GORGO

Guildor – A Series of New Video Performance

Dopo parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Guildor, l’artista Italiano torna al lavoro con una nuova e caratteristica serie di video performance in grado di ereditare tutto il particolare impulso riflessivo che accompagna i suoi lavori.

L’approccio di Guildor è di quelli atipici, non semplici di comprendere, si tratta di un moto artistico in grado di spostare l’attenzione ed il coinvolgimento dello spettatore attraverso medium differenti, ma sopratutto incipit del tutto inediti e capaci di riflettere, su una determinata tematica, attraverso un approccio eterogeneo. Sta proprio qui tutta l’eccentricità delle produzioni firmate dall’interprete, la capacità di approcciarsi ad una riflessione per mezzo di uno spirito del tutto nuovo.

Lo stimolo principale del lavoro portato avanti dall’autore sta tutto nell’idea di voler esprimere un concetto senza l’utilizzo della pittura o comunque di una immagine, servendosi di incipit differente ed in grado di tratteggiare una personale riflessione sulla quotidianità, sulla vita dell’uomo, sulle sue differenti sfaccettature e sui i suoi limiti emotivi, attraverso situazioni e spunti differenti.

L’abbiamo ribadito più volte, si tratta di lavori difficili da digerire fatti unicamente per chi ha la volontà di fermarsi un attimo, osservare e capire il senso di ciò che sta osservando. L’artista prende un concetto, ne estremizza il fulcro, per certi versi ne ribalta l’essenza portandola al limiti e facendo emergere progetti sensati, profondi ed altamente catartici.

In questo particolare momento l’autore sembra voler spingere il proprio operato attraverso l’utilizzo di video performance, questa scelta rivendica la volontà dell’interprete di un contatto differente, in particolare con l’uomo stesso che diviene volano idealo e strumento per mettere appunto e sviluppare le sue particolari riflessioni.

Questa nuova serie di interventi eredita tutto lo spirito artistico dell’autore, rappresenta una sorta di massima espressione di ciò che per lo stesso significa arte, portandolo a compire gesti e performance ciascuna differente dall’altra. L’idea è quella di parlare a e della persona all’interno di un gruppo o nello spazio comune, di mettere l’accento proprio sul valore di collettività attraverso un confronto tra i singoli soggetti e di come questi, per inserirsi all’interno di un gruppo, debbano equilibrarsi tra le differenti personalità dello stesso. Infine l’artista analizza la relazione tra spazio pubblico ed essere umano e di come questo può essere vissuto.

In sequenza, con ‘Tentativo di annullamento del gesto’, Guildor riflette sulla relazione che intercorre tra il singolo individuo e lo spazio. In particolare l’artista si sofferma sull’idea di errore attraverso la generazione di tracce differenti. La sua stessa incapacità di coprire la traccia nera con quella bianca, e l’errore che ne deriva di consegeunza, è la prova stessa del proprio essere un uomo e non una macchina. Con ‘Le cose succedono da sole’, l’interprete riflettere sull’impossibilità di controllare tutto ciò che accade intorno a noi, in particolare l’artista cerca di capire fino a che punto arrivino le nostre responsabilità e dove invece comincino quelle legate al susseguirsi di eventi inaspettati.

Realizzato in occasione delle mostra collettiva Acqua al Bunker di Torino, ‘La Perdita’ è un sabotaggio dei bicchieri utilizzati durante il vernissage. Infine ‘Tutte le porte di un giorno’, forse il progetto che maggiormente ci ha colpito. Con questo Guildor va a filmare l’incessante scorrere del tempo attraverso l’attraversamento di differenti soglie piuttosto che con lo scorrere di ore, minuti e secondi. L’interprete pone l’accento non solo sull’idea di tempo, ma sopratutto di spazio, l’impressione è quella di una sorta di continua scatola nella scatola all’interno della quale l’essere umano a costruito la sua vita. Una performance particolarmente sottile che ci ha fatto riflettere sull’intrinseca condizione dell’uomo moderno.

Last but not least, ‘Nose rape’, quest’ultima performance analizza in modo divertente ed ingegnoso la dominanza nei rapporti tra persone differenti attraverso un gesto di violenza psicofisica nei loro confronti, e mostrandoci infine le reazioni degli stessi.

In attesa di scoprire nuovi ed interessanti sviluppi sul lavoro dell’autore Italiano, null’altro da aggiungere, mettetevi piuttosto comodi e schiacciate play su tutti e quattro i video in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for info e video

Guildor – A Series of New Video Performance

Dopo parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Guildor, l’artista Italiano torna al lavoro con una nuova e caratteristica serie di video performance in grado di ereditare tutto il particolare impulso riflessivo che accompagna i suoi lavori.

L’approccio di Guildor è di quelli atipici, non semplici di comprendere, si tratta di un moto artistico in grado di spostare l’attenzione ed il coinvolgimento dello spettatore attraverso medium differenti, ma sopratutto incipit del tutto inediti e capaci di riflettere, su una determinata tematica, attraverso un approccio eterogeneo. Sta proprio qui tutta l’eccentricità delle produzioni firmate dall’interprete, la capacità di approcciarsi ad una riflessione per mezzo di uno spirito del tutto nuovo.

Lo stimolo principale del lavoro portato avanti dall’autore sta tutto nell’idea di voler esprimere un concetto senza l’utilizzo della pittura o comunque di una immagine, servendosi di incipit differente ed in grado di tratteggiare una personale riflessione sulla quotidianità, sulla vita dell’uomo, sulle sue differenti sfaccettature e sui i suoi limiti emotivi, attraverso situazioni e spunti differenti.

L’abbiamo ribadito più volte, si tratta di lavori difficili da digerire fatti unicamente per chi ha la volontà di fermarsi un attimo, osservare e capire il senso di ciò che sta osservando. L’artista prende un concetto, ne estremizza il fulcro, per certi versi ne ribalta l’essenza portandola al limiti e facendo emergere progetti sensati, profondi ed altamente catartici.

In questo particolare momento l’autore sembra voler spingere il proprio operato attraverso l’utilizzo di video performance, questa scelta rivendica la volontà dell’interprete di un contatto differente, in particolare con l’uomo stesso che diviene volano idealo e strumento per mettere appunto e sviluppare le sue particolari riflessioni.

Questa nuova serie di interventi eredita tutto lo spirito artistico dell’autore, rappresenta una sorta di massima espressione di ciò che per lo stesso significa arte, portandolo a compire gesti e performance ciascuna differente dall’altra. L’idea è quella di parlare a e della persona all’interno di un gruppo o nello spazio comune, di mettere l’accento proprio sul valore di collettività attraverso un confronto tra i singoli soggetti e di come questi, per inserirsi all’interno di un gruppo, debbano equilibrarsi tra le differenti personalità dello stesso. Infine l’artista analizza la relazione tra spazio pubblico ed essere umano e di come questo può essere vissuto.

In sequenza, con ‘Tentativo di annullamento del gesto’, Guildor riflette sulla relazione che intercorre tra il singolo individuo e lo spazio. In particolare l’artista si sofferma sull’idea di errore attraverso la generazione di tracce differenti. La sua stessa incapacità di coprire la traccia nera con quella bianca, e l’errore che ne deriva di consegeunza, è la prova stessa del proprio essere un uomo e non una macchina. Con ‘Le cose succedono da sole’, l’interprete riflettere sull’impossibilità di controllare tutto ciò che accade intorno a noi, in particolare l’artista cerca di capire fino a che punto arrivino le nostre responsabilità e dove invece comincino quelle legate al susseguirsi di eventi inaspettati.

Realizzato in occasione delle mostra collettiva Acqua al Bunker di Torino, ‘La Perdita’ è un sabotaggio dei bicchieri utilizzati durante il vernissage. Infine ‘Tutte le porte di un giorno’, forse il progetto che maggiormente ci ha colpito. Con questo Guildor va a filmare l’incessante scorrere del tempo attraverso l’attraversamento di differenti soglie piuttosto che con lo scorrere di ore, minuti e secondi. L’interprete pone l’accento non solo sull’idea di tempo, ma sopratutto di spazio, l’impressione è quella di una sorta di continua scatola nella scatola all’interno della quale l’essere umano a costruito la sua vita. Una performance particolarmente sottile che ci ha fatto riflettere sull’intrinseca condizione dell’uomo moderno.

Last but not least, ‘Nose rape’, quest’ultima performance analizza in modo divertente ed ingegnoso la dominanza nei rapporti tra persone differenti attraverso un gesto di violenza psicofisica nei loro confronti, e mostrandoci infine le reazioni degli stessi.

In attesa di scoprire nuovi ed interessanti sviluppi sul lavoro dell’autore Italiano, null’altro da aggiungere, mettetevi piuttosto comodi e schiacciate play su tutti e quattro i video in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

Thanks to The Artist for info e video