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Edoardo Tresoldi – New installation in Marina di Camerota

Anche Edoardo Tresoldi nei giorni scorsi si trovava a Marina di Camerota, l’artista Italiano ha nei giorni scorsi terminato di realizzare una nuova ed iconica installazione delle sue, ideale summa del percorso e della ricerca dell’autore.
La forza delle produzioni di Edoardo Tresoldi sta tutta nella capacità dell’interprete italiano di centrare e sviluppare una forte simbiosi con lo spettatore, un approccio altamente viscerale capace più che mai di stuzzicare le corde più sensibili di chi osserva. La propagazione di stimoli ed emozioni differenti, l’idea di connettersi alla realtà attraverso un approccio inedito, profondo ed altamente catartico, rappresentano le peculiarità di una stilistica che non smette di sorprenderci.
Lavorando attraverso corpose installazioni, innescando potenti giochi percettivi, tra vuoti e pieni, l’artista scandisce un rapporto con lo spazio circostante, con il luogo di lavoro, veicolando spunti e riflessioni differenti, impattando le percezioni di chi osserva. Sono presenti volti e figure antropomorfe, elementi e forme che richiamano la natura, animali, il tutto impostato con la specifica intenzione di smuovere, catturare e propagare emozioni differenti in funzione di una specifica tematica.
Alla base delle istallazioni dell’autore troviamo la volontà di analizzare l’attuale esistenza dell’uomo, in particolare l’interprete si concentra sul senso di isolamento continuo a cui, quotidianamente, siamo sottoposti. La volontà è quella di porre l’uomo al centro del dialogo, sia con l’ambiente ma soprattutto con se stesso, con le proprie fragilità ed emozioni. Un fare introspettivo quindi che stimola l’osservazione, schiude il mondo che ci siamo costruiti attorno, quello dei social, quello scandito da una incessante ed angosciante velocità.
Dal titolo “Incipit” quest’ultima fatica di Edoardo Tresoldi è realizzata per il progetto Meeting del Mare, curato da Simone Pallotta ed Antonio Oriente. Come lo stesso artista rivela ‘vale come una laurea in architettura’. L’idea alla base del progetto è quello di creare un impianto scultoreo profondamente interconnesso con l’architettura, attraverso il consueto linguaggio della trasparenza. Delicata e surreale, l’opera chiede letteralmente di essere abitata – l’interazione è qui davvero estrema – attraversata da parte a parte, vissuta con il naso al insù, scrutando il cielo ed ascoltando i personali stati d’animo. L’idea è quella di una architettura senza limiti, priva di limiti fisici, con i gabbiani a simboleggiare la libertà, trapassando le pareti delle torre, attraversando il tunnel, in uno slancio poetico rivolto verso il punto più alto del cielo.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e scrollate giù, dopo il salto tutte le immagini, dateci un occhiata!

Pics by Fabiano Caputo

Edoardo Tresoldi – New installation in Marina di Camerota

Anche Edoardo Tresoldi nei giorni scorsi si trovava a Marina di Camerota, l’artista Italiano ha nei giorni scorsi terminato di realizzare una nuova ed iconica installazione delle sue, ideale summa del percorso e della ricerca dell’autore.
La forza delle produzioni di Edoardo Tresoldi sta tutta nella capacità dell’interprete italiano di centrare e sviluppare una forte simbiosi con lo spettatore, un approccio altamente viscerale capace più che mai di stuzzicare le corde più sensibili di chi osserva. La propagazione di stimoli ed emozioni differenti, l’idea di connettersi alla realtà attraverso un approccio inedito, profondo ed altamente catartico, rappresentano le peculiarità di una stilistica che non smette di sorprenderci.
Lavorando attraverso corpose installazioni, innescando potenti giochi percettivi, tra vuoti e pieni, l’artista scandisce un rapporto con lo spazio circostante, con il luogo di lavoro, veicolando spunti e riflessioni differenti, impattando le percezioni di chi osserva. Sono presenti volti e figure antropomorfe, elementi e forme che richiamano la natura, animali, il tutto impostato con la specifica intenzione di smuovere, catturare e propagare emozioni differenti in funzione di una specifica tematica.
Alla base delle istallazioni dell’autore troviamo la volontà di analizzare l’attuale esistenza dell’uomo, in particolare l’interprete si concentra sul senso di isolamento continuo a cui, quotidianamente, siamo sottoposti. La volontà è quella di porre l’uomo al centro del dialogo, sia con l’ambiente ma soprattutto con se stesso, con le proprie fragilità ed emozioni. Un fare introspettivo quindi che stimola l’osservazione, schiude il mondo che ci siamo costruiti attorno, quello dei social, quello scandito da una incessante ed angosciante velocità.
Dal titolo “Incipit” quest’ultima fatica di Edoardo Tresoldi è realizzata per il progetto Meeting del Mare, curato da Simone Pallotta ed Antonio Oriente. Come lo stesso artista rivela ‘vale come una laurea in architettura’. L’idea alla base del progetto è quello di creare un impianto scultoreo profondamente interconnesso con l’architettura, attraverso il consueto linguaggio della trasparenza. Delicata e surreale, l’opera chiede letteralmente di essere abitata – l’interazione è qui davvero estrema – attraversata da parte a parte, vissuta con il naso al insù, scrutando il cielo ed ascoltando i personali stati d’animo. L’idea è quella di una architettura senza limiti, priva di limiti fisici, con i gabbiani a simboleggiare la libertà, trapassando le pareti delle torre, attraversando il tunnel, in uno slancio poetico rivolto verso il punto più alto del cielo.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e scrollate giù, dopo il salto tutte le immagini, dateci un occhiata!

Pics by Fabiano Caputo