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GORGO

AK x CT – New Mural in an Abandoned Factory

A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di AK e CT, i due artisti si sono infatti dati appuntamento all’interno di una vecchia struttura per elaborare un doppio intervento che porta avanti i loro due personalissimi approcci visivi.

Questa fruttuosa collaborazione trova anzitutto differenti punti d’incontro, il percorso di entrambi gli artisti prevede infatti uno sviluppo cosciente, preciso ed avvolgente di una forma, nel caso di AK di una figura geometrica, mentre per CT di una scomposizione delle sue stesse due lettere, ma anche di una concreta interazione con gli spazi dove i due vanno ad elaborare i propri lavori passando infine per la grande profondità di immersione e di lettura che ciascuno dei due artisti mira a stimolare negli occhi di chi osserva le sue produzioni attraverso una pulizia visiva impeccabile.

CT come abbiamo avuto modo spesso di vedere poggia le basi del suo lavoro su una costruzioni e decontrazione delle lettere C e T, mettendo appunto una architettura visiva mutevole che spinge chi osserva a scoprire le varie sezioni che costituiscono la nuova figura, elaborando configurazioni che possano esaltare lo spazio circostante entrando quindi in simbiosi con il panorama e con le sue architetture. Dal canto su AK non smette di incentivare la sua ricerca sul triangolo rettangolo isoscele, alimentando per mezzo di differenti incastri e stimoli visivi la sua peculiare versatilità, giocando con lo sguardo di chi osserva, imbastendo inganni e percezioni differenti e sviluppando attraverso gli stessi vere e proprie illusioni che aprono le porte ad una differente interazione con chi osserva e con chi si ritrova calato all’interno del suo particolare immaginario visivo.

Osservando l’intervento emerge chiara la volontà di entrambi gli interpreti di portare ad nuovo livello il rispettivo percorso visivo sviluppando un nuovo accento ed una nuova struttura che ci ha in entrambi i casi fortemente impressionato e coinvolto. Da una parte AK, l’artista lascia immutata la base concettuale del suo lavoro predisponendo una nuova sperimentazione dove l’interprete si affida ad un (quasi) total black e giocando con le prospettive e con la stessa struttura architettonica della parete, elabora un configurazione a quattro triangoli che, attraversati da una serie di linee, ci danno l’impressione quasi di evadere dalla seconda dimensione per abbracciare una profondissima visione tridimensionale. Osservando il lavoro infatti veniamo letteralmente catapultati al suo interno, come se si trattasse di un apertura meta fisica all’interno della parete per un effetto finale assolutamente da vedere e rivedere. Dal canto suo CT si dimostra ancora una volta inesauribile fonte di stimolo, l’interprete ci stupisce dipingendo appunto una nuova grande figura, questa volta l’artista unifica sotto un unica figura quattro delle sue costruzioni andando quindi ad ereditare gli sviluppi delle sue iconiche forme portandole ad un nuovo livello. Quello che lascia basiti è anzitutto la scelta cromatica che rivela assolutamente perfetta, simulando una sorta di cerchio, l’artista ruota le varie e differenti tonalità passando da una tinta più morbida e concludendo con una più scura, tutto questo lasciando anche esso inalterate le basi concettuali del proprio lavoro ma anzi evolvendo lo stesso grazie all’infinità di letture differenti e di forme che prendono vita osservando l’intervento attraverso percezioni differenti che rivelano forme ed algoritmi visivi sempre nuovi.

Due lavori che ci hanno profondamente scosso e lasciato letteralmente a bocca spalancata e che dimostrano tutto il talento di due tra i nomi di spicco della nostra scena.

Ripercorriamo insieme alcune fasi durante il making of fino ai due eccellenti risultato finali, il consiglio è quello infatti dare un occhiata alla immagini, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto il talento e la particolare visione dei due grandi artisti italiani.

Thanks to The Artists for The Pics

AK x CT – New Mural in an Abandoned Factory

A distanza di tempo torniamo ad approfondire il lavoro di AK e CT, i due artisti si sono infatti dati appuntamento all’interno di una vecchia struttura per elaborare un doppio intervento che porta avanti i loro due personalissimi approcci visivi.

Questa fruttuosa collaborazione trova anzitutto differenti punti d’incontro, il percorso di entrambi gli artisti prevede infatti uno sviluppo cosciente, preciso ed avvolgente di una forma, nel caso di AK di una figura geometrica, mentre per CT di una scomposizione delle sue stesse due lettere, ma anche di una concreta interazione con gli spazi dove i due vanno ad elaborare i propri lavori passando infine per la grande profondità di immersione e di lettura che ciascuno dei due artisti mira a stimolare negli occhi di chi osserva le sue produzioni attraverso una pulizia visiva impeccabile.

CT come abbiamo avuto modo spesso di vedere poggia le basi del suo lavoro su una costruzioni e decontrazione delle lettere C e T, mettendo appunto una architettura visiva mutevole che spinge chi osserva a scoprire le varie sezioni che costituiscono la nuova figura, elaborando configurazioni che possano esaltare lo spazio circostante entrando quindi in simbiosi con il panorama e con le sue architetture. Dal canto su AK non smette di incentivare la sua ricerca sul triangolo rettangolo isoscele, alimentando per mezzo di differenti incastri e stimoli visivi la sua peculiare versatilità, giocando con lo sguardo di chi osserva, imbastendo inganni e percezioni differenti e sviluppando attraverso gli stessi vere e proprie illusioni che aprono le porte ad una differente interazione con chi osserva e con chi si ritrova calato all’interno del suo particolare immaginario visivo.

Osservando l’intervento emerge chiara la volontà di entrambi gli interpreti di portare ad nuovo livello il rispettivo percorso visivo sviluppando un nuovo accento ed una nuova struttura che ci ha in entrambi i casi fortemente impressionato e coinvolto. Da una parte AK, l’artista lascia immutata la base concettuale del suo lavoro predisponendo una nuova sperimentazione dove l’interprete si affida ad un (quasi) total black e giocando con le prospettive e con la stessa struttura architettonica della parete, elabora un configurazione a quattro triangoli che, attraversati da una serie di linee, ci danno l’impressione quasi di evadere dalla seconda dimensione per abbracciare una profondissima visione tridimensionale. Osservando il lavoro infatti veniamo letteralmente catapultati al suo interno, come se si trattasse di un apertura meta fisica all’interno della parete per un effetto finale assolutamente da vedere e rivedere. Dal canto suo CT si dimostra ancora una volta inesauribile fonte di stimolo, l’interprete ci stupisce dipingendo appunto una nuova grande figura, questa volta l’artista unifica sotto un unica figura quattro delle sue costruzioni andando quindi ad ereditare gli sviluppi delle sue iconiche forme portandole ad un nuovo livello. Quello che lascia basiti è anzitutto la scelta cromatica che rivela assolutamente perfetta, simulando una sorta di cerchio, l’artista ruota le varie e differenti tonalità passando da una tinta più morbida e concludendo con una più scura, tutto questo lasciando anche esso inalterate le basi concettuali del proprio lavoro ma anzi evolvendo lo stesso grazie all’infinità di letture differenti e di forme che prendono vita osservando l’intervento attraverso percezioni differenti che rivelano forme ed algoritmi visivi sempre nuovi.

Due lavori che ci hanno profondamente scosso e lasciato letteralmente a bocca spalancata e che dimostrano tutto il talento di due tra i nomi di spicco della nostra scena.

Ripercorriamo insieme alcune fasi durante il making of fino ai due eccellenti risultato finali, il consiglio è quello infatti dare un occhiata alla immagini, siamo certi che non mancherete di apprezzare tutto il talento e la particolare visione dei due grandi artisti italiani.

Thanks to The Artists for The Pics