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Zilda – “Naples, L’Absurde et la Grâce” New Film

Da poco fuori l’ultimo progetto del grande Zilda, l’artista francese con base a Napoli presenta “Naples, L’Absurde et la Grâce” un film/documentario che vuole approfondire il particolare rapporto tra l’interprete, le sue opere e la città.
C’è un alchimia persistente ed a ritmo continuo che lega la città di Napoli e Zilda, l’abbiamo visto diverse volte, non si tratta unicamente di una scelta semplicemente lavorativa ma piuttosto di una precisa direzione che nasce come conseguenza dell’ispirazione che la città suscita nello stesso autore. Come svelatoci nel corso della nostra intervista (qui), la ricerca del luogo, dello spot perfetto rappresenta uno degli aspetti peculiari del percorso dell’interprete in strada, non c’è casualità, ma piuttosto una scelta sempre oculata che nasce da un costante vagare per i vicoli, per le strade ed i paesaggi urbani con l’autore che trova in un determinato luogo la giusta ispirazione per le sue splendide composizioni.
Da questo primo slancio produttivo parte la prerogativa tematica dei lavori dell’interprete, si tratta di un ritorno al passato nell’immagini e nei soggetti scelti, un classicismo atto però a contestualizzare quadri e dipinti all’interno delle quotidianità, dei problemi della società moderna, degli aspetti sociali e politici che stanno caratterizzando questi anni e che trovano attraverso questo preciso e particolare immaginario la loro stessa ciclicità storica. Da questo emerge la volontà di Zilda di offrirci una tematica fortemente riflessiva, il mostrarci come, nonostante i secoli, l’uomo continua a ripetere i propri errori, a mostrare le proprie debolezze interiori ed a percorre sempre e comunque la stessa strada attraverso epoche diverse e soggetti differenti. Cavalca l’onda catartica l’artista, lo fa mostrando il fianco alle differenti e sfaccettature dell’uomo e delle debolezze che lo affliggono mostrandocele attraverso le sue composizioni in totale simbiosi con il panorama al fine di aumentarne l’impatto visivo e viscerale, scuotendoci dal torpore ed animando pensieri e riflessioni, e ci piace eccome.
Con quest’ultima fatica ludica abbiamo l’opportunità di dare un occhiata alle fasi di lavorazione degli interventi, l’interprete ci prende per mano e ci porta tra i cunicoli della città, tra la gente, immersi in sensazioni e stati d’animo che sono la vivacità di Napoli riesce ad offrire, per un esperienza sensitiva prima che visiva.
Mettetevi, comodi e schiacciate play, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare quest’ultimo approfondimento su uno degli artisti che maggiormente apprezziamo, è tutto vostro e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Peut-on dire d’une ville qu’on la connaît ? A fortiori d’une ville-monde telle que Naples ? Žilda a arpenté les rues de Naples de long en large, il en a épuisé le moindre recoin. Dans l’église abandonnée Sacro Tempio della Scorziata, sur une porte rouillée de la Via Pedamentina San Martino, dans une impasse de la Sanita, sur le toit d’un immeuble du quartier du port… Une femme énigmatique, deux femmes qui se visitent ou une nonne dénudée… Une Meditazione, une Rinunciazione, une Visitazione… Loin du street-art, Žilda ne jette pas des propositions sur les murs, mais des pièces uniques, des peintures reprenant des tableaux oubliés, des peintres oubliés ; des pièces uniques conçues pour un lieu particulier de la ville. Žilda dialogue avec la ville et ses habitants, il en sonde la psychè, tissant un lien entre un monde ancien et la rumeur actuelle qui l’anime ; il crée une géographie intime de la ville, une connexion avec elle et ses habitants, qu’il faut sans cesse renouveler. Parce que l’art est mystère, un écho et une interrogation, parce que l’art, par essence, est à la fois éphémère et intemporel. Parce que la ville est toujours et jamais la même, parce que les murs parlent et que leurs paroles sont sans cesse recouvertes d’autres paroles, parce qu’à telle heure de la journée, à telle saison, un ange dans une impasse s’éveille le temps d’un rayon de soleil, parce que la nuit recouvre les marches qui descendent depuis San Martino vers les quartiers espagnols. Parce que la femme énigmatique est à présent plongée dans le noir, enfermée dans le Sacro Tempio della Scorziata, alors que son souvenir continue de hanter ceux sur qui elle a posés les yeux. Et que ce souvenir convoque ceux des autres œuvres de Žilda, qui ont fait, font et feront, corps avec Naples.” – Pierre Antoine Susini

Zilda – “Naples, L’Absurde et la Grâce” New Film

Da poco fuori l’ultimo progetto del grande Zilda, l’artista francese con base a Napoli presenta “Naples, L’Absurde et la Grâce” un film/documentario che vuole approfondire il particolare rapporto tra l’interprete, le sue opere e la città.
C’è un alchimia persistente ed a ritmo continuo che lega la città di Napoli e Zilda, l’abbiamo visto diverse volte, non si tratta unicamente di una scelta semplicemente lavorativa ma piuttosto di una precisa direzione che nasce come conseguenza dell’ispirazione che la città suscita nello stesso autore. Come svelatoci nel corso della nostra intervista (qui), la ricerca del luogo, dello spot perfetto rappresenta uno degli aspetti peculiari del percorso dell’interprete in strada, non c’è casualità, ma piuttosto una scelta sempre oculata che nasce da un costante vagare per i vicoli, per le strade ed i paesaggi urbani con l’autore che trova in un determinato luogo la giusta ispirazione per le sue splendide composizioni.
Da questo primo slancio produttivo parte la prerogativa tematica dei lavori dell’interprete, si tratta di un ritorno al passato nell’immagini e nei soggetti scelti, un classicismo atto però a contestualizzare quadri e dipinti all’interno delle quotidianità, dei problemi della società moderna, degli aspetti sociali e politici che stanno caratterizzando questi anni e che trovano attraverso questo preciso e particolare immaginario la loro stessa ciclicità storica. Da questo emerge la volontà di Zilda di offrirci una tematica fortemente riflessiva, il mostrarci come, nonostante i secoli, l’uomo continua a ripetere i propri errori, a mostrare le proprie debolezze interiori ed a percorre sempre e comunque la stessa strada attraverso epoche diverse e soggetti differenti. Cavalca l’onda catartica l’artista, lo fa mostrando il fianco alle differenti e sfaccettature dell’uomo e delle debolezze che lo affliggono mostrandocele attraverso le sue composizioni in totale simbiosi con il panorama al fine di aumentarne l’impatto visivo e viscerale, scuotendoci dal torpore ed animando pensieri e riflessioni, e ci piace eccome.
Con quest’ultima fatica ludica abbiamo l’opportunità di dare un occhiata alle fasi di lavorazione degli interventi, l’interprete ci prende per mano e ci porta tra i cunicoli della città, tra la gente, immersi in sensazioni e stati d’animo che sono la vivacità di Napoli riesce ad offrire, per un esperienza sensitiva prima che visiva.
Mettetevi, comodi e schiacciate play, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare quest’ultimo approfondimento su uno degli artisti che maggiormente apprezziamo, è tutto vostro e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Peut-on dire d’une ville qu’on la connaît ? A fortiori d’une ville-monde telle que Naples ? Žilda a arpenté les rues de Naples de long en large, il en a épuisé le moindre recoin. Dans l’église abandonnée Sacro Tempio della Scorziata, sur une porte rouillée de la Via Pedamentina San Martino, dans une impasse de la Sanita, sur le toit d’un immeuble du quartier du port… Une femme énigmatique, deux femmes qui se visitent ou une nonne dénudée… Une Meditazione, une Rinunciazione, une Visitazione… Loin du street-art, Žilda ne jette pas des propositions sur les murs, mais des pièces uniques, des peintures reprenant des tableaux oubliés, des peintres oubliés ; des pièces uniques conçues pour un lieu particulier de la ville. Žilda dialogue avec la ville et ses habitants, il en sonde la psychè, tissant un lien entre un monde ancien et la rumeur actuelle qui l’anime ; il crée une géographie intime de la ville, une connexion avec elle et ses habitants, qu’il faut sans cesse renouveler. Parce que l’art est mystère, un écho et une interrogation, parce que l’art, par essence, est à la fois éphémère et intemporel. Parce que la ville est toujours et jamais la même, parce que les murs parlent et que leurs paroles sont sans cesse recouvertes d’autres paroles, parce qu’à telle heure de la journée, à telle saison, un ange dans une impasse s’éveille le temps d’un rayon de soleil, parce que la nuit recouvre les marches qui descendent depuis San Martino vers les quartiers espagnols. Parce que la femme énigmatique est à présent plongée dans le noir, enfermée dans le Sacro Tempio della Scorziata, alors que son souvenir continue de hanter ceux sur qui elle a posés les yeux. Et que ce souvenir convoque ceux des autres œuvres de Žilda, qui ont fait, font et feront, corps avec Naples.” – Pierre Antoine Susini