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GORGO

JAZ for Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival

Tra i grandi ospiti del bel Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival, troviamo con piacere il grande Franco Fasoli aka JAZ, l’interprete Argentino per la rassegna ha infatti realizzato questo nuovo lavoro su questa lunga parete nel quartiere di Tormarancia.
È sempre un piacere osservare da vicino le produzioni di JAZ, il grande interprete continua a portare avanti il personale stile ma anche i temi e gli spunti a lui più cari attraverso un tratto ed un impianto visivo profondo e facilmente riconoscibile e che riesce a lasciarci puntualmente sorpresi e coinvolti. Il percorso dell’artista inevitabilmente si interseca con l’approfondimento umano, con la natura e con il mondo animale, che rappresentano i protagonisti indiscussi, insieme ai canonici lottatori lucha libre, dell’operato dell’autore Argentino. In questo senso osservando le produzioni di Franco Fasoli ci si rende conto della grande varietà di situazioni ed aspetti tematici che vanno a disegnare un quadro sfaccettato della natura umana. Le peculiari fusioni corporee ad esempio rappresentano una riflessione profonda sulla psicologia umana, l’atto di fondere i corpi di uomini ed animali caratterizza queste opere che segnano la volontà di miscelare l’istinto e la razionalità, di alimentare il senso di brutalità che traspare dai lavori verso una condizione umana che si avvicina maggiormente al mondo animale. D’altro canto propri le pitture che coinvolgono gli iconici lottatori segnano la volontà portare avanti una riflessione che possa abbracciare le debolezze dell’uomo ed al contempo la sua stessa identità, le sue paura e le sue emozioni, in quella che è una lotta permanente che viviamo ogni giorno della nostra vita.
Dal l’emblematico titolo “Il Peso della Storia”, per questa sua ultima fatica JAZ raccoglie tutto il suo particolare impianto visivo e tematico per realizzare un intervento ancora connesso con le dinamiche cittadine, esattamente come era accaduto con l’opera di Axel Void (Covered), il lavoro va quindi ad inserirsi all’interno di una riflessione sulla città ed in questo caso su tutto il Bel Paese cogliendo differenti spunti. L’artista presenta due dei suoi tipici lottatori wrestler con ancora una volta le iconiche maschere, uno sostiene l’altro e notando i dettagli del calzoni si capisce come quello in basso vada a rappresentare l’Argentina, il paese dell’artista, mentre quello più in alto l’Italia. Come ben sappiamo proprio il paese Sud Americano è stato nei decenni scorsi una delle mete preferite dell’emigrazione Italiana dando vita quindi ad un legame forte tra i due Stati raffigurato proprio dai due soggetti dipinti. Il peso che il lottare sostiene non è altro che quello che tutti i figli di emigrati, e le generazioni successive, portano con sè, il peso di avere le proprie radici oltre oceano ma sopratutto ed approfondendo, il peso che avevano coloro che erano sbarcati nell’America meridionale, con tutte le difficoltà del caso, in cerca di fortuna per sé e per la propria famiglia.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i quali ripercorriamo alcune fasi durante il making of dell’intervento fino all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti dal Festival e dall’Artista.

Thanks to Marco Lo Rocco for The Pics

JAZ for Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival

Tra i grandi ospiti del bel Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival, troviamo con piacere il grande Franco Fasoli aka JAZ, l’interprete Argentino per la rassegna ha infatti realizzato questo nuovo lavoro su questa lunga parete nel quartiere di Tormarancia.
È sempre un piacere osservare da vicino le produzioni di JAZ, il grande interprete continua a portare avanti il personale stile ma anche i temi e gli spunti a lui più cari attraverso un tratto ed un impianto visivo profondo e facilmente riconoscibile e che riesce a lasciarci puntualmente sorpresi e coinvolti. Il percorso dell’artista inevitabilmente si interseca con l’approfondimento umano, con la natura e con il mondo animale, che rappresentano i protagonisti indiscussi, insieme ai canonici lottatori lucha libre, dell’operato dell’autore Argentino. In questo senso osservando le produzioni di Franco Fasoli ci si rende conto della grande varietà di situazioni ed aspetti tematici che vanno a disegnare un quadro sfaccettato della natura umana. Le peculiari fusioni corporee ad esempio rappresentano una riflessione profonda sulla psicologia umana, l’atto di fondere i corpi di uomini ed animali caratterizza queste opere che segnano la volontà di miscelare l’istinto e la razionalità, di alimentare il senso di brutalità che traspare dai lavori verso una condizione umana che si avvicina maggiormente al mondo animale. D’altro canto propri le pitture che coinvolgono gli iconici lottatori segnano la volontà portare avanti una riflessione che possa abbracciare le debolezze dell’uomo ed al contempo la sua stessa identità, le sue paura e le sue emozioni, in quella che è una lotta permanente che viviamo ogni giorno della nostra vita.
Dal l’emblematico titolo “Il Peso della Storia”, per questa sua ultima fatica JAZ raccoglie tutto il suo particolare impianto visivo e tematico per realizzare un intervento ancora connesso con le dinamiche cittadine, esattamente come era accaduto con l’opera di Axel Void (Covered), il lavoro va quindi ad inserirsi all’interno di una riflessione sulla città ed in questo caso su tutto il Bel Paese cogliendo differenti spunti. L’artista presenta due dei suoi tipici lottatori wrestler con ancora una volta le iconiche maschere, uno sostiene l’altro e notando i dettagli del calzoni si capisce come quello in basso vada a rappresentare l’Argentina, il paese dell’artista, mentre quello più in alto l’Italia. Come ben sappiamo proprio il paese Sud Americano è stato nei decenni scorsi una delle mete preferite dell’emigrazione Italiana dando vita quindi ad un legame forte tra i due Stati raffigurato proprio dai due soggetti dipinti. Il peso che il lottare sostiene non è altro che quello che tutti i figli di emigrati, e le generazioni successive, portano con sè, il peso di avere le proprie radici oltre oceano ma sopratutto ed approfondendo, il peso che avevano coloro che erano sbarcati nell’America meridionale, con tutte le difficoltà del caso, in cerca di fortuna per sé e per la propria famiglia.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con i quali ripercorriamo alcune fasi durante il making of dell’intervento fino all’eccellente risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti dal Festival e dall’Artista.

Thanks to Marco Lo Rocco for The Pics