GORGO

Filippo Minelli “Nothing to Say” at 886 Geary Gallery (Recap)

Aperta lo scorso 10 Gennaio, andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Nothing to Say” nuova personale di Filippo Minelli all’interno degli spazi della 886 Geary Gallery di San Francisco.
Per questa sua prima esposizione negli Stati Uniti, Filippo Minelli porta in dote le ultime sperimentazioni compiute in California per il suo progetto Silence/Shapes. L’artista va quindi a comporre un allestimento che rappresenta la naturale eredità del percorso portato avanti fin dal 2009 proprio con questo particolare progetto. Il progetto vede l’autore sviluppare una serie di opere fotografiche che presentano immagini di paesaggi naturali od industriali all’interno dei quali vediamo delle vere proprie nuvole colorate. L’impatto è di quelli stridenti, l’accentuazione visiva innescata dall’interprete, attraverso la presenza di questi fumi colorati, va a contrapporsi agli stessi paesaggi dove quest’ultimi prendono vita. Tutto viene costruito e composto dall’interprete stesso che spinge l’osservatore a sviluppare una propria e soggettiva chiave di lettura.
Interessato a questioni sociali e politiche, Filippo Minelli raccoglie l’eredità visiva delle proteste, della confusione e delle grida, della massa che provoca rumore ed in parte anche violenza. Ne elimina il contesto, ne svuota la visione per concentrarsi unicamente sull’aspetto prettamente visivo, fino a far rimanere un unicamente un unico e singolo elemento, il fumo appunto. Le nuvole vengono generate da mani invisibili, è un evento che simula lo spontaneo ed il naturale ma che, proprio per la sua stessa forma e sostanza, ci si pone di fatto in controtendenza. Le immagini proposte mostrano quindi paesaggi silenziosi, solitari, in cui vediamo esplodere queste nuvole di colore atte quasi a travalicare il senso stesso del luogo generando un corto circuito mentale in grado di alimentare sensazioni e stati percettivi differenti.
A stupire e quindi l’impatto che queste immagini riescono a suscitare in chi osserva, la loro assenza di rumore, la loro essenzialità, il loro essere così in controtendenza con i tempi moderni, dove tutto corre rapido, dove costantemente veniamo avvicinati ed invasi da parole, immagini, informazioni e suoni, riesce ad innescare impulsi e sentimenti differenti.
Filippo Minelli attraverso il proprio approccio concettuale, riesce ad offrirci una rappresentazione di una sospensione acustica, di un istante ovattato, silente e catartico, in grado di elevare le nostre emozioni, di farci straniare e riflettere all’interno di un silenzio rilassante e terapeutico.
In calce al nostro testo potete trovare una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dall’autore Italiano, dateci un occhiata e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 7 Febbraio per andare a darci un occhiata di persona, noi ve l’abbiamo detto!

Nothing to Say will be the artist Filippo Minelli’s first solo exhibition in the United States as well as showcase recent work during his travels in California. Minelli initiated his series of work titled Silence/Shapes in 2009 inspired by political demonstrations, with the aim of visualizing silence as a physical shape in the landscape by decontextualizing the violent media of smoke grenades and juxtaposing it to the beauty of nature.
Having produced numerous interventions across Europe, Asia, Africa, and now the US, the artist will focus the exhibition on a series of recent works, most of them created in various areas throughout California specifically for this show. Working in residence as well as traveling the artist will utilize this experience to exhibit for 886 Geary’s Inaugural exhibition.

886 Geary Gallery
886 Geary Blvd
San Francisco, CA 94109

Pics by The Gallery

Filippo Minelli “Nothing to Say” at 886 Geary Gallery (Recap)

Aperta lo scorso 10 Gennaio, andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Nothing to Say” nuova personale di Filippo Minelli all’interno degli spazi della 886 Geary Gallery di San Francisco.
Per questa sua prima esposizione negli Stati Uniti, Filippo Minelli porta in dote le ultime sperimentazioni compiute in California per il suo progetto Silence/Shapes. L’artista va quindi a comporre un allestimento che rappresenta la naturale eredità del percorso portato avanti fin dal 2009 proprio con questo particolare progetto. Il progetto vede l’autore sviluppare una serie di opere fotografiche che presentano immagini di paesaggi naturali od industriali all’interno dei quali vediamo delle vere proprie nuvole colorate. L’impatto è di quelli stridenti, l’accentuazione visiva innescata dall’interprete, attraverso la presenza di questi fumi colorati, va a contrapporsi agli stessi paesaggi dove quest’ultimi prendono vita. Tutto viene costruito e composto dall’interprete stesso che spinge l’osservatore a sviluppare una propria e soggettiva chiave di lettura.
Interessato a questioni sociali e politiche, Filippo Minelli raccoglie l’eredità visiva delle proteste, della confusione e delle grida, della massa che provoca rumore ed in parte anche violenza. Ne elimina il contesto, ne svuota la visione per concentrarsi unicamente sull’aspetto prettamente visivo, fino a far rimanere un unicamente un unico e singolo elemento, il fumo appunto. Le nuvole vengono generate da mani invisibili, è un evento che simula lo spontaneo ed il naturale ma che, proprio per la sua stessa forma e sostanza, ci si pone di fatto in controtendenza. Le immagini proposte mostrano quindi paesaggi silenziosi, solitari, in cui vediamo esplodere queste nuvole di colore atte quasi a travalicare il senso stesso del luogo generando un corto circuito mentale in grado di alimentare sensazioni e stati percettivi differenti.
A stupire e quindi l’impatto che queste immagini riescono a suscitare in chi osserva, la loro assenza di rumore, la loro essenzialità, il loro essere così in controtendenza con i tempi moderni, dove tutto corre rapido, dove costantemente veniamo avvicinati ed invasi da parole, immagini, informazioni e suoni, riesce ad innescare impulsi e sentimenti differenti.
Filippo Minelli attraverso il proprio approccio concettuale, riesce ad offrirci una rappresentazione di una sospensione acustica, di un istante ovattato, silente e catartico, in grado di elevare le nostre emozioni, di farci straniare e riflettere all’interno di un silenzio rilassante e terapeutico.
In calce al nostro testo potete trovare una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dall’autore Italiano, dateci un occhiata e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 7 Febbraio per andare a darci un occhiata di persona, noi ve l’abbiamo detto!

Nothing to Say will be the artist Filippo Minelli’s first solo exhibition in the United States as well as showcase recent work during his travels in California. Minelli initiated his series of work titled Silence/Shapes in 2009 inspired by political demonstrations, with the aim of visualizing silence as a physical shape in the landscape by decontextualizing the violent media of smoke grenades and juxtaposing it to the beauty of nature.
Having produced numerous interventions across Europe, Asia, Africa, and now the US, the artist will focus the exhibition on a series of recent works, most of them created in various areas throughout California specifically for this show. Working in residence as well as traveling the artist will utilize this experience to exhibit for 886 Geary’s Inaugural exhibition.

886 Geary Gallery
886 Geary Blvd
San Francisco, CA 94109

Pics by The Gallery