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GORGO

Ricky Lee Gordon – New Mural in Chicago

Ci spostiamo a Chicago, qui nei giorni scorsi Ricky Lee Gordon ha terminato questa nuova pittura parte dei lavori del WAC Big Walls Festival 2016.
Continua l’ottimo momento dell’artista Sudafricano con un nuovo intervento basato sul concetto di interconnessione e interdipendenza. L’opera prende vita come parte del Columbia College Chicago Wabash arts corridor, portando l’autore a confrontarsi con questa grande parete.
L’intervento, dal titolo “I’am you | you are me”, vede Ricky Lee Gordon lavorare ancora una volta attraverso un collage di immagini differenti che, nel loro insieme, producono ancora una volta una unica e grande riflessione.
Qui è in particolare la figura dei cavalli a rappresentare il ‘motore’ tematico dell’opera. La scelta non è affatto casuale, l’idea è quella di amalgamare la figura dei cavalli selvaggi con l’ambiente urbano circostante, come se gli stessi appartengano ed al tempo stesso scompaiano, di fronte alla città. Gli animali rappresentano una presenza serene ed contemporaneamente potente, armonica, ed appaiono interdipendenti ed interconnessi.
La figura dell’essere umano è rappresenta dalla presenza della donna nell’angolo sinistro, con la giacca in pelle ideale connessione con la pelle del cavallo. Questa, come tutti gli abiti e la moda, diviene una sorta di seconda pelle, pensata come individualismo ed espressione di sé, quando in realtà fa parte di un sottile forma di appartenenza ed omologazione. Parte di una comunità, di una sorta di tribù.
L’autore torna a riflettere, con questa contrapposizione, sulle differenze e su ciò che l’uomo artificialmente crea per non sentirsi escluso, tutti elementi che non fanno altro che portarci più lontano l’uno dagli altri.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca selezione di scatti con alcune fasi del making of e le immagini del risultato finale. Dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

“The sensitive boy who feels much and knows little is the most unfortunate creature under the sun , because he is torn by two forces. The first force elevates him and shows him the beauty of existence through a cloud of dreams; the second ties him down to the earth and fills his eyes with dust and over powers him with fears and darkness. ” – Kahlil Kibran

Thanks to The Artist for The Pics
Bw pic by Eric Newman

Ricky Lee Gordon – New Mural in Chicago

Ci spostiamo a Chicago, qui nei giorni scorsi Ricky Lee Gordon ha terminato questa nuova pittura parte dei lavori del WAC Big Walls Festival 2016.
Continua l’ottimo momento dell’artista Sudafricano con un nuovo intervento basato sul concetto di interconnessione e interdipendenza. L’opera prende vita come parte del Columbia College Chicago Wabash arts corridor, portando l’autore a confrontarsi con questa grande parete.
L’intervento, dal titolo “I’am you | you are me”, vede Ricky Lee Gordon lavorare ancora una volta attraverso un collage di immagini differenti che, nel loro insieme, producono ancora una volta una unica e grande riflessione.
Qui è in particolare la figura dei cavalli a rappresentare il ‘motore’ tematico dell’opera. La scelta non è affatto casuale, l’idea è quella di amalgamare la figura dei cavalli selvaggi con l’ambiente urbano circostante, come se gli stessi appartengano ed al tempo stesso scompaiano, di fronte alla città. Gli animali rappresentano una presenza serene ed contemporaneamente potente, armonica, ed appaiono interdipendenti ed interconnessi.
La figura dell’essere umano è rappresenta dalla presenza della donna nell’angolo sinistro, con la giacca in pelle ideale connessione con la pelle del cavallo. Questa, come tutti gli abiti e la moda, diviene una sorta di seconda pelle, pensata come individualismo ed espressione di sé, quando in realtà fa parte di un sottile forma di appartenenza ed omologazione. Parte di una comunità, di una sorta di tribù.
L’autore torna a riflettere, con questa contrapposizione, sulle differenze e su ciò che l’uomo artificialmente crea per non sentirsi escluso, tutti elementi che non fanno altro che portarci più lontano l’uno dagli altri.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una ricca selezione di scatti con alcune fasi del making of e le immagini del risultato finale. Dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

“The sensitive boy who feels much and knows little is the most unfortunate creature under the sun , because he is torn by two forces. The first force elevates him and shows him the beauty of existence through a cloud of dreams; the second ties him down to the earth and fills his eyes with dust and over powers him with fears and darkness. ” – Kahlil Kibran

Thanks to The Artist for The Pics
Bw pic by Eric Newman