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Moallaseconda – New Mural at nEXt Emerson in Florence

Moallaseconda, un altro dei nomi caldi nella nostra scena nei giorni scorsi si è spostato a Firenze, chiamato dai ragazzi di 400 Drops,, per andare a realizzare una nuova pittura direttamente sulla facciata esterna del del centro sociale culturale nEXt Emerson.

Senza alcun dubbio uno degli autori a cui maggiormente ci piace rivolgere il nostro sguardo, Moallaseconda continua ad evolvere e sviluppare la personale cifra stilistica in funzione di una peculiare fascinazione e commutazione della forma.

L’indagine dell’autore italiano si affaccia nello spazio urbano attraverso lo sviluppo di forme e figure grezze, elementi spessi che si intrecciano alle peculiarità della superficie. Non stupisce la scelta quindi di lavorare spesso all’interno di luoghi e spazi abbandonati, dove agenti atmosferici ed il tempo hanno profondamente eroso le pareti, ponendo in essere un incipit dal quale lo stesso sviluppa, trasforma ed evolve la personale astrazione.

Osserva il cammino fin qui sviluppato, è chiara la volontà di non rimanere ancora ad un unica direzione, quanto piuttosto sperimentare, ricercare e variare costantemente il processo, sia in funzione dello spazio a disposizione, ma sopratutto lasciandosi contagiare dagli stimoli e dagli impulsi del momento che, inevitabilmente, entrano a contatto con le particolarità delle figure astratta dell’Italiano.

Emerge così una cifra stilistica spontanea, fortemente gestuale, in cui siamo a confronto con una miscela viscerale, altamente percettiva e, data la profonda valenza criptica, in grado di sviluppare un senso introspettivo. L’esperienza figurativa, del tutto accantonata ormai, è stato completamente assorbita da un moto costante, irregolare fatto di forme ed elementi frastagliati, incisivi e diretti, ruvidi nell’aspetto, complessi nel loro articolarsi nello spazio, legandosi e slegandosi tra loro, investendo la superficie attraverso textuers profonde, capaci di continuare a strizzare l’occhio al mistico ed all’esoterico. Persiste quindi un profondo senso onirico.

Le produzioni dell’artista risultano prive di una narrativa, si prestano piuttosto ad una analisi personale, ad un dialogo con lo spazio, con le peculiarità già presenti intrinsecamente nello stesso. Instabili, complesse, cadenzate da tinte differenti in grado di variare dal binomio bianco e nero, slegandosi e legandosi tra loro, in una incessante variazione formale.

A differenza dei precedenti lavori, qui Moallaseconda, avendo dovuto imbiancare completamente la superficie, non ha avuto modo di lavorare a stretto contatto con la stessa. Un incipit del tutto inusuale, un foglio bianco da cui l’artista è partito per il suo consueto impulso astratto.

L’impulso è quindi scaturito dalla stessa idea di RUN (Covered) al lavoro qui qualche giorno fa, per un intervento che sà di omaggio al luogo stesso.

Quello che si sviluppa è quindi un intervento spezzettato, piccoli blocchi differenti che formano la stessa forma della parete, sviluppati attraverso forme e textuers differenti, una sorta di catalogo di tutto ciò che è in questo momento l’artista ed in particolare la sua impostazione pittorica. C’è un dialogo forte con l’architettura della spazio, con la finestra presente, che viene letteralmente quadruplicata, ma sopratutto, ancora una volta, sul finire del lavoro, l’artista lega le sue differenti figure attraverso collegamenti casuali o riempimenti differenti, lasciando emergere nuove forme, tra macchie di colore, e spazi rimasti vuoti duranti il processo. That’s It.

Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics

Moallaseconda – New Mural at nEXt Emerson in Florence

Moallaseconda, un altro dei nomi caldi nella nostra scena nei giorni scorsi si è spostato a Firenze, chiamato dai ragazzi di 400 Drops,, per andare a realizzare una nuova pittura direttamente sulla facciata esterna del del centro sociale culturale nEXt Emerson.

Senza alcun dubbio uno degli autori a cui maggiormente ci piace rivolgere il nostro sguardo, Moallaseconda continua ad evolvere e sviluppare la personale cifra stilistica in funzione di una peculiare fascinazione e commutazione della forma.

L’indagine dell’autore italiano si affaccia nello spazio urbano attraverso lo sviluppo di forme e figure grezze, elementi spessi che si intrecciano alle peculiarità della superficie. Non stupisce la scelta quindi di lavorare spesso all’interno di luoghi e spazi abbandonati, dove agenti atmosferici ed il tempo hanno profondamente eroso le pareti, ponendo in essere un incipit dal quale lo stesso sviluppa, trasforma ed evolve la personale astrazione.

Osserva il cammino fin qui sviluppato, è chiara la volontà di non rimanere ancora ad un unica direzione, quanto piuttosto sperimentare, ricercare e variare costantemente il processo, sia in funzione dello spazio a disposizione, ma sopratutto lasciandosi contagiare dagli stimoli e dagli impulsi del momento che, inevitabilmente, entrano a contatto con le particolarità delle figure astratta dell’Italiano.

Emerge così una cifra stilistica spontanea, fortemente gestuale, in cui siamo a confronto con una miscela viscerale, altamente percettiva e, data la profonda valenza criptica, in grado di sviluppare un senso introspettivo. L’esperienza figurativa, del tutto accantonata ormai, è stato completamente assorbita da un moto costante, irregolare fatto di forme ed elementi frastagliati, incisivi e diretti, ruvidi nell’aspetto, complessi nel loro articolarsi nello spazio, legandosi e slegandosi tra loro, investendo la superficie attraverso textuers profonde, capaci di continuare a strizzare l’occhio al mistico ed all’esoterico. Persiste quindi un profondo senso onirico.

Le produzioni dell’artista risultano prive di una narrativa, si prestano piuttosto ad una analisi personale, ad un dialogo con lo spazio, con le peculiarità già presenti intrinsecamente nello stesso. Instabili, complesse, cadenzate da tinte differenti in grado di variare dal binomio bianco e nero, slegandosi e legandosi tra loro, in una incessante variazione formale.

A differenza dei precedenti lavori, qui Moallaseconda, avendo dovuto imbiancare completamente la superficie, non ha avuto modo di lavorare a stretto contatto con la stessa. Un incipit del tutto inusuale, un foglio bianco da cui l’artista è partito per il suo consueto impulso astratto.

L’impulso è quindi scaturito dalla stessa idea di RUN (Covered) al lavoro qui qualche giorno fa, per un intervento che sà di omaggio al luogo stesso.

Quello che si sviluppa è quindi un intervento spezzettato, piccoli blocchi differenti che formano la stessa forma della parete, sviluppati attraverso forme e textuers differenti, una sorta di catalogo di tutto ciò che è in questo momento l’artista ed in particolare la sua impostazione pittorica. C’è un dialogo forte con l’architettura della spazio, con la finestra presente, che viene letteralmente quadruplicata, ma sopratutto, ancora una volta, sul finire del lavoro, l’artista lega le sue differenti figure attraverso collegamenti casuali o riempimenti differenti, lasciando emergere nuove forme, tra macchie di colore, e spazi rimasti vuoti duranti il processo. That’s It.

Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics