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Klone – “Paper Boats” New Mural in Tel Aviv

Uno degli artisti che maggiormente ci affascina per particolarità di tratto e soprattutto per l’impatto delle sue creazione è senza dubbio Klone, il grande interprete israeliano con questo nuovo intervento continua a proporci la sua personale visione creativa accompagnandola come sempre dalla simbiosi con la sua terra che costantemente ne caratterizza ed influenza l’operato.

Questa particolare venatura emerge in tutta la sua sensibilità degli interventi di Klone, l’artista attraverso il proprio operato approfondisce quelle che sono le coscienze della città, le sue contraddizioni, lancia gridi ed insegue concetti e temi proponendo spunti di riflessione a chi si imbatte nelle sue creazioni. Soffermandosi in particolare sull’uomo, sugli sviluppi della coscienza umana e sui suoi aberranti errori, lo stile adottato da Klone rappresenta a nostro avviso il mezzo perfetto per alimentare il dialogo e la riflessione, un tratto che in questi ultimi mesi si è fatto maggiormente istintivo, rapido ed energico, si appropria degli spazi l’artista, pochi colori, il bianco e nero da unico veicolo di sfogo esercitato attraverso un immaginario cupo figlio del cinico e della verità senza filtri.

In occasione della sua nuova fatica “White Sun of The Desert”, Klone ha voluto regalarsi questa gigantesca opera realizzata direttamente sugli argini del fiume Ayalon dal titolo “Paper Boats”. Questo nuovo intervento è figlio di una riflessione profonda ed articolata da parte dell’artista partita oramai due anni fa. Le barche di carta vengono inserite negli interventi dell’artista immediatamente dopo i disastri in Giappone, l’evento ha scosso profondamente l’interprete che da questa esperienza ha iniziato una personale riflessione sulla fragilità delle vita umana, di tutto ciò che costruiamo e su quello in cui confidiamo. Da questa analisa emerge la figura delle barche, sospesa in acqua nel loro viaggio e dannatamente delicate nella loro stessa essenza.

Vi lasciamo in compagnia degli splendidi scatti a documentare tutto il processo creativo dietro quest’ultima sensibile meraviglia, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete e restate sintonizzati nei prossimi giorni vi mostreremo le immagini dell’apertura dell’esibizione, mentre nei prossimi mesi contiamo di dare un nuovo sguardo all’intervento con gli argini del fiume investiti dall’acqua.

Pics by Eldad Carin via Telavivian

Klone – “Paper Boats” New Mural in Tel Aviv

Uno degli artisti che maggiormente ci affascina per particolarità di tratto e soprattutto per l’impatto delle sue creazione è senza dubbio Klone, il grande interprete israeliano con questo nuovo intervento continua a proporci la sua personale visione creativa accompagnandola come sempre dalla simbiosi con la sua terra che costantemente ne caratterizza ed influenza l’operato.

Questa particolare venatura emerge in tutta la sua sensibilità degli interventi di Klone, l’artista attraverso il proprio operato approfondisce quelle che sono le coscienze della città, le sue contraddizioni, lancia gridi ed insegue concetti e temi proponendo spunti di riflessione a chi si imbatte nelle sue creazioni. Soffermandosi in particolare sull’uomo, sugli sviluppi della coscienza umana e sui suoi aberranti errori, lo stile adottato da Klone rappresenta a nostro avviso il mezzo perfetto per alimentare il dialogo e la riflessione, un tratto che in questi ultimi mesi si è fatto maggiormente istintivo, rapido ed energico, si appropria degli spazi l’artista, pochi colori, il bianco e nero da unico veicolo di sfogo esercitato attraverso un immaginario cupo figlio del cinico e della verità senza filtri.

In occasione della sua nuova fatica “White Sun of The Desert”, Klone ha voluto regalarsi questa gigantesca opera realizzata direttamente sugli argini del fiume Ayalon dal titolo “Paper Boats”. Questo nuovo intervento è figlio di una riflessione profonda ed articolata da parte dell’artista partita oramai due anni fa. Le barche di carta vengono inserite negli interventi dell’artista immediatamente dopo i disastri in Giappone, l’evento ha scosso profondamente l’interprete che da questa esperienza ha iniziato una personale riflessione sulla fragilità delle vita umana, di tutto ciò che costruiamo e su quello in cui confidiamo. Da questa analisa emerge la figura delle barche, sospesa in acqua nel loro viaggio e dannatamente delicate nella loro stessa essenza.

Vi lasciamo in compagnia degli splendidi scatti a documentare tutto il processo creativo dietro quest’ultima sensibile meraviglia, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete e restate sintonizzati nei prossimi giorni vi mostreremo le immagini dell’apertura dell’esibizione, mentre nei prossimi mesi contiamo di dare un nuovo sguardo all’intervento con gli argini del fiume investiti dall’acqua.

Pics by Eldad Carin via Telavivian