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GORGO

SPY for NUART Festival 2016

Per questa edizione del NUART Festival di Stavanger in Norvegia, c’è anche SPY che ha da poco terminato questa nuove ed iconica pittura.
SPY porta avanti una peculiare riflessione sulla società moderna, sulle sue contraddizioni, attraverso un approccio estetico, capace di utilizzare medium differenti, dalla pittura all’installazione, arrivando infine agli interventi più ‘estremi’ (qui un assaggio). L’operato dell’artista è legato a doppio filo alla strada, quest’ultima diviene parte attiva del processo e del risultato finale, con l’interprete concentrato nello sviluppare potenti riflessioni e stoccate su tematiche sociali, economiche, politiche e personali.
L’abilità dell’autore è quella di lavorare attraverso una forte carica ironica, sviluppando potenti analogie in grado di ben sostenere il carico riflessivo dell’intervento.
Per la rassegna Norvegese, SPY realizza una nuova pittura, che segue l’intervento realizzato per l’edizione del 2014 (Covered). L’autore dipinge la parola “ALIVE” (vivo) sulla superfice esterna di un grande magazzino abbandonato. La particolare posizione della struttura, che si trova di fronte ad un grande bacino d’acqua, permette all’artista di giocare con lo specchio d’acqua, ribaltando la scritta, che diviene quindi leggibile unicamente guardandolo. L’opera è una nuova riflessione sullo stato di crisi della società, sulla grande presenza di edifici abbandonati, simbolo e sintomo dei problemi economici di questo particolare momento storico. L’interprete dà quindi una sorta di nuova vita all’edificio, quasi conferendogli parola e proiettandone la fisicità all’interno del paesaggio circostante e dell’ambiente cittadino.

Pics via The Festival
Second pic by Brian Tallman

SPY for NUART Festival 2016

Per questa edizione del NUART Festival di Stavanger in Norvegia, c’è anche SPY che ha da poco terminato questa nuove ed iconica pittura.
SPY porta avanti una peculiare riflessione sulla società moderna, sulle sue contraddizioni, attraverso un approccio estetico, capace di utilizzare medium differenti, dalla pittura all’installazione, arrivando infine agli interventi più ‘estremi’ (qui un assaggio). L’operato dell’artista è legato a doppio filo alla strada, quest’ultima diviene parte attiva del processo e del risultato finale, con l’interprete concentrato nello sviluppare potenti riflessioni e stoccate su tematiche sociali, economiche, politiche e personali.
L’abilità dell’autore è quella di lavorare attraverso una forte carica ironica, sviluppando potenti analogie in grado di ben sostenere il carico riflessivo dell’intervento.
Per la rassegna Norvegese, SPY realizza una nuova pittura, che segue l’intervento realizzato per l’edizione del 2014 (Covered). L’autore dipinge la parola “ALIVE” (vivo) sulla superfice esterna di un grande magazzino abbandonato. La particolare posizione della struttura, che si trova di fronte ad un grande bacino d’acqua, permette all’artista di giocare con lo specchio d’acqua, ribaltando la scritta, che diviene quindi leggibile unicamente guardandolo. L’opera è una nuova riflessione sullo stato di crisi della società, sulla grande presenza di edifici abbandonati, simbolo e sintomo dei problemi economici di questo particolare momento storico. L’interprete dà quindi una sorta di nuova vita all’edificio, quasi conferendogli parola e proiettandone la fisicità all’interno del paesaggio circostante e dell’ambiente cittadino.

Pics via The Festival
Second pic by Brian Tallman