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Herakut – New Mural in Berlin

Nuovo aggiornamento per gli Herakut, il duo tedesco nei giorni scorsi si è spostato a Berlino dove, in occasione dei lavori per One Wall Project, curato da Urban Nation, ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura murale.

Ci siamo spesso soffermati sul lavoro delle pittura proposte dal duo teutonico, una produzione la loro segnata dalla volontà di affrontare e trattare temi importanti, di immergersi in dinamiche sociali complesse, segnando quindi gli spazi attraverso una pittura impegnata, altamente riflessiva e capace di sottolineare spesso e volentieri, il malessere di determinati tessuto sociali. Spesso al lavoro in luoghi distanti, Hera ed Akut hanno saputo investire quindi il proprio lavoro, di una forte connotazione tematica, riuscendo puntualmente a portare in dote stimoli e riflessioni, oppure tracciando una vera e propria storia dinamica attraverso il loro bel The Giant Story Book Project, di cui spesso vi abbiamo parlato.

Inevitabilmente quando affrontiamo il lavoro di due entità racchiuse all’interno un unica produzione, quella che emerge è una doppia identità pittorica. Le produzioni degli Herakut in questo senso vivono questo doppio impulso pittorico in funzione di un tratto forte e caratteristico. Da una parte ci siamo confrontati con una forte e rimarcata sensibilità figurativa, capace di tradursi in un approccio altamente viscerale e personale, dall’altra abbiamo colto gli istanti più realistici, dove i personaggi o parte degli stessi, impattano la superficie attraverso vibranti e vivissimi dettagli.

A catalizzare la (quasi) totalità delle pitture firmate dal duo, troviamo la figura del bambino, così come gli animali e gli elementi della natura sempre presenti in ciascuna delle loro opere. L’espressività di questi soggetti viene garantita da un tratto ruvido, irregolare nella forma ma preciso, iper realistico nella sostanza. Sono in particolari i volti, e gli occhi a catalizzare l’attenzione. Osservando queste figure si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte ad una persona vera, scintilla questa che va ad amplificare i temi e gli spunti proposti in una determinata pittura.

Appare quindi chiaro come la forte cadenza emotiva e tematica dei lavori, la loro capacità di sorprenderci e connettersi con lo spettatore, i testi, che spiegano ed accompagnano ciascuna delle loro opere, rappresentano il valore aggiunta di una produzione capace di tracciare tutto lo spettro emotivo dell’essere umano.

Raccogliendo appieno tutta la loro sensibilità pittorica, gli Herakut danno forma e sostanza ad una nuova riflessione, incanalata ancora una volta all’interno delle forti piaghe della loro pittura. Dall’inequivocabile titolo “If I Knew The World Ended Tomorrow, I’d Still Plant An Apple Tree”, l’idea alla base di quest’ultima fatica è quella di rappresentare un monito di speranza per il futuro. Vediamo quindi una madre tenere in compagnia dei suoi due figli, i capelli dei due bambini prendono l’aspetto di veri e propri rami, in quella che diviene un forte metafora sulla future generazioni. Come sempre ad accompagnar il lavoro una rimarcata riga di testo, che si rifà al titolo dell’opera, ripetuta qui in differenti lingue, che va a investire la totalità dell’abito indossato dalla donna. Tutto molto bello.

Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti. Enjoy it.

Pics via Street Art News

Herakut – New Mural in Berlin

Nuovo aggiornamento per gli Herakut, il duo tedesco nei giorni scorsi si è spostato a Berlino dove, in occasione dei lavori per One Wall Project, curato da Urban Nation, ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa pittura murale.

Ci siamo spesso soffermati sul lavoro delle pittura proposte dal duo teutonico, una produzione la loro segnata dalla volontà di affrontare e trattare temi importanti, di immergersi in dinamiche sociali complesse, segnando quindi gli spazi attraverso una pittura impegnata, altamente riflessiva e capace di sottolineare spesso e volentieri, il malessere di determinati tessuto sociali. Spesso al lavoro in luoghi distanti, Hera ed Akut hanno saputo investire quindi il proprio lavoro, di una forte connotazione tematica, riuscendo puntualmente a portare in dote stimoli e riflessioni, oppure tracciando una vera e propria storia dinamica attraverso il loro bel The Giant Story Book Project, di cui spesso vi abbiamo parlato.

Inevitabilmente quando affrontiamo il lavoro di due entità racchiuse all’interno un unica produzione, quella che emerge è una doppia identità pittorica. Le produzioni degli Herakut in questo senso vivono questo doppio impulso pittorico in funzione di un tratto forte e caratteristico. Da una parte ci siamo confrontati con una forte e rimarcata sensibilità figurativa, capace di tradursi in un approccio altamente viscerale e personale, dall’altra abbiamo colto gli istanti più realistici, dove i personaggi o parte degli stessi, impattano la superficie attraverso vibranti e vivissimi dettagli.

A catalizzare la (quasi) totalità delle pitture firmate dal duo, troviamo la figura del bambino, così come gli animali e gli elementi della natura sempre presenti in ciascuna delle loro opere. L’espressività di questi soggetti viene garantita da un tratto ruvido, irregolare nella forma ma preciso, iper realistico nella sostanza. Sono in particolari i volti, e gli occhi a catalizzare l’attenzione. Osservando queste figure si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte ad una persona vera, scintilla questa che va ad amplificare i temi e gli spunti proposti in una determinata pittura.

Appare quindi chiaro come la forte cadenza emotiva e tematica dei lavori, la loro capacità di sorprenderci e connettersi con lo spettatore, i testi, che spiegano ed accompagnano ciascuna delle loro opere, rappresentano il valore aggiunta di una produzione capace di tracciare tutto lo spettro emotivo dell’essere umano.

Raccogliendo appieno tutta la loro sensibilità pittorica, gli Herakut danno forma e sostanza ad una nuova riflessione, incanalata ancora una volta all’interno delle forti piaghe della loro pittura. Dall’inequivocabile titolo “If I Knew The World Ended Tomorrow, I’d Still Plant An Apple Tree”, l’idea alla base di quest’ultima fatica è quella di rappresentare un monito di speranza per il futuro. Vediamo quindi una madre tenere in compagnia dei suoi due figli, i capelli dei due bambini prendono l’aspetto di veri e propri rami, in quella che diviene un forte metafora sulla future generazioni. Come sempre ad accompagnar il lavoro una rimarcata riga di testo, che si rifà al titolo dell’opera, ripetuta qui in differenti lingue, che va a investire la totalità dell’abito indossato dalla donna. Tutto molto bello.

Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti. Enjoy it.

Pics via Street Art News