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GORGO

This art is too smart: Waone Interesni Kazki da Galleria VARSI

“Non ho mai fatto scelte semplici, perché erano troppo noiose. Ho smesso di dipingere graffiti perché era troppo facile; poi ho mollato lo spray e sono passato all’acrilico e ai pennelli per lo stesso motivo, finendo col dipingere murales bianchi e neri in migliaia di linee e di pennellate. Ho sempre cercato le composizioni più complesse con un livello frattale di dettagli, ispirandomi agli antichi maestri. Ho creato un universo surreale e multi simbolico ispirato a scienza, natura, magia e pratiche spirituali (ho anche preso un’iniziazione). Il passaggio dal semplice al complesso è sempre stato l’obiettivo della mia arte e del mio stile di vita. Mi sono sentito dire, da chi rifiutava una mia collaborazione, che la mia arte era troppo elegante. Da allora il mio sogno è diventato di rendere l’arte raffinata accettabile a tutti!”- Waone

Si presenta così Vladimir Manzhos, aka Waone, l’artista, ex membro del duo ucraino Interesni Kazki, è il protagonista dell’ultima mostra della Galleria Varsi di Roma: This art is too smart.
Lo show ospita una selezione di disegni, opere in acrilico, inchiostro e gouache su tela realizzate negli ultimi anni, alcune ispirate ai murales dipinti dall’artista in giro per il mondo, altre inedite e dipinte proprio in occasione di questa personale. Presente inoltre un opera in realtà aumentata (Jump through time) che, grazie all’utilizzo di un’apposita App, anima la pittura e crea una narrazione in tre dimensioni.

La mostra è l’opportunità per immergerci all’interno dell’immaginario di Waone fatto di elementi mistici, esoterici, religiosi, mitologici e storici. Un simbolismo direttamente riconducibile alla collezione paterna di arte locale e icone ortodosse il cui simbolismo millenario, il tratto netto e deciso, ne hanno influenzato l’immaginario artistico.
Se vi trovate in zona c’è tempo fino al 12 Gennaio per andare a darci un occhiata di persona.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta, 38
00186 Roma

Photo credit: TheBlindEyeFactory

This art is too smart: Waone Interesni Kazki da Galleria VARSI

“Non ho mai fatto scelte semplici, perché erano troppo noiose. Ho smesso di dipingere graffiti perché era troppo facile; poi ho mollato lo spray e sono passato all’acrilico e ai pennelli per lo stesso motivo, finendo col dipingere murales bianchi e neri in migliaia di linee e di pennellate. Ho sempre cercato le composizioni più complesse con un livello frattale di dettagli, ispirandomi agli antichi maestri. Ho creato un universo surreale e multi simbolico ispirato a scienza, natura, magia e pratiche spirituali (ho anche preso un’iniziazione). Il passaggio dal semplice al complesso è sempre stato l’obiettivo della mia arte e del mio stile di vita. Mi sono sentito dire, da chi rifiutava una mia collaborazione, che la mia arte era troppo elegante. Da allora il mio sogno è diventato di rendere l’arte raffinata accettabile a tutti!”- Waone

Si presenta così Vladimir Manzhos, aka Waone, l’artista, ex membro del duo ucraino Interesni Kazki, è il protagonista dell’ultima mostra della Galleria Varsi di Roma: This art is too smart.
Lo show ospita una selezione di disegni, opere in acrilico, inchiostro e gouache su tela realizzate negli ultimi anni, alcune ispirate ai murales dipinti dall’artista in giro per il mondo, altre inedite e dipinte proprio in occasione di questa personale. Presente inoltre un opera in realtà aumentata (Jump through time) che, grazie all’utilizzo di un’apposita App, anima la pittura e crea una narrazione in tre dimensioni.

La mostra è l’opportunità per immergerci all’interno dell’immaginario di Waone fatto di elementi mistici, esoterici, religiosi, mitologici e storici. Un simbolismo direttamente riconducibile alla collezione paterna di arte locale e icone ortodosse il cui simbolismo millenario, il tratto netto e deciso, ne hanno influenzato l’immaginario artistico.
Se vi trovate in zona c’è tempo fino al 12 Gennaio per andare a darci un occhiata di persona.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta, 38
00186 Roma

Photo credit: TheBlindEyeFactory