GORGO

DissensoCognitivo for SUBSIDENZE Street Art Festival

Con il DissensoCognitivo proseguiamo nel mostrarvi i lavori di questa prima edizione del SUBSIDENZE Street Art Festival, la prima rassegna di arte urbana nella città di Ravenna che vede proprio nel lavoro dell’interprete uno dei nomi più caldi.

Puntualmente sorpresi, le produzioni del DissensoCognitivo proseguono a calamitarci all’interno della particolare visione dell’artista, si tratta di un immaginario tetro ed addensato all’interno di un unica e disarmante riflessione. La terra è distrutta, l’umanità si è auto alienata, sono rimasti unicamente corpi moribondi alterati da innesti e biomeccaniche che ne hanno trasformato completamente l’aspetto esteriore, l’essere umano ha ceduto la sua anima al potere e lo stesso gli si è rivoltato contro. C’è paura, sgomento e sconforto, c’è l’agghiacciante verità che la società moderna, l’essere umano di oggi si è messo in questa direzione e che se proseguirà nel percorrerla la fine diverrà inevitabile e questi soggetti, che compongono il mosaico visivo delle produzioni dell’interprete, saranno veri e reali. Puntualmente quindi veniamo investiti da una riflessione personale in grado di portare lo sguardo in avanti, di tracciare una propria e peculiare visione. L’artista prosegue la sua ricerca stilistica coniugando temi fortemente evocativi, dandoli in pasto alle pareti e rigurgitando quelli che sono gli esseri che domineranno la terra in futuro prossimo. Quello che incuriosisce ed interessa nello sviluppo delle tematiche e delle trame fin qui viste, è la forte contestualizzazione dei loro presentati, l’interprete si è impegnato nel rendere quanto mai più vero un futuro distorto all’interno del quale la razza umana si è definitivamente inclinata, soggiogata dalla tecnologia, dagli innesti biomeccanici, dove l’umanità si è trasformata in creature silenziose e vacue, perdendo definitivamente il loro lato più umano. Questo impulso permea tutte le produzioni dell’interprete per mezzo del vagare costante e senza un meta che ne caratterizza l’esistenza di questi abomini. Vuole raccontarci una storia quindi, una visione apocalittica di come, proseguendo sulla strada intraprese in questo secolo, potremmo ritrovarci, lo fà attraverso il proprio personalissimo tratto, con immagini forti, raccapriccianti, ci offre una ipotetica finestra sul mondo futuro, dove il grigio che permea i corpi di questi esseri, le anime erranti incastonate in corpi freddi e meccanici non parlano, stridono, urlano e si dimenano, coscienti forse del proprio stesso stato.

Per il festival il DissensoCognitivo su questa grande parete fa letteralmente esplodere tutta la sua visione, dal basso verso l’altro un intreccio di reminiscenze dal passato, un filamento organico misto tecnologia dal quale emergono sprazzi del presente, un olocasusto di corpi, un televisore che proietta il nome stesso dell’artista (soluzione questa che abbiamo particolarmente apprezzato) fino all’apice dal quale un piccolo soggetto viene accolto da una figure a tratti quasi metafisica, un dio disceso su questo presente per (forse) metterci una definitiva fine.

In calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro in aggiunta al alcune immagini durante le fasi di realizzazione dell’intervento, dateci un occhiata, qui invece tutti gli interventi fin qui coperti, enjoy it.

DissensoCognitivo for SUBSIDENZE Street Art Festival

Con il DissensoCognitivo proseguiamo nel mostrarvi i lavori di questa prima edizione del SUBSIDENZE Street Art Festival, la prima rassegna di arte urbana nella città di Ravenna che vede proprio nel lavoro dell’interprete uno dei nomi più caldi.

Puntualmente sorpresi, le produzioni del DissensoCognitivo proseguono a calamitarci all’interno della particolare visione dell’artista, si tratta di un immaginario tetro ed addensato all’interno di un unica e disarmante riflessione. La terra è distrutta, l’umanità si è auto alienata, sono rimasti unicamente corpi moribondi alterati da innesti e biomeccaniche che ne hanno trasformato completamente l’aspetto esteriore, l’essere umano ha ceduto la sua anima al potere e lo stesso gli si è rivoltato contro. C’è paura, sgomento e sconforto, c’è l’agghiacciante verità che la società moderna, l’essere umano di oggi si è messo in questa direzione e che se proseguirà nel percorrerla la fine diverrà inevitabile e questi soggetti, che compongono il mosaico visivo delle produzioni dell’interprete, saranno veri e reali. Puntualmente quindi veniamo investiti da una riflessione personale in grado di portare lo sguardo in avanti, di tracciare una propria e peculiare visione. L’artista prosegue la sua ricerca stilistica coniugando temi fortemente evocativi, dandoli in pasto alle pareti e rigurgitando quelli che sono gli esseri che domineranno la terra in futuro prossimo. Quello che incuriosisce ed interessa nello sviluppo delle tematiche e delle trame fin qui viste, è la forte contestualizzazione dei loro presentati, l’interprete si è impegnato nel rendere quanto mai più vero un futuro distorto all’interno del quale la razza umana si è definitivamente inclinata, soggiogata dalla tecnologia, dagli innesti biomeccanici, dove l’umanità si è trasformata in creature silenziose e vacue, perdendo definitivamente il loro lato più umano. Questo impulso permea tutte le produzioni dell’interprete per mezzo del vagare costante e senza un meta che ne caratterizza l’esistenza di questi abomini. Vuole raccontarci una storia quindi, una visione apocalittica di come, proseguendo sulla strada intraprese in questo secolo, potremmo ritrovarci, lo fà attraverso il proprio personalissimo tratto, con immagini forti, raccapriccianti, ci offre una ipotetica finestra sul mondo futuro, dove il grigio che permea i corpi di questi esseri, le anime erranti incastonate in corpi freddi e meccanici non parlano, stridono, urlano e si dimenano, coscienti forse del proprio stesso stato.

Per il festival il DissensoCognitivo su questa grande parete fa letteralmente esplodere tutta la sua visione, dal basso verso l’altro un intreccio di reminiscenze dal passato, un filamento organico misto tecnologia dal quale emergono sprazzi del presente, un olocasusto di corpi, un televisore che proietta il nome stesso dell’artista (soluzione questa che abbiamo particolarmente apprezzato) fino all’apice dal quale un piccolo soggetto viene accolto da una figure a tratti quasi metafisica, un dio disceso su questo presente per (forse) metterci una definitiva fine.

In calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro in aggiunta al alcune immagini durante le fasi di realizzazione dell’intervento, dateci un occhiata, qui invece tutti gli interventi fin qui coperti, enjoy it.