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GORGO

Smithe – New Mural in New York, USA

Dopo l’entusiasmante combo in compagnia di Nychos (qui), come vi avevamo annunciato, Smithe, invitato dai ragazzi di All City Canvas, ha avuto modo di lavorare anche in solitaria realizzando una spaventosa parete in quel di New York.
Ci aveva lasciati decisamente incuriositi Smithe ora con questo lavoro possiamo ammirare più nel dettaglio tutto il suo particolare stile, l’artista padroneggia una tecnica di pittura all’interno delle quale riesce facilmente ad incanalare tutto il suo immaginario, attraverso un tratto fortemente illustrativo, dove troviamo diversi rimandi e spunti dalla cultura comics a stelle e strisce, ed un interessante gioco tridimensionale, nascono macchine senzienti, corpi meccanici, uomini fusi con la tecnologia in un improbabile climax dal forte sapore post futuristico, con innesti e parti meccaniche che spuntano da corpi divenuti ormai nient’altro che carne da macello, un tripudio di bulloni che si perdono sulla parete con l’avanzare dei soggetti, scariche elettriche e fumo dai corpi che ne attraversano tutta la superficie.
Per questo suo lavoro in solitaria Smithe da ampio sfoggio di tutte le sue capacità, nasce cosi un lavoro controverso per la forte simbologia presente, da un analisi emerge infatti come si tratti di una battaglia tra un aquila ed un gigantesco serpente per possedere la il frutto del peccato la mela, ora nessun dubbio sul ruolo dell’aquila chiaramente riferito agli Stati Uniti, ci interroghiamo però su cosa stia a rappresentare la mela e soprattutto chi sia il gigantesco serpente umano che tenta di acciuffarla. Proprio quest’ultimo è il character a cui Smithe dà maggiormente cura forse, su tutto il lunghissimo corpo emergono dettagli ed incisioni dalla forte estrazione rupestre in netto contrasto con la vena meccanica dell’uomo, dal corpo spuntano diverse braccia che assomigliano a dei veri e propri innesti meccanici, con cavi e chip in bella mostra, infine il colorito rosso sia nelle mani che dei volti, come a ricordarci di una passata umanità ormai sbiadita e perduta.

Photos by Paula Villanueva

Via

Smithe – New Mural in New York, USA

Dopo l’entusiasmante combo in compagnia di Nychos (qui), come vi avevamo annunciato, Smithe, invitato dai ragazzi di All City Canvas, ha avuto modo di lavorare anche in solitaria realizzando una spaventosa parete in quel di New York.
Ci aveva lasciati decisamente incuriositi Smithe ora con questo lavoro possiamo ammirare più nel dettaglio tutto il suo particolare stile, l’artista padroneggia una tecnica di pittura all’interno delle quale riesce facilmente ad incanalare tutto il suo immaginario, attraverso un tratto fortemente illustrativo, dove troviamo diversi rimandi e spunti dalla cultura comics a stelle e strisce, ed un interessante gioco tridimensionale, nascono macchine senzienti, corpi meccanici, uomini fusi con la tecnologia in un improbabile climax dal forte sapore post futuristico, con innesti e parti meccaniche che spuntano da corpi divenuti ormai nient’altro che carne da macello, un tripudio di bulloni che si perdono sulla parete con l’avanzare dei soggetti, scariche elettriche e fumo dai corpi che ne attraversano tutta la superficie.
Per questo suo lavoro in solitaria Smithe da ampio sfoggio di tutte le sue capacità, nasce cosi un lavoro controverso per la forte simbologia presente, da un analisi emerge infatti come si tratti di una battaglia tra un aquila ed un gigantesco serpente per possedere la il frutto del peccato la mela, ora nessun dubbio sul ruolo dell’aquila chiaramente riferito agli Stati Uniti, ci interroghiamo però su cosa stia a rappresentare la mela e soprattutto chi sia il gigantesco serpente umano che tenta di acciuffarla. Proprio quest’ultimo è il character a cui Smithe dà maggiormente cura forse, su tutto il lunghissimo corpo emergono dettagli ed incisioni dalla forte estrazione rupestre in netto contrasto con la vena meccanica dell’uomo, dal corpo spuntano diverse braccia che assomigliano a dei veri e propri innesti meccanici, con cavi e chip in bella mostra, infine il colorito rosso sia nelle mani che dei volti, come a ricordarci di una passata umanità ormai sbiadita e perduta.

Photos by Paula Villanueva

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