GORGO

Mark Jenkins – New Installations for CityLeaks Festival

Non solo dipinti al CityLeaks Festival quest’anno hanno fatto le cose in grande chiamando a dipingere oltre che un nutrito roster di grandi artisti, anche una serie di interprete specializzati nelle arti installatorie, riuscendo quindi a creare un bel mix multidisciplinare da dare in pasto ai curiosi cittadini, il primo a togliere il sipario è il grande Mark Jenkins che torna al lavoro dopo un periodo di lungo relax.

Mark Jenkins fa parte di quella flotta di interpreti che usa la strada non attraverso i suoi muri, o almeno non unicamente, ma piuttosto catapulta le proprie visioni in mezzo alla gente, nelle viuzze, in mezzo al traffico, tra e dentro i palazzi, un arte popolare realizzata attraverso quelle che sono creazioni decisamente singolari e soprattutto controverse, un lavoro il suo che abbraccia a piene mani temi scomodi e tasti dolenti mostrandoci con profondità e sfacciataggine la natura per certi versi inumana, violenta e cinica di alcuni di noi e della società. L’artista Americano è noto per le sue installazioni che coinvolgono manichini o sculture vere e proprie, a differenza di altri artisti che si lanciano in riproduzioni minuscole di microcosmi, su tutti Isaac Cordal e Slinkachu, l’interprete americano porta avanti il proprio lavoro attraverso la creazione in scala reale di veri e propri personaggi, il dubbio che si tratti o no di una persona vera assale chi ci si ritrova di fronte, ma aldilà del gioco visivo che cattura nell’immediato la vista a fare da protagonisti sono i temi trattati da Mark Jenkins.

L’interprete sfrutta a meraviglia tutto l’arredo urbano calando e facendoci calare stretto contatto i propri lavori, appaiono così corpi ed arti immersi nel paesaggio, fermi e statici, fortemente interrogativi, parlano di inquinamento, povertà, capitalismo, della società moderna e della generale condizione umana con tutte le loro contraddizioni.
Per la rassegna tedesca Jenkins invade letteralmente le strade della città proponendo una serie di nuovi lavori perlopiù in total white, arrivando perfino ad occupare un supermercato e soprattutto una serie di balconi privati, è tutto da vedere in galleria.

Pics by Arrested Motion

Mark Jenkins – New Installations for CityLeaks Festival

Non solo dipinti al CityLeaks Festival quest’anno hanno fatto le cose in grande chiamando a dipingere oltre che un nutrito roster di grandi artisti, anche una serie di interprete specializzati nelle arti installatorie, riuscendo quindi a creare un bel mix multidisciplinare da dare in pasto ai curiosi cittadini, il primo a togliere il sipario è il grande Mark Jenkins che torna al lavoro dopo un periodo di lungo relax.

Mark Jenkins fa parte di quella flotta di interpreti che usa la strada non attraverso i suoi muri, o almeno non unicamente, ma piuttosto catapulta le proprie visioni in mezzo alla gente, nelle viuzze, in mezzo al traffico, tra e dentro i palazzi, un arte popolare realizzata attraverso quelle che sono creazioni decisamente singolari e soprattutto controverse, un lavoro il suo che abbraccia a piene mani temi scomodi e tasti dolenti mostrandoci con profondità e sfacciataggine la natura per certi versi inumana, violenta e cinica di alcuni di noi e della società. L’artista Americano è noto per le sue installazioni che coinvolgono manichini o sculture vere e proprie, a differenza di altri artisti che si lanciano in riproduzioni minuscole di microcosmi, su tutti Isaac Cordal e Slinkachu, l’interprete americano porta avanti il proprio lavoro attraverso la creazione in scala reale di veri e propri personaggi, il dubbio che si tratti o no di una persona vera assale chi ci si ritrova di fronte, ma aldilà del gioco visivo che cattura nell’immediato la vista a fare da protagonisti sono i temi trattati da Mark Jenkins.

L’interprete sfrutta a meraviglia tutto l’arredo urbano calando e facendoci calare stretto contatto i propri lavori, appaiono così corpi ed arti immersi nel paesaggio, fermi e statici, fortemente interrogativi, parlano di inquinamento, povertà, capitalismo, della società moderna e della generale condizione umana con tutte le loro contraddizioni.
Per la rassegna tedesca Jenkins invade letteralmente le strade della città proponendo una serie di nuovi lavori perlopiù in total white, arrivando perfino ad occupare un supermercato e soprattutto una serie di balconi privati, è tutto da vedere in galleria.

Pics by Arrested Motion