GORGO

AK – “Level” A New Mural

Dopo parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di AK, l’artista Italiano ha infatti da poco terminato di dipingere un nuovo lavoro all’interno del consueto edificio abbandonato portando avanti temi e spunti tipici del suo operato.

Ancora una volta andiamo quindi ad immergerci all’interno dell’immaginario percettivo dell’artista, come visto più volte l’operato di AK si concentra verso una personale elaborazione della figura del triangolo rettangolo isoscele. Nell’idea dell’autore italiano c’è la volontà di sviluppare una precisa ed altamente coinvolgente prerogativa visiva in grado di giocare con quelle che sono le percezioni di chi osserva, in questo senso più volte ci siamo trovati a confrontarci con illusioni, visioni ed inganni di differenti tipo tutti intelligentemente sviluppate attraverso l’utilizzo di quest’unica figura geometrica. Se questo rappresenta il principale fulcro tematico del lavoro dell’interprete, la scelta di lavorare all’interno di spazi ed edifici abbandonati ha permesso all’artista di sviluppare declinazioni differenti e giochi ipnotici che vanno a dialogare con lo spazio a disposizione, visioni ed immagini ad alto sviluppo ipnotico che riescono a coglierci impreparati ad osservare e capace costantemente di mostrarci tutta la profondità di una ricerca che non sembra aver fatto esaurito tutto il suo percorso ma che anzi lo stesso continua a AK alimentare attraverso interventi di volta in volta più complessi ed articolati.

In questo senso ci troviamo di fronte un operato che mira a dialogare ed a stimolare le percezioni di chi osserva, attraverso quelle che sono le personali impressioni AK tesse inganni per la vista, sviluppa linee ed elementi differenti in un apparato visivo che ci vede modellare e creare noi stessi gli elementi ed in cui gli stessi si muovono ed intersecano tra di loro offrendoci tutta la profondità di una esperienza di volta in volta nuova ed appagante.

Per questa sua ultima fatica AK apporta al proprio lavoro una nuova sferzata, l’intervento viene infatti sviluppato attraverso una doppia sensibilità visiva, la prima tangibile osservando il lavoro dal vivo attraverso un interattività con lo spazio, la seconda per mezzo delle immagini che accompagnano il nostro testo.

L’integrazione tra la pittura e l’ambiente circostante avviene qui attraverso le scale, il capovolgimento dell’immagine scattata fa si che vada a crearsi un micro conflitto, alimentato dalla particolare posizione delle scale, con il quale siamo portati a riflettere sulla natura contraria oppure no dell’opera in un corto circuito che appare difficile da credere. L’artista coniuga poi differenti superfici, i due triangoli vengono realizzati su due differenti distanziate da due metri di differenza, si va creando in questo senso una uguale e piatta dimensione quando in verità attraverso un gioco ottico l’autore unisce due forme di differente grandezza all’interno di un unico piano immaginario e creato dalla vista dell’uomo.

Null’altro da aggiungere vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

AK – “Level” A New Mural

Dopo parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di AK, l’artista Italiano ha infatti da poco terminato di dipingere un nuovo lavoro all’interno del consueto edificio abbandonato portando avanti temi e spunti tipici del suo operato.

Ancora una volta andiamo quindi ad immergerci all’interno dell’immaginario percettivo dell’artista, come visto più volte l’operato di AK si concentra verso una personale elaborazione della figura del triangolo rettangolo isoscele. Nell’idea dell’autore italiano c’è la volontà di sviluppare una precisa ed altamente coinvolgente prerogativa visiva in grado di giocare con quelle che sono le percezioni di chi osserva, in questo senso più volte ci siamo trovati a confrontarci con illusioni, visioni ed inganni di differenti tipo tutti intelligentemente sviluppate attraverso l’utilizzo di quest’unica figura geometrica. Se questo rappresenta il principale fulcro tematico del lavoro dell’interprete, la scelta di lavorare all’interno di spazi ed edifici abbandonati ha permesso all’artista di sviluppare declinazioni differenti e giochi ipnotici che vanno a dialogare con lo spazio a disposizione, visioni ed immagini ad alto sviluppo ipnotico che riescono a coglierci impreparati ad osservare e capace costantemente di mostrarci tutta la profondità di una ricerca che non sembra aver fatto esaurito tutto il suo percorso ma che anzi lo stesso continua a AK alimentare attraverso interventi di volta in volta più complessi ed articolati.

In questo senso ci troviamo di fronte un operato che mira a dialogare ed a stimolare le percezioni di chi osserva, attraverso quelle che sono le personali impressioni AK tesse inganni per la vista, sviluppa linee ed elementi differenti in un apparato visivo che ci vede modellare e creare noi stessi gli elementi ed in cui gli stessi si muovono ed intersecano tra di loro offrendoci tutta la profondità di una esperienza di volta in volta nuova ed appagante.

Per questa sua ultima fatica AK apporta al proprio lavoro una nuova sferzata, l’intervento viene infatti sviluppato attraverso una doppia sensibilità visiva, la prima tangibile osservando il lavoro dal vivo attraverso un interattività con lo spazio, la seconda per mezzo delle immagini che accompagnano il nostro testo.

L’integrazione tra la pittura e l’ambiente circostante avviene qui attraverso le scale, il capovolgimento dell’immagine scattata fa si che vada a crearsi un micro conflitto, alimentato dalla particolare posizione delle scale, con il quale siamo portati a riflettere sulla natura contraria oppure no dell’opera in un corto circuito che appare difficile da credere. L’artista coniuga poi differenti superfici, i due triangoli vengono realizzati su due differenti distanziate da due metri di differenza, si va creando in questo senso una uguale e piatta dimensione quando in verità attraverso un gioco ottico l’autore unisce due forme di differente grandezza all’interno di un unico piano immaginario e creato dalla vista dell’uomo.

Null’altro da aggiungere vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics