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GORGO

Cleon Peterson x OBEY for Art Basel 2014

Tra le meraviglie di quest’ultima edizione dell’Art Basel non possono mancare le consuete combo, Cleon Peterson e Shepard Fairey aka OBEY hanno da poco terminato di dipingere due nuovi interventi miscelando i rispetti stili.

E’ l’opportunità per noi di tornare ad approfondire il lavoro di entrambi gli artisti attraverso un intervento che da una parte ne eredità peculiarità tipiche delle produzioni di ciascuno dei due autore, dall’altra presenta interessanti novità, per una miscela sicuramente riuscitissima.

Il nome OBEY associato alla figura di Shepard Fairey non ha di certo bisogno di presentazioni, l’iconico Andrè The Giant e la successiva campagna commerciale messa in atto dall’artista con produzioni che spaziano in praticamente qualsiasi campo, non hanno intaccato affatto la volontà di Fairey di proseguire il personale lavoro in strada. In questo senso quindi l’artista ha continuato a proporre i suoi canonici stencil poster sviluppando e raccogliere l’eredità visiva dell’iconico impianto stilistico così come una personale e rimarcata attenzione per determinate figure, il presidente Obama ad esempio, così come eventi ed accadimenti di carattere nazionale ed internazionale, in particolare verso la guerra e la società moderna, temi questi ultimi particolarmente cari all’artista.

Dal canto suo l’operato di Cleon Peterson non ci è affatto nuovo, anzi abbiamo sempre sottolineato il grande impatto che le produzioni dell’artista riescono a suscitare, raccogliendone al tempo stesso tutta la particolare forza tematica delle stesse. L’odio, la violenza, la brutalità dell’essere umano sono gli stimoli principali di una produzioni in grado di raccogliere appieno e di sviluppare una riflessione sull’animo umano. Attraverso un piglio grafico ormai divenuto iconico, l’autore esamina la depravazione e tutti quegli aspetti più barbari e disumani dell’uomo moderno. Le ombre dell’artista si fanno carico di questo spettro emotivo mettendoci di fronte a torture, uccisioni, morte e quanto di più infimo e basso.

Il risultato di questa inedita combinazione sono due distinti interventi che vanno a cambiare completamente l’aspetto di questa struttura architettonica. Come è possibile vedere gli autori scelgono di lavorare unicamente attraverso il bianco ed il nero, al tempo stesso i due interventi rappresentano al meglio entrambe le peculiarità stilistica degli autori. Nel primo lavoro, decisamente più preciso e simmetrico vediamo un unione tra i canonici characters di Cleon Peterson con gli aspetti prettamente grafici di Fairey, così come nel secondo assistiamo ad una serie degli iconici character ripetuti che si miscelano ad una dei tipici stemmi firmati da OBEY.

Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca galleria di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli artisti.

Pics via Arrested Motion and Sosm

Cleon Peterson x OBEY for Art Basel 2014

Tra le meraviglie di quest’ultima edizione dell’Art Basel non possono mancare le consuete combo, Cleon Peterson e Shepard Fairey aka OBEY hanno da poco terminato di dipingere due nuovi interventi miscelando i rispetti stili.

E’ l’opportunità per noi di tornare ad approfondire il lavoro di entrambi gli artisti attraverso un intervento che da una parte ne eredità peculiarità tipiche delle produzioni di ciascuno dei due autore, dall’altra presenta interessanti novità, per una miscela sicuramente riuscitissima.

Il nome OBEY associato alla figura di Shepard Fairey non ha di certo bisogno di presentazioni, l’iconico Andrè The Giant e la successiva campagna commerciale messa in atto dall’artista con produzioni che spaziano in praticamente qualsiasi campo, non hanno intaccato affatto la volontà di Fairey di proseguire il personale lavoro in strada. In questo senso quindi l’artista ha continuato a proporre i suoi canonici stencil poster sviluppando e raccogliere l’eredità visiva dell’iconico impianto stilistico così come una personale e rimarcata attenzione per determinate figure, il presidente Obama ad esempio, così come eventi ed accadimenti di carattere nazionale ed internazionale, in particolare verso la guerra e la società moderna, temi questi ultimi particolarmente cari all’artista.

Dal canto suo l’operato di Cleon Peterson non ci è affatto nuovo, anzi abbiamo sempre sottolineato il grande impatto che le produzioni dell’artista riescono a suscitare, raccogliendone al tempo stesso tutta la particolare forza tematica delle stesse. L’odio, la violenza, la brutalità dell’essere umano sono gli stimoli principali di una produzioni in grado di raccogliere appieno e di sviluppare una riflessione sull’animo umano. Attraverso un piglio grafico ormai divenuto iconico, l’autore esamina la depravazione e tutti quegli aspetti più barbari e disumani dell’uomo moderno. Le ombre dell’artista si fanno carico di questo spettro emotivo mettendoci di fronte a torture, uccisioni, morte e quanto di più infimo e basso.

Il risultato di questa inedita combinazione sono due distinti interventi che vanno a cambiare completamente l’aspetto di questa struttura architettonica. Come è possibile vedere gli autori scelgono di lavorare unicamente attraverso il bianco ed il nero, al tempo stesso i due interventi rappresentano al meglio entrambe le peculiarità stilistica degli autori. Nel primo lavoro, decisamente più preciso e simmetrico vediamo un unione tra i canonici characters di Cleon Peterson con gli aspetti prettamente grafici di Fairey, così come nel secondo assistiamo ad una serie degli iconici character ripetuti che si miscelano ad una dei tipici stemmi firmati da OBEY.

Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca galleria di immagini con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di entrambi gli artisti.

Pics via Arrested Motion and Sosm