Broken Fingaz – “Vicious Cycle” New Piece

Dopo l’esuberante esperienza all’Urban Spree Festival di qualche settimana fa, torniamo a mostrarvi il lavoro del collettivo israeliano dei Broken Fingaz in occasione di quest’ultimo splendido intervento.

Attraverso uno stile assolutamente fresco i Broken Fingaz portano avanti la loro personale visione creativa, ricco di spunti e completamente surreale lo stile del gruppo è un calderone di influenze differenti con una forte corrente pop coniugata attraverso un tratto illustrativo e la passione per l’horror, il macabro ed il trash passando infine per lo splatter. L’unione di queste differenti correnti e passioni dà vita ad uno stile assolutamente personale in cui i characters approfondiscono e sviscerano sullo spazio tutto il loro humor nero, i toni macabri e tetri fino ad arrivare alla situazioni assolutamente fuori dall’ordinario – ricordate la serie “Supersex”? – tutti elementi questi che di fatto hanno decretato il successo delle loro produzioni.

L’ultimo elaborato dei Broken Fingaz può essere interpretato come una summa degli interventi fin qui visti, gli elementi presenti mostrano ancora una volta tutto il divertimento che distingue le opere, mettendo però nuovamente a nudo anche la capacità riflessiva di un quartetto questo, fortemente legato alla propria terra ed alla propria storia sociale e culturale, nasce allora così la nuova icona hitleriana completamente spogliata del suo alone di crudeltà ed inserita in un contesto totalmente irrisorio, di cui avevamo già visto le fattezze proprio nella precedente opere tedesca.

Proprio l’ultimo intervento quindi è in parte la scintilla per questa nuova opera dal titolo “Vicious Cycle”, ancora una volta ritroviamo i baffetti del dittatore a fare capolino sulla facciata, questa volta però abbiamo l’impressione di un attacco più netto e rimarcato con uno scheletro che alle spalle gli leva la parrucca bionda, quasi a togliere il velo sui misfatti dallo stesso compiuti, un nuovo anatema quindi per esorcizzare in parte gli orrori ed i dolori dell’olocausto. A completare l’elaborato troviamo poi una serie di immagini e scena ‘calde’ che si uniscono alla perfezioni con il consueto lettering a capo dell’opera, tutto da vedere attraverso la ricca selezione di scatti, enjoy it.

Pics by The Artist