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GORGO

Velvet & Zoer “L’état limite” at Kaikai Kiki Gallery (Recap)

Continua il sodalizio tra Velvet & Zoer, i due interpreti si spostano a Tokyo dove nelle scorse settimane hanno aperto “L’état limite”, nuova co-esibizione con in mostra all’interno degli spazi della Kaikai Kiki Gallery.
Parte del Geisai Project, progetto artistico curato dal grande Takashi Murakami, questa nuova esibizione fa seguito a quella presentata da Nawer giusti qualche settimana addietro (Covered), e vede i due interpreti ancora una volta interagire tra loro sotto una comune ottica stilistica.
Ci siamo spesso soffermati sul valore delle produzioni dei due interpreti, Velvet & Zoer, la ricerca del senso, la capacità di estraniarsi dalla realtà, commutando al tempo stesso elementi, panorami e visioni capaci di attecchire al reale, trasformandone però la struttura e la metrica visiva. È questo il cuore delle produzioni firmate dai due autori. Non si tratta di un processo nato per caso, rappresenta come sempre il risultato di un percorso cadenzato da fascinazioni personali, dalle esperienze di vita e dagli studi accademici. Entrambi gli autori sono affascinati dalla realtà, si affacciano ad essa come spettatori in quella che diviene una finestra sul mondo, una rigorosa osservazione di ciò che li circonda. Gli interpreti catturano l’essenza, un ricordo intimo e un paesaggio ammirato, i cantieri di demolizione, i paesaggi marittimi ed industriali, divengono stimoli primordiali per creare un universo crepuscolare tra realtà e fantasia, narrazione e astrazione, pragmatismo e sensibilità. Non si tratta quindi di una mera raffigurazione, gli autori si interrogano sulla funzione degli oggetti e delle architetture, sui paradossi generati dagli stessi, sulla violenza percettiva di forme e visioni urbani contrapposte ad una pittura delicata, equilibrata e poetica. Tra disordine, caos ed equilibrio statico, le immagini generata dagli artisti cavalcano l’idea di un realismo utopico, dove lo spettatore è incentivato a lasciarsi andare alla fantasia, dove i soggetti vengono commutati, trasformati e rielaborati in funzione di un nuovo e differente punto di vista.
Quella che emerge è quindi un ricerca sfaccettata, un esperienza percettiva capace di trascinarci all’interno di un universo conosciuto, eppure così dannatamente inedito, un interruzione visiva che sa di catarsi emotiva.
Quest’ultima esibizione di Velvet & Zoer raccoglie appieno gli stimoli del lavori dei due interpreti, un immersione totale tra gradi tele e disegni, capaci ancora una volta di lasciarci interdetti.
In attesa di tornare a mostrarvi il lavoro in strada degli artisti, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dal duo, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via Graffuturism

Velvet & Zoer “L’état limite” at Kaikai Kiki Gallery (Recap)

Continua il sodalizio tra Velvet & Zoer, i due interpreti si spostano a Tokyo dove nelle scorse settimane hanno aperto “L’état limite”, nuova co-esibizione con in mostra all’interno degli spazi della Kaikai Kiki Gallery.
Parte del Geisai Project, progetto artistico curato dal grande Takashi Murakami, questa nuova esibizione fa seguito a quella presentata da Nawer giusti qualche settimana addietro (Covered), e vede i due interpreti ancora una volta interagire tra loro sotto una comune ottica stilistica.
Ci siamo spesso soffermati sul valore delle produzioni dei due interpreti, Velvet & Zoer, la ricerca del senso, la capacità di estraniarsi dalla realtà, commutando al tempo stesso elementi, panorami e visioni capaci di attecchire al reale, trasformandone però la struttura e la metrica visiva. È questo il cuore delle produzioni firmate dai due autori. Non si tratta di un processo nato per caso, rappresenta come sempre il risultato di un percorso cadenzato da fascinazioni personali, dalle esperienze di vita e dagli studi accademici. Entrambi gli autori sono affascinati dalla realtà, si affacciano ad essa come spettatori in quella che diviene una finestra sul mondo, una rigorosa osservazione di ciò che li circonda. Gli interpreti catturano l’essenza, un ricordo intimo e un paesaggio ammirato, i cantieri di demolizione, i paesaggi marittimi ed industriali, divengono stimoli primordiali per creare un universo crepuscolare tra realtà e fantasia, narrazione e astrazione, pragmatismo e sensibilità. Non si tratta quindi di una mera raffigurazione, gli autori si interrogano sulla funzione degli oggetti e delle architetture, sui paradossi generati dagli stessi, sulla violenza percettiva di forme e visioni urbani contrapposte ad una pittura delicata, equilibrata e poetica. Tra disordine, caos ed equilibrio statico, le immagini generata dagli artisti cavalcano l’idea di un realismo utopico, dove lo spettatore è incentivato a lasciarsi andare alla fantasia, dove i soggetti vengono commutati, trasformati e rielaborati in funzione di un nuovo e differente punto di vista.
Quella che emerge è quindi un ricerca sfaccettata, un esperienza percettiva capace di trascinarci all’interno di un universo conosciuto, eppure così dannatamente inedito, un interruzione visiva che sa di catarsi emotiva.
Quest’ultima esibizione di Velvet & Zoer raccoglie appieno gli stimoli del lavori dei due interpreti, un immersione totale tra gradi tele e disegni, capaci ancora una volta di lasciarci interdetti.
In attesa di tornare a mostrarvi il lavoro in strada degli artisti, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dal duo, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics via Graffuturism