GORGO

Sasha Kurmaz for Katowice Street Art Festival 2014

Continuiamo il nostro full coverage sulle meraviglie di questa nuova edizione del Katowice Street Art Festival di quest’anno, tra gli ospiti partecipanti troviamo Sasha Kurmaz che ha da poco terminato questa interessante composizione astratta.

Per questo nuovo anno gli organizzatori della rassegna Polacca, hanno voluto offrire una scossa, la kermesse ancora una volta si stacca dal consueto cliché del festivalino urbano, scegliendo di chiamare piuttosto realtà e autori particolari, ai più sconosciuti, tutti uniti da un approccio alla strada altamente simbolico e concettuale. Se quindi l’intervento di Cleon Peterson (Covered) rappresenta l’unica mosca bianca, le restanti incursioni realizzate durante il Festival abbracciano appieno questa politica ed impronta tematica. E’ quindi interessante notare come ogni anno questa rassegna riesca a proporre, attraverso artisti poco conosciuti, un eccellente mix di pratiche ed approcci molti personali, rivelandosi quindi attenta agli sviluppi più personali, correndo in un certo senso un rischio ma al contempo lasciandoci l’opportunità di apprezzare lavori freschi e genuini e che in molti casi nulla hanno da invidiare al blasone di molti interpreti internazionali.

L’intervento di Sasha Kurmaz si colloca proprio in questo preciso segmento, l’artista Ucraino vive e lavora a Kiev ed attraverso un personale percorso che abbraccia diverse pratica, dalla fotografia, all’installazione, passando per la pittura su muro, approda per le strade di Katowice con tutto il suo carico concettuale investendo una grande parete attraverso un opera criptica ed intensamente astratta.

La composizione presentata dall’artista va a collocarsi su una delle tipiche pareti che caratterizzano la città, qui l’interprete agisce per mezzo di una tavolozza di colori molto basici, troviamo il grigio che fa da background, per poi arrivare al bianco, al giallo, al rosso ed al celeste con i quali Sasha va a costruire le forme del suo lavoro. Osservando il risultato finale è inevitabile constatare con l’intervento possa essere tradotto per mezzo di un lettura molto soggettiva, lascia aperta quindi l’opportunità per lo spettatore di cogliere sensazioni e spunti personali, per mezzo di una composizione che appare bilanciata. Osservando gli studi dell’artista sul muro, potete vederli nelle immagini dopo il salto, vediamo come lo stesso abbia elaborato differenti composizioni utilizzando gli stessi colori, optando infine per quella che vediamo nel risultato finale, si tratta di quattro elementi di dimensioni e forma differente, irregolari, che vanno a porsi alle estremi della parete. Ed è qui che scatta la lettura personale, si aprono un mondo di possibilità alterate dalla stato d’animo del momento, dalla sensazioni e dalle evocazioni che ci suscitano le immagini, Sasha Kurmaz riesce perfettamente nel suo intento sviluppando un lavoro che si lascia ammirare per il suo equilibrio ma che al contempo di volta in volta, come se ci trovassimo ad osservare le nuvole in cielo, riesce ad offrire spunti differenti, un volto forse, un oggetto, uno scorcio cittadino e via via per perdersi all’interno di una semplicità in cui tutto è niente e viceversa.

In calce al nostro testo vi diamo l’opportunità di rivivere assieme gli istanti di realizzazione di questo particolare intervento fino all’eccellente risultato finale, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata ma restate sintonizzati, nei prossimi giorni proseguiremo infatti nel mostrarvi gli interventi realizzati all’interno della bella rassegna polacca.

Pics by Davido

Sasha Kurmaz for Katowice Street Art Festival 2014

Continuiamo il nostro full coverage sulle meraviglie di questa nuova edizione del Katowice Street Art Festival di quest’anno, tra gli ospiti partecipanti troviamo Sasha Kurmaz che ha da poco terminato questa interessante composizione astratta.

Per questo nuovo anno gli organizzatori della rassegna Polacca, hanno voluto offrire una scossa, la kermesse ancora una volta si stacca dal consueto cliché del festivalino urbano, scegliendo di chiamare piuttosto realtà e autori particolari, ai più sconosciuti, tutti uniti da un approccio alla strada altamente simbolico e concettuale. Se quindi l’intervento di Cleon Peterson (Covered) rappresenta l’unica mosca bianca, le restanti incursioni realizzate durante il Festival abbracciano appieno questa politica ed impronta tematica. E’ quindi interessante notare come ogni anno questa rassegna riesca a proporre, attraverso artisti poco conosciuti, un eccellente mix di pratiche ed approcci molti personali, rivelandosi quindi attenta agli sviluppi più personali, correndo in un certo senso un rischio ma al contempo lasciandoci l’opportunità di apprezzare lavori freschi e genuini e che in molti casi nulla hanno da invidiare al blasone di molti interpreti internazionali.

L’intervento di Sasha Kurmaz si colloca proprio in questo preciso segmento, l’artista Ucraino vive e lavora a Kiev ed attraverso un personale percorso che abbraccia diverse pratica, dalla fotografia, all’installazione, passando per la pittura su muro, approda per le strade di Katowice con tutto il suo carico concettuale investendo una grande parete attraverso un opera criptica ed intensamente astratta.

La composizione presentata dall’artista va a collocarsi su una delle tipiche pareti che caratterizzano la città, qui l’interprete agisce per mezzo di una tavolozza di colori molto basici, troviamo il grigio che fa da background, per poi arrivare al bianco, al giallo, al rosso ed al celeste con i quali Sasha va a costruire le forme del suo lavoro. Osservando il risultato finale è inevitabile constatare con l’intervento possa essere tradotto per mezzo di un lettura molto soggettiva, lascia aperta quindi l’opportunità per lo spettatore di cogliere sensazioni e spunti personali, per mezzo di una composizione che appare bilanciata. Osservando gli studi dell’artista sul muro, potete vederli nelle immagini dopo il salto, vediamo come lo stesso abbia elaborato differenti composizioni utilizzando gli stessi colori, optando infine per quella che vediamo nel risultato finale, si tratta di quattro elementi di dimensioni e forma differente, irregolari, che vanno a porsi alle estremi della parete. Ed è qui che scatta la lettura personale, si aprono un mondo di possibilità alterate dalla stato d’animo del momento, dalla sensazioni e dalle evocazioni che ci suscitano le immagini, Sasha Kurmaz riesce perfettamente nel suo intento sviluppando un lavoro che si lascia ammirare per il suo equilibrio ma che al contempo di volta in volta, come se ci trovassimo ad osservare le nuvole in cielo, riesce ad offrire spunti differenti, un volto forse, un oggetto, uno scorcio cittadino e via via per perdersi all’interno di una semplicità in cui tutto è niente e viceversa.

In calce al nostro testo vi diamo l’opportunità di rivivere assieme gli istanti di realizzazione di questo particolare intervento fino all’eccellente risultato finale, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata ma restate sintonizzati, nei prossimi giorni proseguiremo infatti nel mostrarvi gli interventi realizzati all’interno della bella rassegna polacca.

Pics by Davido