GORGO

Biancoshock for The Crystal Ship in Oostende

Tra gli ospiti dell’ottimo The Crystal Ship anche il nostro Biancoshock che per la rassegna di Oostende ha proposto questa nuova ed inedita installazione.

Le produzioni di Biancoshock rappresentano costantemente un momento di riflessione sulla società moderna, sulle sue controversie e più in generale su argomenti che riguardano spunti sociali, economici o politici. Si tratta interventi altamente sensibili con i quali l’interprete riflette costantemente le piaghe del contemporaneo. L’abilità dell’artista Italiano è quella di saper sviluppare temi impegnati attraverso interventi incisivi e velenosi, laddove l’interattività con lo spettatore od il passante casuale, continua a rappresentare un punto fermo.

Per l’autore la città assume i contorni non più di semplice palcoscenico, quanto piuttosto diviene parte attiva sia nella fruizione dell’opera sia nella sua stessa ragione d’essere. L’ambiente urbano diventa parte stessa dell’opera, una interazione profonda ed articola tra interprete e chi infine fruisce delle sue stesse invenzioni.

Dal titolo “Ego Washer” quest’ultima installazione di Biancoshock è una critica velenosa ad Instagram e più in generale all’utilizzo ossessivo dei social network come leva per alimentare il personale egocentrismo.

In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e se volete rivivere le meraviglie della rassegna, nella nostra sezione i lavori fin qui realizzati.

Biancoshock for The Crystal Ship in Oostende

Tra gli ospiti dell’ottimo The Crystal Ship anche il nostro Biancoshock che per la rassegna di Oostende ha proposto questa nuova ed inedita installazione.

Le produzioni di Biancoshock rappresentano costantemente un momento di riflessione sulla società moderna, sulle sue controversie e più in generale su argomenti che riguardano spunti sociali, economici o politici. Si tratta interventi altamente sensibili con i quali l’interprete riflette costantemente le piaghe del contemporaneo. L’abilità dell’artista Italiano è quella di saper sviluppare temi impegnati attraverso interventi incisivi e velenosi, laddove l’interattività con lo spettatore od il passante casuale, continua a rappresentare un punto fermo.

Per l’autore la città assume i contorni non più di semplice palcoscenico, quanto piuttosto diviene parte attiva sia nella fruizione dell’opera sia nella sua stessa ragione d’essere. L’ambiente urbano diventa parte stessa dell’opera, una interazione profonda ed articola tra interprete e chi infine fruisce delle sue stesse invenzioni.

Dal titolo “Ego Washer” quest’ultima installazione di Biancoshock è una critica velenosa ad Instagram e più in generale all’utilizzo ossessivo dei social network come leva per alimentare il personale egocentrismo.

In attesa di nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista italiano, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo, dateci un occhiata e se volete rivivere le meraviglie della rassegna, nella nostra sezione i lavori fin qui realizzati.