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Tellas e Imos allo Strike – Spazio Pubblico Autogestito di Roma

La notte tra il 17 e 18 Ottobre 2002 un corteo di 5000 persone tra studenti/esse, precari/e e migranti attraversa le strade di Roma. Inizia così la storia dello Strike – Spazio Pubblico Autogestito di Casal Bertone a Roma, con uno sciopero e una presa di coscienza che, durante le ore della notte, porta all’occupazione di uno spazio privato e abbandonato da diversi anni. Doveva essere un occupazione dimostrativa di tre giorni ma si è rapidamente trasformata in fucina di idee e progetti aperti a e per tutti e tutte e che vanno avanti da ormai 16 anni.

È in questo contesto che nasce la collaborazione tra Tellas e Imos. La pittura che riporta l’arte urbana e i due artisti all’interno di mura ‘amiche’ piuttosto che in quelle ben delimitate e rigide dei contenitori istituzionalizzati, delle commissioni e più in generale dei muri legali.
La pittura parte dall’idea di miscelare l’estetica e la ricerca dei due artisti in un unico lavoro. Nel risultato finale troviamo quindi sia gli elementi naturali e le forme astratte tipiche dell’immaginario di Tellas, sia le composizioni e colori legati ad un estetica vicina alla psichedelia degli anni ’70 appartenenti al lavoro di Imos, uno dei writers più influenti e importanti degli ultimi 10 anni a Roma, in Italia ed Europa.

Tellas e Imos allo Strike – Spazio Pubblico Autogestito di Roma

La notte tra il 17 e 18 Ottobre 2002 un corteo di 5000 persone tra studenti/esse, precari/e e migranti attraversa le strade di Roma. Inizia così la storia dello Strike – Spazio Pubblico Autogestito di Casal Bertone a Roma, con uno sciopero e una presa di coscienza che, durante le ore della notte, porta all’occupazione di uno spazio privato e abbandonato da diversi anni. Doveva essere un occupazione dimostrativa di tre giorni ma si è rapidamente trasformata in fucina di idee e progetti aperti a e per tutti e tutte e che vanno avanti da ormai 16 anni.

È in questo contesto che nasce la collaborazione tra Tellas e Imos. La pittura che riporta l’arte urbana e i due artisti all’interno di mura ‘amiche’ piuttosto che in quelle ben delimitate e rigide dei contenitori istituzionalizzati, delle commissioni e più in generale dei muri legali.
La pittura parte dall’idea di miscelare l’estetica e la ricerca dei due artisti in un unico lavoro. Nel risultato finale troviamo quindi sia gli elementi naturali e le forme astratte tipiche dell’immaginario di Tellas, sia le composizioni e colori legati ad un estetica vicina alla psichedelia degli anni ’70 appartenenti al lavoro di Imos, uno dei writers più influenti e importanti degli ultimi 10 anni a Roma, in Italia ed Europa.