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Wisteria Autogena: L’installazione metrobotanica di Giorgio Bartocci e Matteo Foschi

In occasione del Fuori Salone 2018 Giorgio Bartocci e il garden designer Matteo Foschi hanno presentato all’interno dell’Odd Garden di Milano “Wisteria Autogena”, un’installazione site-specific che unisce arte e natura.

L’intervento combina il comune background dei due artisti con le loro diverse e attuali attività. Giorgio Bartocci porta avanti una ricerca artistica legata all’espressività, alla volontà di tracciare un personale spaccato di tutte quelle sfaccettature emotive, viscerali e personali che caratterizzano ciascuno di noi.
Matteo Foschi è invece un garden designer legato da sempre al mondo dell’arte urbana, disciplina da cui trae tra l’altro ispirazione per lo sviluppo delle sue realizzazioni e composizioni.

Da una parte troviamo quindi la materia naturale e grezza di un grosso tronco di glicine (Wisteria) sospeso grazie a delle catene, dall’altra le sculture realizzate con il legno che la definiscono e la contengono esaltando al tempo stesso il concetto di arte metrobotanica.
Alla base del progetto la volontà di unire elementi artistici e presenza vegetale attraverso un continuo dialogo e contrasto. Il tempo che passa viene scandito dal costante mutamento degli elementi, dalla crescita delle piante che sovrappone e rimpiazza gli elementi inanimati che invece deteriorano nel corso del tempo.

Photo Credit: Dave Renoldi

Wisteria Autogena: L’installazione metrobotanica di Giorgio Bartocci e Matteo Foschi

In occasione del Fuori Salone 2018 Giorgio Bartocci e il garden designer Matteo Foschi hanno presentato all’interno dell’Odd Garden di Milano “Wisteria Autogena”, un’installazione site-specific che unisce arte e natura.

L’intervento combina il comune background dei due artisti con le loro diverse e attuali attività. Giorgio Bartocci porta avanti una ricerca artistica legata all’espressività, alla volontà di tracciare un personale spaccato di tutte quelle sfaccettature emotive, viscerali e personali che caratterizzano ciascuno di noi.
Matteo Foschi è invece un garden designer legato da sempre al mondo dell’arte urbana, disciplina da cui trae tra l’altro ispirazione per lo sviluppo delle sue realizzazioni e composizioni.

Da una parte troviamo quindi la materia naturale e grezza di un grosso tronco di glicine (Wisteria) sospeso grazie a delle catene, dall’altra le sculture realizzate con il legno che la definiscono e la contengono esaltando al tempo stesso il concetto di arte metrobotanica.
Alla base del progetto la volontà di unire elementi artistici e presenza vegetale attraverso un continuo dialogo e contrasto. Il tempo che passa viene scandito dal costante mutamento degli elementi, dalla crescita delle piante che sovrappone e rimpiazza gli elementi inanimati che invece deteriorano nel corso del tempo.

Photo Credit: Dave Renoldi