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GORGO

Tybet – A Series of New Murals

Andiamo, finalmente e con piacere, ad approfondire il lavoro di Tybet, l’artista italiano, parte del collettivo Turbosafary, ha da poco terminato di realizzare questa nuova infornata di lavori, tutti dipinti all’interno di cascine e vecchie fabbriche abbandonate nei dintorni del Lodigiano.
Diciamolo subito, era un po’ che volevamo parlarvi del lavoro dell’interprete, completamente assorti all’interno di un impostazione estetica assolutamente spontanea, figlia di una peculiare ricerca pittorica. Non è semplice scardinare la chiave di lettura delle produzioni firmate dall’artista, c’è qualcosa di intrinsecamente personale che dirige il tratto, le linee e gli elementi gestuali che fanno capolino sulle superfici di lavoro. Esiste la volontà dell’autore di lavorare in modo istintivo, attraverso un impulso (quasi) terapeutico, altamente sperimentale, con il quale sfogare e far rimbalzare nell’ambiente le personali emotività e sensazioni del momento. Ad accompagnare un processo che, inevitabilmente diviene legato al momento, allo spazio, ed agli stimoli che lo stesso trasmette all’artista, troviamo una pittura astratta votata ad una sintesi estrema. Le figure sviluppate dall’interprete richiamano un immaginario organico, elementi naturali che, raccolti e rielaborati attraverso un principio di sintesi estrema, prendono forma e sostanza per mezzo di un aspetto ‘crudo’, incisivo, ‘sporco’ in totale simbiosi con gli spazi di lavoro prediletti. In questo senso Tybet sente il fascino dei luoghi abbandonati, della scoperta, delle pareti scrostate dove agenti atmosferici e naturali hanno compiuto il loro corso, dove la natura tenta di soggiogare il cemento. Parte da qui l’autore, si connette idealmente con questi ambienti, ricercando pareti e struttura in forte stato decadente, sviluppando un corpo di lavoro in cui sceglie di affidarsi a spray e colori guasti, il tutto con lo scopo di creare quell’effetto pennarello scolorito che così tanto caratterizza le sue produzioni e che, da parte nostra, non potevamo che apprezzare.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Tybet – A Series of New Murals

Andiamo, finalmente e con piacere, ad approfondire il lavoro di Tybet, l’artista italiano, parte del collettivo Turbosafary, ha da poco terminato di realizzare questa nuova infornata di lavori, tutti dipinti all’interno di cascine e vecchie fabbriche abbandonate nei dintorni del Lodigiano.
Diciamolo subito, era un po’ che volevamo parlarvi del lavoro dell’interprete, completamente assorti all’interno di un impostazione estetica assolutamente spontanea, figlia di una peculiare ricerca pittorica. Non è semplice scardinare la chiave di lettura delle produzioni firmate dall’artista, c’è qualcosa di intrinsecamente personale che dirige il tratto, le linee e gli elementi gestuali che fanno capolino sulle superfici di lavoro. Esiste la volontà dell’autore di lavorare in modo istintivo, attraverso un impulso (quasi) terapeutico, altamente sperimentale, con il quale sfogare e far rimbalzare nell’ambiente le personali emotività e sensazioni del momento. Ad accompagnare un processo che, inevitabilmente diviene legato al momento, allo spazio, ed agli stimoli che lo stesso trasmette all’artista, troviamo una pittura astratta votata ad una sintesi estrema. Le figure sviluppate dall’interprete richiamano un immaginario organico, elementi naturali che, raccolti e rielaborati attraverso un principio di sintesi estrema, prendono forma e sostanza per mezzo di un aspetto ‘crudo’, incisivo, ‘sporco’ in totale simbiosi con gli spazi di lavoro prediletti. In questo senso Tybet sente il fascino dei luoghi abbandonati, della scoperta, delle pareti scrostate dove agenti atmosferici e naturali hanno compiuto il loro corso, dove la natura tenta di soggiogare il cemento. Parte da qui l’autore, si connette idealmente con questi ambienti, ricercando pareti e struttura in forte stato decadente, sviluppando un corpo di lavoro in cui sceglie di affidarsi a spray e colori guasti, il tutto con lo scopo di creare quell’effetto pennarello scolorito che così tanto caratterizza le sue produzioni e che, da parte nostra, non potevamo che apprezzare.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi invitiamo a dare un occhiata alle immagini in calce, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics