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THE BOOST – Matteo Perazzoli

THE BOOST nasce dalla voglia di raccontarvi quella che è la grande scena artistica italiana, in questa rubrica cercheremo di proporvi artisti dotati ma poco conosciuti al grande pubblico. Uno spazio che vogliamo dedicare a coloro che ci hanno colpito per capacità e stile personale, andando poi seguirne l’evoluzione nel corso del tempo.

Primo appuntamento con MATTEO PERAZZOLI

Si avete letto bene c’è scritto DREAM MERDA, abbiamo voluto aprire così questa rubrica, una semplice frase ma dalla forza netta ed esplosiva nella sua semplicità.
DREAM MERDA, può essere intesa come una frase di augurio in un esistenza felice e spensierata, oppure un ironico e tagliente messaggio che si pone in netto contrasto con il consumismo sfrenato e il possesso che caratterizza la società moderna, o semplicemente quello c’è scritto, sognare merda, niente di più niente di meno.
Matteo Perazzoli non si nasconde dietro troppi giri di parole, la sua concezione di fare arte deriva da un concetto molto semplice “Le persone artisticamente più brave sono le persone più semplici”, questo suo pensiero è chiaro e fruibile in quello che propone, semplice, diretto e lineare, arriva subito al sodo dicendo quello che ha da dire.
Che si tratti di una figura o di frasi non importa, non ci sono ghirigori da dover interpretare ma piuttosto una spiazzate verità da osservare cosi come è.
Matteo parte da un background di graffiti artist nei primi anni ’90, era l’esplosione del movimento in Italia, e lui, nella sua Verona, prende possesso di muri e spazi con il suo tag Intro.

Come spesso accade, un mezzo così sovradimensionato spesso può portare ad un cambiamento netto e totale, Matteo non si rispecchia nei graffiti e così arrivano le prime sperimentazioni con l’idea di ridurre il più possibile il medium scritto al fine di arrivare ad una semplicità che possa però esprimere qualcosa. Non si pone limiti utilizza praticamente qualsiasi strumento andando a sperimentare diversi stili ed utilizzando diversi medium, si passa dalle bombolette, pennelli, rulli, stencil, paste-up.

Ed ecco quindi ad un approdo più maturo, un punto d’arrivo in cui l’artista inizia ad utilizzare forme ed immagini per trasmettere sensazioni e stati d’animo. In questo contesto a farla da padroni sono le forme stilizzate dei volti umani oppure i cuori anche essi stilizzati, le immagini sembrano disegnate da qualche dispettoso ragazzo che si è divertito con la bomboletta, ma risultano facilmente interpretabili da chi le osserva. Lo spettatore si ritrova in quelle linee semplici e dense di significato.

Il background da graffiti artist, la ricerca costante di un mezzo semplice e con un impatto con il quale veicolare la propria arte hanno portato al passo successivo.
Matteo passa quindi ad un approccio più illustrativo, tenendo comunque la strada come forte fonte d’ispirazione.
I lavori successivi sono caratterizzati da un disegno estremamente pulito, affiancato da un intelligente uso di colori, le lettere trovano ancora una volta il proprio posto andando a rafforzare il disegno o diventandone spesso corpo interno.

Quello che ci ha colpiti quando abbiamo avuto il piacere di conoscere Matteo è l’incredibile capacità di trovarsi a proprio agio con qualsiasi medium, l’artista che si tratti di pareti, carta, magliette dimostra di saperci fare e molto bene anche.
Il suo immaginario si fonde prepotentemente con gli anni passati in strada creando un mix semplice ed alla portata di chiunque abbia il piacere di trovarcisi di fronte.
Matteo attualmente vive e lavora a Verona dove ha aperto un proprio studio, qui collabora con agenzie, riviste e case editrici curandone ovviamente l’aspetto grafico ed artistico.

www.matteoperazzoli.com

THE BOOST – Matteo Perazzoli

THE BOOST nasce dalla voglia di raccontarvi quella che è la grande scena artistica italiana, in questa rubrica cercheremo di proporvi artisti dotati ma poco conosciuti al grande pubblico. Uno spazio che vogliamo dedicare a coloro che ci hanno colpito per capacità e stile personale, andando poi seguirne l’evoluzione nel corso del tempo.

Primo appuntamento con MATTEO PERAZZOLI

Si avete letto bene c’è scritto DREAM MERDA, abbiamo voluto aprire così questa rubrica, una semplice frase ma dalla forza netta ed esplosiva nella sua semplicità.
DREAM MERDA, può essere intesa come una frase di augurio in un esistenza felice e spensierata, oppure un ironico e tagliente messaggio che si pone in netto contrasto con il consumismo sfrenato e il possesso che caratterizza la società moderna, o semplicemente quello c’è scritto, sognare merda, niente di più niente di meno.
Matteo Perazzoli non si nasconde dietro troppi giri di parole, la sua concezione di fare arte deriva da un concetto molto semplice “Le persone artisticamente più brave sono le persone più semplici”, questo suo pensiero è chiaro e fruibile in quello che propone, semplice, diretto e lineare, arriva subito al sodo dicendo quello che ha da dire.
Che si tratti di una figura o di frasi non importa, non ci sono ghirigori da dover interpretare ma piuttosto una spiazzate verità da osservare cosi come è.
Matteo parte da un background di graffiti artist nei primi anni ’90, era l’esplosione del movimento in Italia, e lui, nella sua Verona, prende possesso di muri e spazi con il suo tag Intro.

Come spesso accade, un mezzo così sovradimensionato spesso può portare ad un cambiamento netto e totale, Matteo non si rispecchia nei graffiti e così arrivano le prime sperimentazioni con l’idea di ridurre il più possibile il medium scritto al fine di arrivare ad una semplicità che possa però esprimere qualcosa. Non si pone limiti utilizza praticamente qualsiasi strumento andando a sperimentare diversi stili ed utilizzando diversi medium, si passa dalle bombolette, pennelli, rulli, stencil, paste-up.

Ed ecco quindi ad un approdo più maturo, un punto d’arrivo in cui l’artista inizia ad utilizzare forme ed immagini per trasmettere sensazioni e stati d’animo. In questo contesto a farla da padroni sono le forme stilizzate dei volti umani oppure i cuori anche essi stilizzati, le immagini sembrano disegnate da qualche dispettoso ragazzo che si è divertito con la bomboletta, ma risultano facilmente interpretabili da chi le osserva. Lo spettatore si ritrova in quelle linee semplici e dense di significato.

Il background da graffiti artist, la ricerca costante di un mezzo semplice e con un impatto con il quale veicolare la propria arte hanno portato al passo successivo.
Matteo passa quindi ad un approccio più illustrativo, tenendo comunque la strada come forte fonte d’ispirazione.
I lavori successivi sono caratterizzati da un disegno estremamente pulito, affiancato da un intelligente uso di colori, le lettere trovano ancora una volta il proprio posto andando a rafforzare il disegno o diventandone spesso corpo interno.

Quello che ci ha colpiti quando abbiamo avuto il piacere di conoscere Matteo è l’incredibile capacità di trovarsi a proprio agio con qualsiasi medium, l’artista che si tratti di pareti, carta, magliette dimostra di saperci fare e molto bene anche.
Il suo immaginario si fonde prepotentemente con gli anni passati in strada creando un mix semplice ed alla portata di chiunque abbia il piacere di trovarcisi di fronte.
Matteo attualmente vive e lavora a Verona dove ha aperto un proprio studio, qui collabora con agenzie, riviste e case editrici curandone ovviamente l’aspetto grafico ed artistico.

www.matteoperazzoli.com