GORGO

Ernest Zacharevic – New Murals for Memorie Urbane Festival 2014

Tra i big names a prendere parte a questa edizione del Memorie Urbane Festival troviamo con piacere il grande Ernest Zacharevic che irrompe nella rassegna con due nuovi interventi realizzati ad Arce e Gaeta come sempre caratterizzati dal particolare approccio tematico e visivo.
Con seguito sempre più importante, l’anno scorso e questi primi inizi di anno per Ernest Zacharevic stanno rappresentando l’opportunità di lavorare aldilà degli spazi urbani Malesi, per portare quindi in giro per il mondo il particolare immaginario è tutto il grande coinvolgimento tipico dell’approccio dell’artista Lituano. Sebbene quindi le location e gli spot non siano più legati al panorama urbano Malese, i soggetti ed i personaggi che l’interprete va a realizzare rimangono comunque legati ai bambini del suo paese d’adozione. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, l’operato di Ernest Zacharevic propone una variegata analisi di quello che è il tessuto sociale Malese, questa spinta tematica viene supportata dalla peculiare scelta dell’artista di anzitutto utilizzare i bambini come principali ed unici protagonisti del proprio alfabeto visivo e soprattutto con essi arrangiare gli spazi urbani, le superfici e le particolarità architettoniche attraverso una fortissima e caratteristica interazione con gli stessi. L’idea è quella di una riconciliazione con gli aspetti più giocosi e spensierati della nostra vita rievocandone gli aspetti più divertenti e legati ai giochi fatti dal nulla, dall’esplorazione della propria città, all’utilizzo di quel poco che si aveva, offrendo contemporaneamente l’opportunità di una riflessione personale sul proprio passato, ma anche sul presente e di come queste attitudini, questi giochi e queste pratiche siano mano a mano scomparse e sostituite da un impronta e da un approccio maggiormente tecnologico. Osservando i soggetti dell’interprete emerge tutto il divertimento di una interazione fantasiosa, gli oggetti abbandonati in strada, le mensole, le finestre e le insenatura e la particolarità architettoniche, diventano spinta propulsiva per il gioco dei suoi soggetti che invadono la città, quasi riappropriandosene attraverso il gioco, il divertimento che impatta con lo spettatore, lascia sorrisi e coinvolge per la sua capacità di intercettare e far riemergere il bambino che c’è in ognuno di noi. Proprio questo rappresenta uno degli aspetti più importanti dell’operato dell’artista, l’immersione totale all’interno delle sue opere, la capacità di parlarci delle stesse ed il grande grado di coinvolgimento, ne hanno decretato l’istantaneo successo.
Per la rassegna Laziale, Ernest Zacharevic porta quindi in dote tutto il particolare peculiare bagaglio visivo e tematico, per i due interventi, il primo su questa lunga torretta ed il secondo che si estende sui vertici di due pareti. Per entrambi i lavori l’interprete sceglie come sempre di caratterizzare l’opera attraverso un dialogo con lo spazio, se nella torretta quindi vediamo una bambino intento ad arrampicarsi e giocare sulla stessa, utilizzando le porte, le finestre e le sue diverse insenature, sulla seconda l’artista sceglie di raffigurare due bambini con le pistole ad acqua e smoking intenti a simulare un gioco con le pistole.
Vi lasciamo ad una lunghissima serie di ben tre pagine con tutti i dettagli e le fasi di realizzazione dei due interventi, il consiglio è come sempre di darci un occhiata per cogliere appieno tutta la magia ed il carattere del lavoro dell’interprete, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni infatti proseguiremo nel raccontarvi i lavori dipinti per il Festival.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Dante Corsetti and Flavia Fiengo

Ernest Zacharevic – New Murals for Memorie Urbane Festival 2014

Tra i big names a prendere parte a questa edizione del Memorie Urbane Festival troviamo con piacere il grande Ernest Zacharevic che irrompe nella rassegna con due nuovi interventi realizzati ad Arce e Gaeta come sempre caratterizzati dal particolare approccio tematico e visivo.
Con seguito sempre più importante, l’anno scorso e questi primi inizi di anno per Ernest Zacharevic stanno rappresentando l’opportunità di lavorare aldilà degli spazi urbani Malesi, per portare quindi in giro per il mondo il particolare immaginario è tutto il grande coinvolgimento tipico dell’approccio dell’artista Lituano. Sebbene quindi le location e gli spot non siano più legati al panorama urbano Malese, i soggetti ed i personaggi che l’interprete va a realizzare rimangono comunque legati ai bambini del suo paese d’adozione. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte, l’operato di Ernest Zacharevic propone una variegata analisi di quello che è il tessuto sociale Malese, questa spinta tematica viene supportata dalla peculiare scelta dell’artista di anzitutto utilizzare i bambini come principali ed unici protagonisti del proprio alfabeto visivo e soprattutto con essi arrangiare gli spazi urbani, le superfici e le particolarità architettoniche attraverso una fortissima e caratteristica interazione con gli stessi. L’idea è quella di una riconciliazione con gli aspetti più giocosi e spensierati della nostra vita rievocandone gli aspetti più divertenti e legati ai giochi fatti dal nulla, dall’esplorazione della propria città, all’utilizzo di quel poco che si aveva, offrendo contemporaneamente l’opportunità di una riflessione personale sul proprio passato, ma anche sul presente e di come queste attitudini, questi giochi e queste pratiche siano mano a mano scomparse e sostituite da un impronta e da un approccio maggiormente tecnologico. Osservando i soggetti dell’interprete emerge tutto il divertimento di una interazione fantasiosa, gli oggetti abbandonati in strada, le mensole, le finestre e le insenatura e la particolarità architettoniche, diventano spinta propulsiva per il gioco dei suoi soggetti che invadono la città, quasi riappropriandosene attraverso il gioco, il divertimento che impatta con lo spettatore, lascia sorrisi e coinvolge per la sua capacità di intercettare e far riemergere il bambino che c’è in ognuno di noi. Proprio questo rappresenta uno degli aspetti più importanti dell’operato dell’artista, l’immersione totale all’interno delle sue opere, la capacità di parlarci delle stesse ed il grande grado di coinvolgimento, ne hanno decretato l’istantaneo successo.
Per la rassegna Laziale, Ernest Zacharevic porta quindi in dote tutto il particolare peculiare bagaglio visivo e tematico, per i due interventi, il primo su questa lunga torretta ed il secondo che si estende sui vertici di due pareti. Per entrambi i lavori l’interprete sceglie come sempre di caratterizzare l’opera attraverso un dialogo con lo spazio, se nella torretta quindi vediamo una bambino intento ad arrampicarsi e giocare sulla stessa, utilizzando le porte, le finestre e le sue diverse insenature, sulla seconda l’artista sceglie di raffigurare due bambini con le pistole ad acqua e smoking intenti a simulare un gioco con le pistole.
Vi lasciamo ad una lunghissima serie di ben tre pagine con tutti i dettagli e le fasi di realizzazione dei due interventi, il consiglio è come sempre di darci un occhiata per cogliere appieno tutta la magia ed il carattere del lavoro dell’interprete, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni infatti proseguiremo nel raccontarvi i lavori dipinti per il Festival.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Dante Corsetti and Flavia Fiengo