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GORGO

Herakut – New Murals in Za’atari, Jordan

Con piacere torniamo a parlarvi del lavoro del duo Herakut, gli artisti si sono infatti spostati in Giordania dove hanno da poco terminato due nuovi interventi continuando la loro tradizione di forte sensibilità verso la comunità ed in particolare i bambini.

Il rapporto con i bambini sta segnando profondamente l’operato degli Herakut, il duo tedesco come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte sta portando avanti attraverso il loro The Giant StoryBook Project un progetto visivo che sà di storia, le pagine si trasformano in pareti ed attraverso esse il racconto per bambini da loro ideato continua la sua narrazione. Questa loro ultima tappa in Giordania non rappresenta parte dell’ambizioso progetto ma piuttosto segna la volontà dei due interpreti di continuare a lavorare in località e zone poco avvezze all’arte urbana con l’intento anzitutto di un immersione, profonda e viscerale, all’interno delle comunità ma soprattutto la voglia di portare e veicolare attraverso i loro interventi sentimenti ed emozioni positive toccando temi ed argomenti importanti.

Tra i due lavori terminati nella zona di Za’atari vogliamo mettere maggiormente l’accento sul primo, “One is just a brick. Many together can be a home.”, questo il titolo del pezzo, segna una profonda partecipazione dei bambini della zona che vengono invogliati alla pittura dagli Herakut. Attraverso il loro apporto prendono vita una serie di caselle che vanno a formare anzitutto una scritta ed inseguito la forma di una casa. La povertà e gli orrori delle continue lotte vengono quindi spazzati via dal duo attraverso un sentimento di speranza, mattone dopo mattone, nella fattispecie dipinto dagli stessi bambini, va a formare il loro sogno di pace e di una casa accogliente, sia in senso fisico, di un abitazione, sia in senso lato di uno stato che possa finalmente prosperare. Ad accompagnare questa vivissima composizione la figura di un giovane che come sempre porta con sé tutto il peculiare approccio visivo degli Herakut, si tratta di un bambino intento a posizionare uno dei mattoncini colorati, lo stile è come sempre un misto tra una pittura iper realistica, con particolare predilezione per gli occhi e le parti più fisiche del corpo, ed un tratto maggiormente illustrato in una sorta di sospensione visiva e metà tra il vero e l’immaginato, il tutto infine come sempre accompagnata da una frase esplicativa che va proprio a dare il titolo all’opera.

Il risultato finale è segnato anzitutto dai temi e dagli spunti che riesce a trasmettere, uno slancio di speranza all’interno di uno dei luoghi più difficili del pianeta e che ancora una volta ci mostra tutto il talento e la sensibilità di due tra gli artisti che più riescono a coinvolgerci.

Dopo il salto una ricchissima serie di scatti che documenta tutte le fasi di realizzazione di questa loro ultima opera, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto, l’impegno e le grande profondità e sensibilità con la quale gli artisti scelgono di lavorare all’interno di queste difficili zone, è tutto vostro, da vedere e rivedere.

Pics by The Artists

Herakut – New Murals in Za’atari, Jordan

Con piacere torniamo a parlarvi del lavoro del duo Herakut, gli artisti si sono infatti spostati in Giordania dove hanno da poco terminato due nuovi interventi continuando la loro tradizione di forte sensibilità verso la comunità ed in particolare i bambini.

Il rapporto con i bambini sta segnando profondamente l’operato degli Herakut, il duo tedesco come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte sta portando avanti attraverso il loro The Giant StoryBook Project un progetto visivo che sà di storia, le pagine si trasformano in pareti ed attraverso esse il racconto per bambini da loro ideato continua la sua narrazione. Questa loro ultima tappa in Giordania non rappresenta parte dell’ambizioso progetto ma piuttosto segna la volontà dei due interpreti di continuare a lavorare in località e zone poco avvezze all’arte urbana con l’intento anzitutto di un immersione, profonda e viscerale, all’interno delle comunità ma soprattutto la voglia di portare e veicolare attraverso i loro interventi sentimenti ed emozioni positive toccando temi ed argomenti importanti.

Tra i due lavori terminati nella zona di Za’atari vogliamo mettere maggiormente l’accento sul primo, “One is just a brick. Many together can be a home.”, questo il titolo del pezzo, segna una profonda partecipazione dei bambini della zona che vengono invogliati alla pittura dagli Herakut. Attraverso il loro apporto prendono vita una serie di caselle che vanno a formare anzitutto una scritta ed inseguito la forma di una casa. La povertà e gli orrori delle continue lotte vengono quindi spazzati via dal duo attraverso un sentimento di speranza, mattone dopo mattone, nella fattispecie dipinto dagli stessi bambini, va a formare il loro sogno di pace e di una casa accogliente, sia in senso fisico, di un abitazione, sia in senso lato di uno stato che possa finalmente prosperare. Ad accompagnare questa vivissima composizione la figura di un giovane che come sempre porta con sé tutto il peculiare approccio visivo degli Herakut, si tratta di un bambino intento a posizionare uno dei mattoncini colorati, lo stile è come sempre un misto tra una pittura iper realistica, con particolare predilezione per gli occhi e le parti più fisiche del corpo, ed un tratto maggiormente illustrato in una sorta di sospensione visiva e metà tra il vero e l’immaginato, il tutto infine come sempre accompagnata da una frase esplicativa che va proprio a dare il titolo all’opera.

Il risultato finale è segnato anzitutto dai temi e dagli spunti che riesce a trasmettere, uno slancio di speranza all’interno di uno dei luoghi più difficili del pianeta e che ancora una volta ci mostra tutto il talento e la sensibilità di due tra gli artisti che più riescono a coinvolgerci.

Dopo il salto una ricchissima serie di scatti che documenta tutte le fasi di realizzazione di questa loro ultima opera, dateci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto, l’impegno e le grande profondità e sensibilità con la quale gli artisti scelgono di lavorare all’interno di queste difficili zone, è tutto vostro, da vedere e rivedere.

Pics by The Artists