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SPY – New Piece for Nuit Blanche in Paris, France

Ci spostiamo a Parigi, tra i gradi artisti coinvolti per i lavori in occasione de La Nuit Blanche, c’è anche SPY, l’interprete ha da poco terminato di dipingere questa grande parete proponendo uno dei suoi iconici ed irriverenti interventi.
Il fascino dei lavori di SPY risiede tutto nella capacità dell’autore di sperimentare e comporre un alfabeto visivo capace di abbracciare differenti medium, dalle installazione alla pittura vera e propria, l’autore ha dimostrato di portare avanti un percorso dove la ricerca del tema, ma sopratutto lo stimolo riflessivo dello stesso ne rappresentano il principale slancio.
Profondamente legato a temi di attualità siano essi sociali, politici o spesso economici, l’interprete si muove attraverso differenti medium per sviluppare il proprio personale dialogo con la gente, lo spettatore diventa così parte integrante dello spettacolo finale che si avvale di strumenti ed idee spesso inusuali a tratti anche concettuali per portare la propria riflessione dinnanzi agli occhi della massa. È il dialogo costante e ricercato attraverso una differenziazione negli strumenti e nelle tematiche e dei modi scelti, il vero e proprio punto di forza, la peculiarità di SPY, attraverso un portare al limite situazioni così come le immagini, l’artista riesce ad impattare la mente ed i pensieri di coloro che si imbattono nel suo operato.
L’opera realizzata per il progetto parigino dal titolo “I’m not a real artist” rappresenta l’ennesima diretta presa di posizione dell’interprete, SPY gioca con l’etichetta di artista andando a proporre una sotto-trama visiva capace proprio di rivendicare la sua appartenenza alla strada.
Il valore effimero degli interventi proposti all’interno di una dinamica come l’arte urbana, si sta indubbiamente perdendo, i festival ed i progetti in questo senso stanno lavorando per mantenere le opere in un determinato contesto, l’interprete quindi reagisce proponendo un lavoro che rompe proprio questo circolo prendendosi per certi versi gioco dello stesso ‘sistema’. Il lavoro proposto all’interno dell’evento Francese, viene infatti realizzato attraverso una particolare vernice che cattura la luce, questa quindi durante il giorno risulterà quasi totalmente impercettibile, mente la notte, dopo aver appunto raccolto i raggi del sole o gli appositi fari puntati sulla stessa parete, emergerà dagli spazi segnalando la propria presenza. Si tratta di un intelligente gioco tra tangibile, visibile ed irreale, celato alla vista, per mezzo di una frase che rappresenta al tempo stesso un cortocircuito bello e buono.
Null’altro da aggiungere, come sempre a supporto del nostro testo potete trovare una ricca galleria con gli scatti finale dell’opera ed alcune immagini durante le fasi di realizzazione della stessa, dateci un occhiata!

Pics by The Artist

SPY – New Piece for Nuit Blanche in Paris, France

Ci spostiamo a Parigi, tra i gradi artisti coinvolti per i lavori in occasione de La Nuit Blanche, c’è anche SPY, l’interprete ha da poco terminato di dipingere questa grande parete proponendo uno dei suoi iconici ed irriverenti interventi.
Il fascino dei lavori di SPY risiede tutto nella capacità dell’autore di sperimentare e comporre un alfabeto visivo capace di abbracciare differenti medium, dalle installazione alla pittura vera e propria, l’autore ha dimostrato di portare avanti un percorso dove la ricerca del tema, ma sopratutto lo stimolo riflessivo dello stesso ne rappresentano il principale slancio.
Profondamente legato a temi di attualità siano essi sociali, politici o spesso economici, l’interprete si muove attraverso differenti medium per sviluppare il proprio personale dialogo con la gente, lo spettatore diventa così parte integrante dello spettacolo finale che si avvale di strumenti ed idee spesso inusuali a tratti anche concettuali per portare la propria riflessione dinnanzi agli occhi della massa. È il dialogo costante e ricercato attraverso una differenziazione negli strumenti e nelle tematiche e dei modi scelti, il vero e proprio punto di forza, la peculiarità di SPY, attraverso un portare al limite situazioni così come le immagini, l’artista riesce ad impattare la mente ed i pensieri di coloro che si imbattono nel suo operato.
L’opera realizzata per il progetto parigino dal titolo “I’m not a real artist” rappresenta l’ennesima diretta presa di posizione dell’interprete, SPY gioca con l’etichetta di artista andando a proporre una sotto-trama visiva capace proprio di rivendicare la sua appartenenza alla strada.
Il valore effimero degli interventi proposti all’interno di una dinamica come l’arte urbana, si sta indubbiamente perdendo, i festival ed i progetti in questo senso stanno lavorando per mantenere le opere in un determinato contesto, l’interprete quindi reagisce proponendo un lavoro che rompe proprio questo circolo prendendosi per certi versi gioco dello stesso ‘sistema’. Il lavoro proposto all’interno dell’evento Francese, viene infatti realizzato attraverso una particolare vernice che cattura la luce, questa quindi durante il giorno risulterà quasi totalmente impercettibile, mente la notte, dopo aver appunto raccolto i raggi del sole o gli appositi fari puntati sulla stessa parete, emergerà dagli spazi segnalando la propria presenza. Si tratta di un intelligente gioco tra tangibile, visibile ed irreale, celato alla vista, per mezzo di una frase che rappresenta al tempo stesso un cortocircuito bello e buono.
Null’altro da aggiungere, come sempre a supporto del nostro testo potete trovare una ricca galleria con gli scatti finale dell’opera ed alcune immagini durante le fasi di realizzazione della stessa, dateci un occhiata!

Pics by The Artist