GORGO

Fra Biancoshock for Memorie Urbane 2015

L’edizione 2015 di Memorie Urbane entra nel vivo, a Gaeta, da sempre epicentro del Festival, sbarca Fra Biancoshock, il grande interprete italiano propone una nuova installazione che inevitabilmente porta con sé una nuova ed interessante riflessione.

Da anni vero e proprio punto di riferimento, Memorie Urbane dopo l’intervento di PichiAvo, continua la propria programmazione proponendo uno degli artisti più controversi della scena italiana e non. Abbiamo infatti spesso incrociato il nostro cammino con le produzioni firmate da Fra Biancoshock, particolarmente coinvolti all’interno delle differenti riflessione che puntualmente l’interprete è stato in grado di esprimere.

L’approccio dell’artista alla strada, vive di un attenzione particolare, le architetture urbane, gli spazi, le pareti, da semplici contenitori e parziali mezzi di espressione, diventano strumento di propagazione di un idea, o meglio ancora di una personale riflessione. Stimolato da tematiche spesso legate ai temi dell’attualità, gli interventi dell’interprete, vivono in un contesto effimero e soprattutto si piegano alla personale sensibilità di chi ci si imbatte. L’autore non hai nascosto la volontà di lavorare attraverso medium ed approcci differenti, privandosi delle censura, per mezzo di un ottica lavorativa personale in grado di soggiogare e trasformare il senso degli elementi urbani, dei simboli conosciuti, arrivando ad impattare chi osserva attraverso vere e proprie esperienze visive e percettive.

Del tutto non convenzionali, le produzioni dell’artista indagano l’uomo, il suo habitat, e tutti quegli elementi che gravitano intorno, in quella che diviene presto una personalissima analisi a tutto tondo dei tempi attuali. È il valore inaspettato a scatenare l’impatto delle opere, la capacità dell’artista di travalicare lo spazio ed il senso dello stesso, in funzione di una direzione tematica che, volenti o no, ci vede protagonisti nella riflessione portata sviluppata.

Dal titolo “24/7”, quest’ultimo intervento di Fra Biancoshock vede l’autore andare a riflettere sulla vita degli artisti urbani. L’installazione va infatti a raccogliere l’idea di residenza d’artista, spalmandone il senso su tutti i 360^ giorni dell’anno.

C’è un senso d’intimità nell’opera, uno sguardo all’interno della vita di ognuno degli artisti di cui siamo soliti parlarvi, una realtà affascinante, itinerante e scandita da emozioni ma che, ed è questo che l’interprete vuole sottolineare, porta con sé anche un inevitabile sacrificio dell’ambito relazionale, delle amicizie e dei propri spazi. In questo senso è particolarmente forte ed azzeccata l’analogia proposta da Fra Biancoshock, l’impalcatura infatti, quotidiana compagna degli artisti, diviene una sorta di casa con ogni piano che viene ipoteticamente scandito da una situazione differente. “Se alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli.”

In attesa di scoprire i nuovi spostamenti dell’artista ed i prossimi interventi che segneranno quest’ultima edizione del Festival, vi lasciamo alla consueta serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e se volete potete dire la vostra nell’apposita sezione, tutto dopo il salto.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo

Fra Biancoshock for Memorie Urbane 2015

L’edizione 2015 di Memorie Urbane entra nel vivo, a Gaeta, da sempre epicentro del Festival, sbarca Fra Biancoshock, il grande interprete italiano propone una nuova installazione che inevitabilmente porta con sé una nuova ed interessante riflessione.

Da anni vero e proprio punto di riferimento, Memorie Urbane dopo l’intervento di PichiAvo, continua la propria programmazione proponendo uno degli artisti più controversi della scena italiana e non. Abbiamo infatti spesso incrociato il nostro cammino con le produzioni firmate da Fra Biancoshock, particolarmente coinvolti all’interno delle differenti riflessione che puntualmente l’interprete è stato in grado di esprimere.

L’approccio dell’artista alla strada, vive di un attenzione particolare, le architetture urbane, gli spazi, le pareti, da semplici contenitori e parziali mezzi di espressione, diventano strumento di propagazione di un idea, o meglio ancora di una personale riflessione. Stimolato da tematiche spesso legate ai temi dell’attualità, gli interventi dell’interprete, vivono in un contesto effimero e soprattutto si piegano alla personale sensibilità di chi ci si imbatte. L’autore non hai nascosto la volontà di lavorare attraverso medium ed approcci differenti, privandosi delle censura, per mezzo di un ottica lavorativa personale in grado di soggiogare e trasformare il senso degli elementi urbani, dei simboli conosciuti, arrivando ad impattare chi osserva attraverso vere e proprie esperienze visive e percettive.

Del tutto non convenzionali, le produzioni dell’artista indagano l’uomo, il suo habitat, e tutti quegli elementi che gravitano intorno, in quella che diviene presto una personalissima analisi a tutto tondo dei tempi attuali. È il valore inaspettato a scatenare l’impatto delle opere, la capacità dell’artista di travalicare lo spazio ed il senso dello stesso, in funzione di una direzione tematica che, volenti o no, ci vede protagonisti nella riflessione portata sviluppata.

Dal titolo “24/7”, quest’ultimo intervento di Fra Biancoshock vede l’autore andare a riflettere sulla vita degli artisti urbani. L’installazione va infatti a raccogliere l’idea di residenza d’artista, spalmandone il senso su tutti i 360^ giorni dell’anno.

C’è un senso d’intimità nell’opera, uno sguardo all’interno della vita di ognuno degli artisti di cui siamo soliti parlarvi, una realtà affascinante, itinerante e scandita da emozioni ma che, ed è questo che l’interprete vuole sottolineare, porta con sé anche un inevitabile sacrificio dell’ambito relazionale, delle amicizie e dei propri spazi. In questo senso è particolarmente forte ed azzeccata l’analogia proposta da Fra Biancoshock, l’impalcatura infatti, quotidiana compagna degli artisti, diviene una sorta di casa con ogni piano che viene ipoteticamente scandito da una situazione differente. “Se alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli.”

In attesa di scoprire i nuovi spostamenti dell’artista ed i prossimi interventi che segneranno quest’ultima edizione del Festival, vi lasciamo alla consueta serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e se volete potete dire la vostra nell’apposita sezione, tutto dopo il salto.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo