GORGO

JAZ for Artmossphere Biennale of Urban Art

Tra gli artisti internazionali ospitati presso l’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca, c’è anche JAZ che ha proposto una nuova installazione.

Curato da Monica Campana, l’intervento di JAZ è una grande installazione – misura 160x300x120cm – che si rifà in parte al particolare filone della fusioni corporee che così profondamente ha caratterizzato l’operato dell’autore in strada. L’opera, dal titolo “Hidden Dictatorships”, rappresenta anzitutto l’opportunità di osservare l’interprete confrontarsi con un medium inedito e differente. Al tempo stesso l’intervento è un nuova e potente occasione di riflessione sull’America Latina e sulla Russia.

Come il titolo stesso dell’installazione suggerisce, JAZ riflette qui sulle fragili democrazie del Sud America al giorno d’oggi, andando infine a porre domande e questioni sulla eccessiva militarizzazione della Russia, paese ospitante la Biennale. L’ironico cavallo rovesciato, è interamente realizzato in poliuretano espanso, materiale questo altamente fragile e deperibile, in quella che diviene la perfetta rappresentazione effimera delle politiche dell’America Latina e dei venti di guerra Russi.

Dopo il salto, uno sguardo approfondito al lavoro proposto dal grande artista Argentino, dateci un occhiata e se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione, alcune dei lavori più interessanti proposti per la biennale Russa.

Thanks to The Artist for The Pics

JAZ for Artmossphere Biennale of Urban Art

Tra gli artisti internazionali ospitati presso l’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca, c’è anche JAZ che ha proposto una nuova installazione.

Curato da Monica Campana, l’intervento di JAZ è una grande installazione – misura 160x300x120cm – che si rifà in parte al particolare filone della fusioni corporee che così profondamente ha caratterizzato l’operato dell’autore in strada. L’opera, dal titolo “Hidden Dictatorships”, rappresenta anzitutto l’opportunità di osservare l’interprete confrontarsi con un medium inedito e differente. Al tempo stesso l’intervento è un nuova e potente occasione di riflessione sull’America Latina e sulla Russia.

Come il titolo stesso dell’installazione suggerisce, JAZ riflette qui sulle fragili democrazie del Sud America al giorno d’oggi, andando infine a porre domande e questioni sulla eccessiva militarizzazione della Russia, paese ospitante la Biennale. L’ironico cavallo rovesciato, è interamente realizzato in poliuretano espanso, materiale questo altamente fragile e deperibile, in quella che diviene la perfetta rappresentazione effimera delle politiche dell’America Latina e dei venti di guerra Russi.

Dopo il salto, uno sguardo approfondito al lavoro proposto dal grande artista Argentino, dateci un occhiata e se vi siete persi qualcosa, nella nostra sezione, alcune dei lavori più interessanti proposti per la biennale Russa.

Thanks to The Artist for The Pics