GORGO

AK – A Series of Pieces in Tuscany

Per quello che è stato un Agosto di relax e pausa per molti, AK ha deciso di passarlo in giro per la Toscana alla ricerca di luoghi abbandonati all’interno dei quali poter esprimere il proprio talento. L’artista Italiano ha avuto modo di impegnarsi in una piccola serie di nuovi interventi proseguendo e portando avanti il proprio personale approccio visivo e tematico, diviso tra mirabolanti esperimenti ipnotici ed intricate strutture, AK continua il proprio viscerale rapporto con il triangolo rettangolo isoscele.

Nelle sue differenti incarnazioni l’interprete massimizza portando al limite l’esperienza nei luoghi abbandonati, le pareti scelte e gli interventi elaborati sono atti a misurarsi ed inserirsi perfettamente con il circondario, unendo quindi quello che è il panorama che ha difronte con le peculiarità del proprio operato, AK dipinge e ci mostra i tre differenti risultati.

Come spesso accade a destare maggiore interesse è l’ambiguità visiva del primo lavoro, un vedo e non vedo quasi impercettibile dove profonde linee non omogenee danno vita nel loro cammino alla forma nascosta, se il bianco e nero sono la cifra stilistica anche del secondo intervento, con una intricata costruzione in cui assistiamo ad una apertura della struttura, i colori tornano alla carica nell’ultimo pezzo, mescolandosi le tinte offrono a chi osserva un lavoro compatto e che, proprio nel suo cuore interno, nasconde le meraviglie della geometria perfetta e simmetrica andando ad interagire con quel che rimane di una parete semi distrutta, e noi dal canto nostro non possiamo fare altro che osservare curiosi e soddisfatti per poi spellarci le mani.

Thanks to The Artist for the Pics

AK – A Series of Pieces in Tuscany

Per quello che è stato un Agosto di relax e pausa per molti, AK ha deciso di passarlo in giro per la Toscana alla ricerca di luoghi abbandonati all’interno dei quali poter esprimere il proprio talento. L’artista Italiano ha avuto modo di impegnarsi in una piccola serie di nuovi interventi proseguendo e portando avanti il proprio personale approccio visivo e tematico, diviso tra mirabolanti esperimenti ipnotici ed intricate strutture, AK continua il proprio viscerale rapporto con il triangolo rettangolo isoscele.

Nelle sue differenti incarnazioni l’interprete massimizza portando al limite l’esperienza nei luoghi abbandonati, le pareti scelte e gli interventi elaborati sono atti a misurarsi ed inserirsi perfettamente con il circondario, unendo quindi quello che è il panorama che ha difronte con le peculiarità del proprio operato, AK dipinge e ci mostra i tre differenti risultati.

Come spesso accade a destare maggiore interesse è l’ambiguità visiva del primo lavoro, un vedo e non vedo quasi impercettibile dove profonde linee non omogenee danno vita nel loro cammino alla forma nascosta, se il bianco e nero sono la cifra stilistica anche del secondo intervento, con una intricata costruzione in cui assistiamo ad una apertura della struttura, i colori tornano alla carica nell’ultimo pezzo, mescolandosi le tinte offrono a chi osserva un lavoro compatto e che, proprio nel suo cuore interno, nasconde le meraviglie della geometria perfetta e simmetrica andando ad interagire con quel che rimane di una parete semi distrutta, e noi dal canto nostro non possiamo fare altro che osservare curiosi e soddisfatti per poi spellarci le mani.

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