GORGO

Cleon Peterson – New Mural in Chicago

Ci spostiamo a Chicago, in occasione dell’apertura di “The Provocateurs” eccellente group show curato da Shepard Fairey e presentato da Art Alliance, Cleon Peterson ha avuto modo di dipingere questa nuova ed esuberante parete.

Lo show si terrà durante i giorni del Lollapalooza, uno dei più grandi festival di musica al mondo condividendo quindi i suoi e la musica tipici della rassegna con le opera di artisti quotati a livello internazionale.

Al centro dell’operato dell’interprete c’è la forte esigenza di una rappresentazione cruda ed al contempo sofisticata, giocando su un binomio cromatico fortissimo, l’artista esamina attraverso il suo particolare tratto illustrativo la depravazione, la brutalità e gli aspetti più nudi e barbari dell’animo umano. Le figure ed i characters di Peterson si abbattono con rabbia e violenza su corpi molli e senza difesa di uomini e donne nude all’interno di scenari più differenti, quasi sospesi all’interno di queste agghiaccianti scene, rimaniamo inermi davanti ad una rappresentazione senza alcun tipo di filtro della violenza, le figure che si scagliano con così irruenza su questi corpi umani si prefiggono nell’idea dell’artista di rappresentare la parte più oscura dell’uomo, i sentimenti più vendicativi, spietati, così portatrici di sofferenza queste ombre approfittano della loro rabbia per riversare colpi e soprusi.

Osservando le opere di Cleon Peterson emerge così una sorta di malessere interiore, di disgusto per la crudezza e la brutalità rappresentate, arriva però diretta e senza troppi ghirigori la riflessione dell’interprete, la ciclicità dell’odio e del sentimento di violenza che l’uomo ha saputo portare con sé, e crescere, nel corso degli anni sotto forme e direzioni differenti, sotto nomi e volti differenti. La sofferenza dei corpi, rigorosamente realizzati a contrasto con il resto dei colori rappresentati, va a segnare il nostro disagio, la nostra stessa sofferenza, in un chiaro stimolo per la nostra psiche e per i nostri pensieri.

Quest’ultima fatica prosegue di fatto l’opera portando avanti temi e spunti tipici del lavoro di Cleon Peterson che sceglie ancora una volta di affidarsi a tinte e toni in bianco e nero, spettacolo garantito.
Dopo il salto vi diamo modo di ripercorrere alcuni istanti durante le fasi di realizzazione della parete, fino allo splendido risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati, anche Mr Obey ha infatti preso parte ai lavori in strada, così come Retna e POSE, stay tuned.

Cleon Peterson – New Mural in Chicago

Ci spostiamo a Chicago, in occasione dell’apertura di “The Provocateurs” eccellente group show curato da Shepard Fairey e presentato da Art Alliance, Cleon Peterson ha avuto modo di dipingere questa nuova ed esuberante parete.

Lo show si terrà durante i giorni del Lollapalooza, uno dei più grandi festival di musica al mondo condividendo quindi i suoi e la musica tipici della rassegna con le opera di artisti quotati a livello internazionale.

Al centro dell’operato dell’interprete c’è la forte esigenza di una rappresentazione cruda ed al contempo sofisticata, giocando su un binomio cromatico fortissimo, l’artista esamina attraverso il suo particolare tratto illustrativo la depravazione, la brutalità e gli aspetti più nudi e barbari dell’animo umano. Le figure ed i characters di Peterson si abbattono con rabbia e violenza su corpi molli e senza difesa di uomini e donne nude all’interno di scenari più differenti, quasi sospesi all’interno di queste agghiaccianti scene, rimaniamo inermi davanti ad una rappresentazione senza alcun tipo di filtro della violenza, le figure che si scagliano con così irruenza su questi corpi umani si prefiggono nell’idea dell’artista di rappresentare la parte più oscura dell’uomo, i sentimenti più vendicativi, spietati, così portatrici di sofferenza queste ombre approfittano della loro rabbia per riversare colpi e soprusi.

Osservando le opere di Cleon Peterson emerge così una sorta di malessere interiore, di disgusto per la crudezza e la brutalità rappresentate, arriva però diretta e senza troppi ghirigori la riflessione dell’interprete, la ciclicità dell’odio e del sentimento di violenza che l’uomo ha saputo portare con sé, e crescere, nel corso degli anni sotto forme e direzioni differenti, sotto nomi e volti differenti. La sofferenza dei corpi, rigorosamente realizzati a contrasto con il resto dei colori rappresentati, va a segnare il nostro disagio, la nostra stessa sofferenza, in un chiaro stimolo per la nostra psiche e per i nostri pensieri.

Quest’ultima fatica prosegue di fatto l’opera portando avanti temi e spunti tipici del lavoro di Cleon Peterson che sceglie ancora una volta di affidarsi a tinte e toni in bianco e nero, spettacolo garantito.
Dopo il salto vi diamo modo di ripercorrere alcuni istanti durante le fasi di realizzazione della parete, fino allo splendido risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati, anche Mr Obey ha infatti preso parte ai lavori in strada, così come Retna e POSE, stay tuned.