi l’attenzione da ciò vediamo a ciò che lo stesso interprete vuole comunicarci.

Riflessioni differenti, capaci di toccare temi importanti, sviluppate attraverso un unico soggetto, che si rifà probabilmente ai connotati dello stesso autore, che di conseguenza va a metterci, letteralmente e non solo metaforicamente, la faccia.

Quest’ultima fatica realizzata a Gaeta tra Via deli’Agricoltura e Via Mariano Mandolesi, porta MTO a lavorare attraverso un differente contesto visivo e sopratutto tematico. A stupire è anzitutto la totale assenza di volti o proposte figurative, in questo caso è direttamente il tema ad esondare ed attraversare concretamente tutto il grande spazio a disposizione, per una pittura che si presta a differenti chiavi di lettura.

Giocando con l’idea di censura, riflettendo sull’utilizzo di internet e sulla fruizione degli interventi davanti ad uno schermo piuttosto che direttamente in strada, ma sopratutto dell’ingresso di Google nel ‘mercato’ dell’arte urbana attraverso il progetto di raccolta fotografica degli interventi sparsi per il globo, l’autore lancia la sua diretta ed incisiva riflessione. Fingendo che la stessa azienda abbiamo deliberatamente cancellato e censurato il suo intervento, ecco apparire sulla lunga parete e sui ponti che accompagnano l’intersezione delle due strade, la classica scritta di errore delle pagine internet. L’intervento non è stato trovato.

Scrollate giù, in calce al nostro testo infatti potete trovare un intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, in aggiunta alle fasi di realizzazione del progetto, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti dalla rassegna.

In the small city of GAETA, Italy, a giant 125m (471 ft) wide mural by French street-artist MTO has been silently censored by Google CORP. Is this the first case of artistic censorship on our good old Google Earth? One thing is for certain, it’s sure to open a huge can of worms, as governments around the world consult their top legal minds and grapple with the implications for freedom of artistic expression. The censorship happens against a backdrop of growing international revolt against Google’s global supremacy in information control. NATO is now thought to be looking at all options to overturn the decision and thereby prevent a massive worldwide protest in the artistic and journalistic worlds.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo