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GORGO

IEMZA – New Piece on an Abandoned Factory

Era parecchio che volevamo approfondire il lavoro del francese IEMZA, incantanti infatti dalla forte forza delle sue creazioni, dai luoghi percorsi dall’interprete e dalla forte caratterizzazione del suo lavoro, volevamo approfondirne con efficacia il lavoro, regalandovi l’opportunità di conoscere uno degli artisti più interessanti del nuovo panorama francese.
Un immersione questa che ci ha dato l’opportunità di conoscere un artista istintivo, rapido, sottile nella creazione delle sue figure, interamente dedito ad aprire un dialogo con chi, per puro caso od istintivamente si imbatte nei suoi volti e nei suoi corpi, lasciare il proprio segno rappresentando un animo umano turbato, chiuso, contorto e spento, allestito all’interno di quelli che sono i luoghi del degrado della società, gli scarti buttati lì ed abbandonati a loro stessi, sporchi, malridotti, uno specchio inverso del benessere apparente di un mondo contraddittorio.

IEMZA ci ha colpito per la profondità della sue figure, l’artista francese elabora le proprie creazione esclusivamente all’interno di vecchi edifici abbandonati, ne analizza la superficie, instaura un rapporto con la stessa facendoci affiorare sopra le proprie visioni, spettri di persone che cavalcano la superficie lasciando così la proprio personale traccia. Attraverso l’ausilio della bomboletta e qualche pennello l’interprete agisce sulla superficie con un tratto rapido e deciso, uno stile caotico che espande le linee, le fà intersecare, mischiandole e raccogliendole secondo un ordine deciso, nascono gli occhi, il naso e tutti i lineamenti del viso, volti ripetuti all’infinito che trapassano chi si trova al loro cospetto.

Sguardi abissali che trascinano nel freddo, nell’oscurità del nostro animo, un piccolo viaggio alla ricerca di noi stessi, inciampando nei ciottoli, schivando le pareti scrostate, ripercorrendo i nostri passi, tutto racchiuso all’interno di un lavoro estremamente personale, IEMZA ci offre l’opportunità di un riflessione a tu per tu con il nostro io, lo fà con forza e tenacia tracciando le sue rette ed i suoi snodi, mostrandoci la sensibilità nascosta all’interno di uno sguardo nero.

Pics by Thierry Gaudé

IEMZA – New Piece on an Abandoned Factory

Era parecchio che volevamo approfondire il lavoro del francese IEMZA, incantanti infatti dalla forte forza delle sue creazioni, dai luoghi percorsi dall’interprete e dalla forte caratterizzazione del suo lavoro, volevamo approfondirne con efficacia il lavoro, regalandovi l’opportunità di conoscere uno degli artisti più interessanti del nuovo panorama francese.
Un immersione questa che ci ha dato l’opportunità di conoscere un artista istintivo, rapido, sottile nella creazione delle sue figure, interamente dedito ad aprire un dialogo con chi, per puro caso od istintivamente si imbatte nei suoi volti e nei suoi corpi, lasciare il proprio segno rappresentando un animo umano turbato, chiuso, contorto e spento, allestito all’interno di quelli che sono i luoghi del degrado della società, gli scarti buttati lì ed abbandonati a loro stessi, sporchi, malridotti, uno specchio inverso del benessere apparente di un mondo contraddittorio.

IEMZA ci ha colpito per la profondità della sue figure, l’artista francese elabora le proprie creazione esclusivamente all’interno di vecchi edifici abbandonati, ne analizza la superficie, instaura un rapporto con la stessa facendoci affiorare sopra le proprie visioni, spettri di persone che cavalcano la superficie lasciando così la proprio personale traccia. Attraverso l’ausilio della bomboletta e qualche pennello l’interprete agisce sulla superficie con un tratto rapido e deciso, uno stile caotico che espande le linee, le fà intersecare, mischiandole e raccogliendole secondo un ordine deciso, nascono gli occhi, il naso e tutti i lineamenti del viso, volti ripetuti all’infinito che trapassano chi si trova al loro cospetto.

Sguardi abissali che trascinano nel freddo, nell’oscurità del nostro animo, un piccolo viaggio alla ricerca di noi stessi, inciampando nei ciottoli, schivando le pareti scrostate, ripercorrendo i nostri passi, tutto racchiuso all’interno di un lavoro estremamente personale, IEMZA ci offre l’opportunità di un riflessione a tu per tu con il nostro io, lo fà con forza e tenacia tracciando le sue rette ed i suoi snodi, mostrandoci la sensibilità nascosta all’interno di uno sguardo nero.

Pics by Thierry Gaudé