GORGO

M-City x ZBIOK – New Mural for Urban Spree in Berlin

Organizzato dalla Urban Spree Gallery di Berlino, che cura anche l’omonimo festival, diamo un occhiata a quest’ultima parete realizzata dal grande M-City e dall’altrettanto grande ZBIOK proprio nella capitale tedesca come parte dell’ultimo show presentato dalla galleria.

Dal titolo “Narrative Urban Poland” lo show, curato da Johannes Mundinger, mette insieme quattro tra i più prolifici ed interessanti artisti della vicina Polonia con l’intento di regalare uno spaccato virtuoso su quella che è la scena limitrofa offrendo in dona i rispettivi approcci e le stilistiche di M-City, ZBIOK, Otecki ed infine Drobcyzk. Un quartetto ben assortito che seppur portando avanti visioni e stilistiche di lavori differenti è unito da una comune dialettica poetica, tra i quattro partecipanti proprio ai primi due viene offerta l’opportunità di dipingere la parete esterna dello spazio Berlinese, un opportunità per vedere anzitutto un dialogo tra i due artisti e per dare un occhiata ai rispettivi punti di arrivo.

Come spesso abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di M-City è perlopiù sviluppato attraverso un utilizzo spasmodico di stencil, attraverso la creazione di piccole forme l’artista va ad intaccare gli spazi riassumendo all’interno delle visioni rappresentati tutto il suo background e gli studi accademici che coinvolgono l’architettura. Nell’indagine visiva dell’artista andiamo quindi ad impattare con forme e visioni prettamente industriali e con un tratto che riduce all’osso, stilizzandoli, gli elementi urbani e sopratutto meccanici, un fare illustrativo se vogliamo arricchito da un binomio cromatico spesso fortemente radicato e che lo vede altrettante volte confrontarsi unicamente con il bianco e con il nero con l’aggiunta di un altra tinta a rinforzare le sue produzioni. Specialmente nell’ultimo anno abbiamo assistito con piacere ad una evoluzione sostanziale delle stilistiche di lavori dell’artista, gli interventi si sono fatti mano a mano più complessi e caratterizzato da una serie di distorsioni visive o coinvolgimenti architettonici che hanno investito tutta la sua produzione rivelandone la continua ricerca e sopratutto un nuovo e coinvolgente impatto scenico che dal canto nostro abbiamo senza dubbio apprezzato.

Dal canto suo ZBIOK rappresenta una visione maggiormente viscerale, dà sfogo ai propri sentimenti l’interprete producendo su muro un immaginario folle e riccamente popolato da presente oniriche, scampoli di vita quotidiana e situazioni al limite del surreale. Abbiamo fatto la sua conoscenza alla scorsa edizione del Katowice Street Art Festival e da li abbiamo proseguito ad osservare il suo lavoro, ci ha anzitutto rapito il tratto che presenta elementi pittorici forti e realistici, accompagnati da un appannaggio visivo atto ad alimentare la sensazione di trovarsi quasi di fronte ad una finestra, ad osservare gli scampoli di vita proposti. Le opere dell’artista vanno infatti a suddividere gli spazi attraverso gigantesche caselle che mostrano in contemporanea situazioni e spunti differenti, alimentati spesso da differenti scelte stilistiche, che hanno nella quantità di dettagli e nella fortissima immersività il loro punto di forza. Gli interventi risultano quasi dei piccoli sogni alimentati dalla presenza di immagini apparentemente in contrasto tra di loro, figure evanescenti fanno la loro comparsa accompagnate da pennellate morbide e dai una miscela di colori carica ed immersiva, ci ritroviamo ad osservare gli istanti altrui immergendosi nelle sensazioni e negli stati d’animo che ci trasmettono, facendoli nostri per un coinvolgimento viscerale ed emotivo.

I due artisti portando avanti i rispettivi percorsi dividono in due lo spazio a disposizione, nella prima parte M-City sviluppa una delle sue iconiche figure, uno spaccato cittadino che sembra quasi scivolare in basso simulando una sorta di cascata, tutto rigorosamente in bianco e nero, dall’altra invece ZBIOK elabora il consueto puzzle di vite differenti incrociando i destini di questi soggetti attraverso una forte cadenza malinconica e riflessiva e accomunando le tavole dalla presenza di una forte caratterizzazione cromatica e visiva andando addirittura a giocare con le architetture dello spazio di lavoro.

Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ai dettagli di quest’ultima splendida fatica rinnovando l’appuntamento con gli aggiornamenti degli artisti coinvolti e sopratutto con un ampio recap fotografico dell’esibizione, non vi resta quindi che dare un occhiata alle immagini e restare sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Festival

M-City x ZBIOK – New Mural for Urban Spree in Berlin

Organizzato dalla Urban Spree Gallery di Berlino, che cura anche l’omonimo festival, diamo un occhiata a quest’ultima parete realizzata dal grande M-City e dall’altrettanto grande ZBIOK proprio nella capitale tedesca come parte dell’ultimo show presentato dalla galleria.

Dal titolo “Narrative Urban Poland” lo show, curato da Johannes Mundinger, mette insieme quattro tra i più prolifici ed interessanti artisti della vicina Polonia con l’intento di regalare uno spaccato virtuoso su quella che è la scena limitrofa offrendo in dona i rispettivi approcci e le stilistiche di M-City, ZBIOK, Otecki ed infine Drobcyzk. Un quartetto ben assortito che seppur portando avanti visioni e stilistiche di lavori differenti è unito da una comune dialettica poetica, tra i quattro partecipanti proprio ai primi due viene offerta l’opportunità di dipingere la parete esterna dello spazio Berlinese, un opportunità per vedere anzitutto un dialogo tra i due artisti e per dare un occhiata ai rispettivi punti di arrivo.

Come spesso abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di M-City è perlopiù sviluppato attraverso un utilizzo spasmodico di stencil, attraverso la creazione di piccole forme l’artista va ad intaccare gli spazi riassumendo all’interno delle visioni rappresentati tutto il suo background e gli studi accademici che coinvolgono l’architettura. Nell’indagine visiva dell’artista andiamo quindi ad impattare con forme e visioni prettamente industriali e con un tratto che riduce all’osso, stilizzandoli, gli elementi urbani e sopratutto meccanici, un fare illustrativo se vogliamo arricchito da un binomio cromatico spesso fortemente radicato e che lo vede altrettante volte confrontarsi unicamente con il bianco e con il nero con l’aggiunta di un altra tinta a rinforzare le sue produzioni. Specialmente nell’ultimo anno abbiamo assistito con piacere ad una evoluzione sostanziale delle stilistiche di lavori dell’artista, gli interventi si sono fatti mano a mano più complessi e caratterizzato da una serie di distorsioni visive o coinvolgimenti architettonici che hanno investito tutta la sua produzione rivelandone la continua ricerca e sopratutto un nuovo e coinvolgente impatto scenico che dal canto nostro abbiamo senza dubbio apprezzato.

Dal canto suo ZBIOK rappresenta una visione maggiormente viscerale, dà sfogo ai propri sentimenti l’interprete producendo su muro un immaginario folle e riccamente popolato da presente oniriche, scampoli di vita quotidiana e situazioni al limite del surreale. Abbiamo fatto la sua conoscenza alla scorsa edizione del Katowice Street Art Festival e da li abbiamo proseguito ad osservare il suo lavoro, ci ha anzitutto rapito il tratto che presenta elementi pittorici forti e realistici, accompagnati da un appannaggio visivo atto ad alimentare la sensazione di trovarsi quasi di fronte ad una finestra, ad osservare gli scampoli di vita proposti. Le opere dell’artista vanno infatti a suddividere gli spazi attraverso gigantesche caselle che mostrano in contemporanea situazioni e spunti differenti, alimentati spesso da differenti scelte stilistiche, che hanno nella quantità di dettagli e nella fortissima immersività il loro punto di forza. Gli interventi risultano quasi dei piccoli sogni alimentati dalla presenza di immagini apparentemente in contrasto tra di loro, figure evanescenti fanno la loro comparsa accompagnate da pennellate morbide e dai una miscela di colori carica ed immersiva, ci ritroviamo ad osservare gli istanti altrui immergendosi nelle sensazioni e negli stati d’animo che ci trasmettono, facendoli nostri per un coinvolgimento viscerale ed emotivo.

I due artisti portando avanti i rispettivi percorsi dividono in due lo spazio a disposizione, nella prima parte M-City sviluppa una delle sue iconiche figure, uno spaccato cittadino che sembra quasi scivolare in basso simulando una sorta di cascata, tutto rigorosamente in bianco e nero, dall’altra invece ZBIOK elabora il consueto puzzle di vite differenti incrociando i destini di questi soggetti attraverso una forte cadenza malinconica e riflessiva e accomunando le tavole dalla presenza di una forte caratterizzazione cromatica e visiva andando addirittura a giocare con le architetture dello spazio di lavoro.

Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ai dettagli di quest’ultima splendida fatica rinnovando l’appuntamento con gli aggiornamenti degli artisti coinvolti e sopratutto con un ampio recap fotografico dell’esibizione, non vi resta quindi che dare un occhiata alle immagini e restare sintonizzati qui sul Gorgo.

Pics by The Festival