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GORGO

Ever – “Communist Metaphor” New Mural in Rome

Come annunciatovi dopo Vienna il grande Ever si trova a Roma dove ha da poco terminato un nuovo intervento organizzato dagli amici di 999Contemporary Gallery su questa porzione di parete per il loro Avanguardie Urbane Project.

Stiamo seguendo con entusiasmo gli sviluppi del lavoro di Ever, come abbiamo avuto più volte modo di vedere negli ultimi mesi l’artista ha portato ad un livello successivo il suo personale approccio urbano, si tratta di una precisa esigenza che lo vede impegnarsi i due percorsi pittorici ben definiti che vanno a miscelarsi in un unico ed impattante risultato visivo. Il binomio offerto dall’interprete mette in mostra due aspetti per certi versi opposti ma che nel loro sviluppo raccolgono al meglio i temi e gli spunti dell’Argentino amplificandoli attraverso un approccio più viscerale e profondo. Ragione ed istinto si mescolano all’interno degli spazi, è infatti interessante notare come al centro del percorso fin qui portato avanti, troviamo come sempre i canonici fasci colorati che, partendo dagli occhi, vanno mano a mano a svilupparsi formando una trama di figure ed una tavolozza di colori diversi, sebbene l’idea sia quella di una sorta di evanescente emersione di pensieri od addirittura di una sorta di rappresentazione dell’animo umano, la sviluppo concreto e visivo di questi fasci avviene attraverso una precisa e ben delineata visione, le configurazioni attraverso tinte sature e ben disposte corrono così veloci sullo spazio dando vita ad elementi e forme dalla forte inflessione astratta che ne alimentano il significato decisamente mistico e profondo. Dall’altro canto invece si muove un approccio più istintivo e decisamente viscerale, la pittura dei volti così come delle scenografie, che ricalcano aspetti legati alla natura, delle mani o di altre parti del corpo, viene alimentata da un tratto fortemente espressivo, le pennellate si fanno delicate e ripetute assorbendo tutta l’emotività del lavoro dell’interprete e regalandoci un impatto finale senza dubbio più accentuato. La pittura in sé è ovviamente ed intrinsecamente legata ad i temi trattati dall’artista, le venature politiche ovviamente si sprecano, non solo Ever riesce a formulare riflessioni andando ad addentrarsi all’interno di temi e spunti dalla caratteristica emotiva e riflessiva, la crescita personale, il rapporto con se stessi con la propria comunità o con i luoghi, rappresentano l’indagine più densa e personale, alimentando un dialogo ed una condivisione con chi ha l’opportunità di imbattersi nelle sue produzioni.

Quest’ultimo intervento nella capitale rappresenta un forte ritorno alle origini, dal titolo “Communist Metaphor” l’intervento mette in mostra ancora una volta gli elementi tipici della pittura dell’interprete, i fasci che partono dal volto di Mao, così come la cadenza emotiva delle restati parti di parete, sviluppati per supportare una trama che torna a parlare di comunismo, attraverso i suoi volti e sopratutto i suoi simboli, quest’ultimi vengono filtrati dalla visione dello stesso artista che dalla falce e dal martello ricava piuttosto scalpello e martello in quello che può essere letto come un interessante parallelo tra il comunismo vero e proprio ed una sorta di comunismo artistico.

Vi lasciamo ad una ricca serie di scatti che ripercorrono tutto il processo produttivo di quest’ultima magia, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto finale ed il personalissimo stile visivo che contraddistingue gli interventi dell’artista Argentino.

Thanks to 999Contemporary Gallery for The Pics

Ever – “Communist Metaphor” New Mural in Rome

Come annunciatovi dopo Vienna il grande Ever si trova a Roma dove ha da poco terminato un nuovo intervento organizzato dagli amici di 999Contemporary Gallery su questa porzione di parete per il loro Avanguardie Urbane Project.

Stiamo seguendo con entusiasmo gli sviluppi del lavoro di Ever, come abbiamo avuto più volte modo di vedere negli ultimi mesi l’artista ha portato ad un livello successivo il suo personale approccio urbano, si tratta di una precisa esigenza che lo vede impegnarsi i due percorsi pittorici ben definiti che vanno a miscelarsi in un unico ed impattante risultato visivo. Il binomio offerto dall’interprete mette in mostra due aspetti per certi versi opposti ma che nel loro sviluppo raccolgono al meglio i temi e gli spunti dell’Argentino amplificandoli attraverso un approccio più viscerale e profondo. Ragione ed istinto si mescolano all’interno degli spazi, è infatti interessante notare come al centro del percorso fin qui portato avanti, troviamo come sempre i canonici fasci colorati che, partendo dagli occhi, vanno mano a mano a svilupparsi formando una trama di figure ed una tavolozza di colori diversi, sebbene l’idea sia quella di una sorta di evanescente emersione di pensieri od addirittura di una sorta di rappresentazione dell’animo umano, la sviluppo concreto e visivo di questi fasci avviene attraverso una precisa e ben delineata visione, le configurazioni attraverso tinte sature e ben disposte corrono così veloci sullo spazio dando vita ad elementi e forme dalla forte inflessione astratta che ne alimentano il significato decisamente mistico e profondo. Dall’altro canto invece si muove un approccio più istintivo e decisamente viscerale, la pittura dei volti così come delle scenografie, che ricalcano aspetti legati alla natura, delle mani o di altre parti del corpo, viene alimentata da un tratto fortemente espressivo, le pennellate si fanno delicate e ripetute assorbendo tutta l’emotività del lavoro dell’interprete e regalandoci un impatto finale senza dubbio più accentuato. La pittura in sé è ovviamente ed intrinsecamente legata ad i temi trattati dall’artista, le venature politiche ovviamente si sprecano, non solo Ever riesce a formulare riflessioni andando ad addentrarsi all’interno di temi e spunti dalla caratteristica emotiva e riflessiva, la crescita personale, il rapporto con se stessi con la propria comunità o con i luoghi, rappresentano l’indagine più densa e personale, alimentando un dialogo ed una condivisione con chi ha l’opportunità di imbattersi nelle sue produzioni.

Quest’ultimo intervento nella capitale rappresenta un forte ritorno alle origini, dal titolo “Communist Metaphor” l’intervento mette in mostra ancora una volta gli elementi tipici della pittura dell’interprete, i fasci che partono dal volto di Mao, così come la cadenza emotiva delle restati parti di parete, sviluppati per supportare una trama che torna a parlare di comunismo, attraverso i suoi volti e sopratutto i suoi simboli, quest’ultimi vengono filtrati dalla visione dello stesso artista che dalla falce e dal martello ricava piuttosto scalpello e martello in quello che può essere letto come un interessante parallelo tra il comunismo vero e proprio ed una sorta di comunismo artistico.

Vi lasciamo ad una ricca serie di scatti che ripercorrono tutto il processo produttivo di quest’ultima magia, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto finale ed il personalissimo stile visivo che contraddistingue gli interventi dell’artista Argentino.

Thanks to 999Contemporary Gallery for The Pics