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Rusin Blazej – “White Night” Murals Series

Andiamo ad immergerci nuovamente a distanza di tempo all’interno dell’immaginario di Rusin Blazej, l’artista Polacco ci presenta una fitta serie di interventi parte della sua “White Nights” Series, indagine introspettiva catalizzata da una personale riflessione.
L’artista Polacco rappresenta l’esempio ideale di tutta l’eccentricità di coloro che sviluppano il loro percorso in strada attraverso un moto astratto. Gli interventi proposti sono complessi ed articolati, nascosti da una fitta e criptica soluzione tematica catalizzata da una essenzialità e spontaneità stilistica che attraversa in toto tutte le produzioni dell’autore. Ancora una volta quindi la chiave di lettura diviene difficile ed inevitabilmente, passa per stimoli e sensazioni soggettive, che le stesse immagini vanno a trasmettere.
L’impatto quindi non è certamente semplice, scava affonda Blazej proponendo una mistura visiva direttamente connessa con le personali fascinazioni, la natura ad esempio, che diviene uno dei principali vettori tematici di tutto il suo lavoro. Le opere vanno a svilupparsi attraverso un moto gestuale rapido, incisivo e lineare, le tinte scelte si fanno quindi sporche e grasse andando a generare visioni complesse ed articolate. Come ribadito la prima impressione passa inevitabilmente per la forte ed accentuata gestualità che attraversa tutto il corpo di lavoro dell’interprete, capace di imbastire una trama composta da tracciati e segni ripetuti che vanno a tratteggiare l’aspetto finale delle opere. A comporre infine le opere, troviamo la scelta dell’artista di porsi in totale simbiosi con gli spazi di lavoro, un interazione questa che passa quindi per le personali influenze, gli stati d’animo ed infine le percezione che l’autore riceve da un determinato luogo e che, attraverso una commutazione visiva, vanno ad impattare la superfice di lavoro. È facile intuire quindi come il valore espressivo rappresenti uno dei punti di forza di una produzione che unifica stimoli personali con impulsi temporali e visivi, lo spazio si intreccia con l’io interiore, sfociando in una catarsi visiva di volta in volta unica nel suo genere.
Proprio il personale stato di trance artistica rappresenta il principale stimolo di questa serie di interventi. Come ci spiega lo stesso artista, White Nights è un vero e proprio stato d’animo, un confino tra giorno e notte che l’interprete va a varcare immettendosi in una personale trance che prosegue la sua corsa di luogo in luogo. Uno stato percettivo carico di energia, e capace di restituire forze potere alle produzioni.
Il risultato di questa particolare impostazione vede Rusin Blazej confrontarsi con spazi e soluzioni grafiche eterogenee. Linee, forme ed elementi si riducono all’osso, i backgrounds si fanno sporchi e generati attraverso sovrapposizioni di più livelli, un moto irregolare, quasi schizofrenico ed in grado di restituirci immagini differenti tra loro ma che per sensazioni e stimoli visivi possono essere facilmente accostate in un percorso di crescita ed esplorazione interiore.
Per approfondire al meglio questa nuova e particolare serie di lavori, in calce al nostro testo potete trovare una bella e ricca serie di scatti ed il bel video, mettetevi comodi, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

Rusin Blazej – “White Night” Murals Series

Andiamo ad immergerci nuovamente a distanza di tempo all’interno dell’immaginario di Rusin Blazej, l’artista Polacco ci presenta una fitta serie di interventi parte della sua “White Nights” Series, indagine introspettiva catalizzata da una personale riflessione.
L’artista Polacco rappresenta l’esempio ideale di tutta l’eccentricità di coloro che sviluppano il loro percorso in strada attraverso un moto astratto. Gli interventi proposti sono complessi ed articolati, nascosti da una fitta e criptica soluzione tematica catalizzata da una essenzialità e spontaneità stilistica che attraversa in toto tutte le produzioni dell’autore. Ancora una volta quindi la chiave di lettura diviene difficile ed inevitabilmente, passa per stimoli e sensazioni soggettive, che le stesse immagini vanno a trasmettere.
L’impatto quindi non è certamente semplice, scava affonda Blazej proponendo una mistura visiva direttamente connessa con le personali fascinazioni, la natura ad esempio, che diviene uno dei principali vettori tematici di tutto il suo lavoro. Le opere vanno a svilupparsi attraverso un moto gestuale rapido, incisivo e lineare, le tinte scelte si fanno quindi sporche e grasse andando a generare visioni complesse ed articolate. Come ribadito la prima impressione passa inevitabilmente per la forte ed accentuata gestualità che attraversa tutto il corpo di lavoro dell’interprete, capace di imbastire una trama composta da tracciati e segni ripetuti che vanno a tratteggiare l’aspetto finale delle opere. A comporre infine le opere, troviamo la scelta dell’artista di porsi in totale simbiosi con gli spazi di lavoro, un interazione questa che passa quindi per le personali influenze, gli stati d’animo ed infine le percezione che l’autore riceve da un determinato luogo e che, attraverso una commutazione visiva, vanno ad impattare la superfice di lavoro. È facile intuire quindi come il valore espressivo rappresenti uno dei punti di forza di una produzione che unifica stimoli personali con impulsi temporali e visivi, lo spazio si intreccia con l’io interiore, sfociando in una catarsi visiva di volta in volta unica nel suo genere.
Proprio il personale stato di trance artistica rappresenta il principale stimolo di questa serie di interventi. Come ci spiega lo stesso artista, White Nights è un vero e proprio stato d’animo, un confino tra giorno e notte che l’interprete va a varcare immettendosi in una personale trance che prosegue la sua corsa di luogo in luogo. Uno stato percettivo carico di energia, e capace di restituire forze potere alle produzioni.
Il risultato di questa particolare impostazione vede Rusin Blazej confrontarsi con spazi e soluzioni grafiche eterogenee. Linee, forme ed elementi si riducono all’osso, i backgrounds si fanno sporchi e generati attraverso sovrapposizioni di più livelli, un moto irregolare, quasi schizofrenico ed in grado di restituirci immagini differenti tra loro ma che per sensazioni e stimoli visivi possono essere facilmente accostate in un percorso di crescita ed esplorazione interiore.
Per approfondire al meglio questa nuova e particolare serie di lavori, in calce al nostro testo potete trovare una bella e ricca serie di scatti ed il bel video, mettetevi comodi, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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