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Ernest Zacharevic – New Pieces in Barcelona, Spain

A distanza di qualche settimana dall’ultima incursione sulle spiagge di Penang in Malesia il grande Ernest Zacharevic torna al lavoro spostandosi a Barcellona in Spagna per una serie di lavori come sempre influenzati dal particolare tratto e tema visivo.

Come detto Ernest Zacharevic ha scelto come sue base di lavoro un paese totalmente atipico per la street art come la Malesia, l’artista di origini e di nascita Lituana in questi ultimi mesi ha rapidamente scalato le classifiche del gradimento internazionale balzando sotto i riflettori sopratutto per l’insolita scelta lavorativa, che così profondamente ne influenza l’operato, ma soprattutto per gli espedienti visivi che con così tanta efficacia rendono le sue opere uniche. Osservando i suoi interventi emerge infatti tutta la precisa scelta di elaborare le proprie opere attraverso una forte e marcata interattività, le sue produzioni sono contraddistinte dall’unione del reale e dell’irreale dove oggetti di strada, quelli di uso comune o semplicemente cianfrusaglie abbandonate, si trasformano in veri e propri vettori visivi per tutte le sue pitture interattive. I risultati sono opere che sanno coinvolgere e divertire, ne esaltano il tratto fortemente realistico e proprie grazie a questa peculiarità, vanno a creare curiosità ed interesse spingendo i passanti e la gente comune ad interagire con le stesse, emerge in questo modo uno degli elementi cardine dell’esperienza artistica di Zacharevic, quello di un legame tangibile tra le sue opere e chi si trova ad osservarle dove gli indiscussi protagonisti sono i bambini, una scelta pressoché esclusiva che alimenta il forte valore emozionale delle opere, andando a sancire una rappresentazione di quella che è la situazioni degli stessi all’interno della quotidianità della vita Malese.

Con questa nuova serie di lavori Ernest Zacharevic torna a lavorare in Europa dopo la bella partecipazione al NUART Festival dello scorso anno, come spesso accade anche in questa nuova serie gli interventi si focalizzano su una fortissima interazione visiva con ciò che è già pre- esistente nel particolare spot scelto dall’artista. L’interprete muove ancora una volta i suoi iconici bambini per sviluppare un dialogo serrato con chi osserva, strappando qualche sorriso ed portando in dote riflessioni e spunti differenti. Il primo pezzo vede il volto e le mani di un bambino letteralmente emergere da una di quelle orribili toppe di vernice che siamo soliti vedere anche nelle nostre città ma che in questo caso fa da background ad un piccolo graffito poco più in basso, il secondo lavoro mostra invece, realizzato all’interno di questa vecchia fessura murata, il mezzo busto a 3/4 di una bambina malese, con il volto rivolto verso lo spettatore molto dettagliato ed il resto del corpo appena accennato da una rapida passata di bomboletta, infine l’ultimo, quello più divertente che gioca sulla particolare conformità di una fontana dove l’artista va a dipingere tre piccioni in serie.

Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il particolare approccio stilistico e l’impatto di quest’ultima infornata di pezzi realizzati dal grande artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti, è tutto in calce al nostro articolo, dateci un occhiata e se ve la siete persa vi invitiamo a dare uno sguardo ad Art is Rubbish is Art ultimo show e vera e propria pietra miliare del percorso artistico dell’interprete, enjoy it.

Pics via Street Art News

Ernest Zacharevic – New Pieces in Barcelona, Spain

A distanza di qualche settimana dall’ultima incursione sulle spiagge di Penang in Malesia il grande Ernest Zacharevic torna al lavoro spostandosi a Barcellona in Spagna per una serie di lavori come sempre influenzati dal particolare tratto e tema visivo.

Come detto Ernest Zacharevic ha scelto come sue base di lavoro un paese totalmente atipico per la street art come la Malesia, l’artista di origini e di nascita Lituana in questi ultimi mesi ha rapidamente scalato le classifiche del gradimento internazionale balzando sotto i riflettori sopratutto per l’insolita scelta lavorativa, che così profondamente ne influenza l’operato, ma soprattutto per gli espedienti visivi che con così tanta efficacia rendono le sue opere uniche. Osservando i suoi interventi emerge infatti tutta la precisa scelta di elaborare le proprie opere attraverso una forte e marcata interattività, le sue produzioni sono contraddistinte dall’unione del reale e dell’irreale dove oggetti di strada, quelli di uso comune o semplicemente cianfrusaglie abbandonate, si trasformano in veri e propri vettori visivi per tutte le sue pitture interattive. I risultati sono opere che sanno coinvolgere e divertire, ne esaltano il tratto fortemente realistico e proprie grazie a questa peculiarità, vanno a creare curiosità ed interesse spingendo i passanti e la gente comune ad interagire con le stesse, emerge in questo modo uno degli elementi cardine dell’esperienza artistica di Zacharevic, quello di un legame tangibile tra le sue opere e chi si trova ad osservarle dove gli indiscussi protagonisti sono i bambini, una scelta pressoché esclusiva che alimenta il forte valore emozionale delle opere, andando a sancire una rappresentazione di quella che è la situazioni degli stessi all’interno della quotidianità della vita Malese.

Con questa nuova serie di lavori Ernest Zacharevic torna a lavorare in Europa dopo la bella partecipazione al NUART Festival dello scorso anno, come spesso accade anche in questa nuova serie gli interventi si focalizzano su una fortissima interazione visiva con ciò che è già pre- esistente nel particolare spot scelto dall’artista. L’interprete muove ancora una volta i suoi iconici bambini per sviluppare un dialogo serrato con chi osserva, strappando qualche sorriso ed portando in dote riflessioni e spunti differenti. Il primo pezzo vede il volto e le mani di un bambino letteralmente emergere da una di quelle orribili toppe di vernice che siamo soliti vedere anche nelle nostre città ma che in questo caso fa da background ad un piccolo graffito poco più in basso, il secondo lavoro mostra invece, realizzato all’interno di questa vecchia fessura murata, il mezzo busto a 3/4 di una bambina malese, con il volto rivolto verso lo spettatore molto dettagliato ed il resto del corpo appena accennato da una rapida passata di bomboletta, infine l’ultimo, quello più divertente che gioca sulla particolare conformità di una fontana dove l’artista va a dipingere tre piccioni in serie.

Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il particolare approccio stilistico e l’impatto di quest’ultima infornata di pezzi realizzati dal grande artista, vi lasciamo ad una bella serie di scatti, è tutto in calce al nostro articolo, dateci un occhiata e se ve la siete persa vi invitiamo a dare uno sguardo ad Art is Rubbish is Art ultimo show e vera e propria pietra miliare del percorso artistico dell’interprete, enjoy it.

Pics via Street Art News