GORGO

Herbert Baglione x SAN – New Mural in Madrid

Ci sono collaborazioni che vanno aldilà della semplice idea di lavorare assieme, risultati che trascendono la parete, arrivano diretti al corpo di chi osserva e ne scuotono con forza i meandri più profondi dell’anima toccando tasti ed emozioni differenti, Daniel Munoz aka SAN ed Herbert Baglione ci regalano questo, prendono ampio possesso di questa bella facciata e dipingono insieme un lavoro maestoso, per finitura di dettaglio, tematiche espresse ed ovviamente enorme capacità tecnica.

SAN ed Herbert Baglione mettono in scena un gigantesco corpo umano, lo fanno non dipingendone i tratti nel dettaglio ma piuttosto lanciandosi in un interessante riflessione che vede coinvolte la naturale e la tecnologia. E’ così che emerge dal bianco l’uomo, che lo stesso diventi uno spettro nero, con il cuore di pietra – con tanto di incisioni in spagnolo – e che il suo stesso corpo si sgretoli, lentamente con il passare dei centimetri aprendosi a minuscoli granelli di povere danzante che si trasformano in universi e costellazioni interrotte unicamente da chip ed innesti digitali, per poi rivedere riaffiorare l’umanità con uno scampolo di mani e piedi, mera illusione di una purezza perduta e scordata nel tempo. Non è finita l’occhio cade per terra dove si snodato individui lugubri che prendono forma e coraggio articolandosi lungo i perimetri del muro ed accompagnando, quasi scortando, lo sguardo sulla parete.

Herbert Baglione e SAN rovesciano le nostre certezze, la figura nera non è in realtà il protagonista, il vero uomo è quello bianco, vuoto e semplice, ma qui è la sua ombra che parla, che manifesta la sua complessità interiore i suoi problemi e le incongruenze figlie della società in cui viviamo tutt’ora.
Se c’è un lavoro che va’ davvero visto, osservato e capito è davvero questo, prendetevi tutto il tempo di cui un opera del genere ha bisogno.

Pics by The Artist

Herbert Baglione x SAN – New Mural in Madrid

Ci sono collaborazioni che vanno aldilà della semplice idea di lavorare assieme, risultati che trascendono la parete, arrivano diretti al corpo di chi osserva e ne scuotono con forza i meandri più profondi dell’anima toccando tasti ed emozioni differenti, Daniel Munoz aka SAN ed Herbert Baglione ci regalano questo, prendono ampio possesso di questa bella facciata e dipingono insieme un lavoro maestoso, per finitura di dettaglio, tematiche espresse ed ovviamente enorme capacità tecnica.

SAN ed Herbert Baglione mettono in scena un gigantesco corpo umano, lo fanno non dipingendone i tratti nel dettaglio ma piuttosto lanciandosi in un interessante riflessione che vede coinvolte la naturale e la tecnologia. E’ così che emerge dal bianco l’uomo, che lo stesso diventi uno spettro nero, con il cuore di pietra – con tanto di incisioni in spagnolo – e che il suo stesso corpo si sgretoli, lentamente con il passare dei centimetri aprendosi a minuscoli granelli di povere danzante che si trasformano in universi e costellazioni interrotte unicamente da chip ed innesti digitali, per poi rivedere riaffiorare l’umanità con uno scampolo di mani e piedi, mera illusione di una purezza perduta e scordata nel tempo. Non è finita l’occhio cade per terra dove si snodato individui lugubri che prendono forma e coraggio articolandosi lungo i perimetri del muro ed accompagnando, quasi scortando, lo sguardo sulla parete.

Herbert Baglione e SAN rovesciano le nostre certezze, la figura nera non è in realtà il protagonista, il vero uomo è quello bianco, vuoto e semplice, ma qui è la sua ombra che parla, che manifesta la sua complessità interiore i suoi problemi e le incongruenze figlie della società in cui viviamo tutt’ora.
Se c’è un lavoro che va’ davvero visto, osservato e capito è davvero questo, prendetevi tutto il tempo di cui un opera del genere ha bisogno.

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