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GORGO

Pixel Pancho – New Mural in Lisbon, Portugal Part II

Ultimo e definitivo lavoro per Pixel Pancho che conclude la sua serie di interventi portoghesi con la pittura forse più intensa e profonda, un nuova opera che segna con forza tutto l’immaginario del grande interprete italiano e che regala ai ragazzi di UnderDogs uno degli interventi più belli dell’intero progetto.
È proprio la chiamata della UnderDogs Gallery ad alimentare questo intenso Novembre per l’artista italiano, lo abbiamo visto realizzare una fittissima serie di lavori, dal primo in solitaria (qui), passando per l’eccellente combo con Vhils (qui) e concludendo proprio con quest’ultimo pezzo.
In questo nuovo intervento Pixel Pancho continua ad esplorare il particolare rapporto che lega le sue macchine all’uomo, questo differente indirizzo tematico si allontana fortemente dai temi sviscerati in questi ultimi anni portando la figura dei robot ad un nuovo livello. Le precedenti produzioni erano segnate da una pittura sbilanciata verso un rapporto pessimistico dove le macchine prendevano il posto degli uomini o semplicemente raffiguravano il particolare contesto storico dove non c’è più spazio per sognare e per gli eroi, così come i robot e l’immaginazione non trovano più il loro seguito, di un circolo di ruggine e rampicanti che ne dilaniavano le interiora e la scocca esterna. Questo indirizzo tematico è ancora fortemente radicato, nelle intenzioni di Pixel Pancho c’è però l’idea di portare la macchina ad un livello successivo, ponendola questa volta in totale uguaglianza con la figura umana e servendosi della stessa per rappresentarne le insenature emotive e gli angoli più remoti dei comportamenti dell’uomo, imprimendo su parete un istantanea di vita quotidiana e familiare, all’interno di una chiave di lettura nuova e profonda.
Questa nuova impronta tematica esplora forse la parte più delicata e profonda dell’immaginario di Pixel Pancho, riallaccia un rapporto interrotto tra macchina ed uomo che tornano a coesistere, come un bambino che si riappacifica con i ricordi del passato e finalmente convive con essa in una simbiosi nuova e sognante. Le stesse tinte scelte per quest’ultimo intervento riscaldano i corpi delle due figure, da una parte la donna, vestita di un bianco vestito di pizzo e che sembra appartenere ad un paio di secoli fa, dall’altra il robot questa volta senza ruggine, rivestito di un intenso scheletro dorato che abbraccia la figura dalle spalle.
Vi lasciamo all’ampia selezione di scatti in modo da offrirvi l’opportunità di cogliere al meglio tutto lo stile e l’intesa emotività di quest’ultimo lavoro firmato Pixel Pancho, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

Pics by Stick2Target

Pixel Pancho – New Mural in Lisbon, Portugal Part II

Ultimo e definitivo lavoro per Pixel Pancho che conclude la sua serie di interventi portoghesi con la pittura forse più intensa e profonda, un nuova opera che segna con forza tutto l’immaginario del grande interprete italiano e che regala ai ragazzi di UnderDogs uno degli interventi più belli dell’intero progetto.
È proprio la chiamata della UnderDogs Gallery ad alimentare questo intenso Novembre per l’artista italiano, lo abbiamo visto realizzare una fittissima serie di lavori, dal primo in solitaria (qui), passando per l’eccellente combo con Vhils (qui) e concludendo proprio con quest’ultimo pezzo.
In questo nuovo intervento Pixel Pancho continua ad esplorare il particolare rapporto che lega le sue macchine all’uomo, questo differente indirizzo tematico si allontana fortemente dai temi sviscerati in questi ultimi anni portando la figura dei robot ad un nuovo livello. Le precedenti produzioni erano segnate da una pittura sbilanciata verso un rapporto pessimistico dove le macchine prendevano il posto degli uomini o semplicemente raffiguravano il particolare contesto storico dove non c’è più spazio per sognare e per gli eroi, così come i robot e l’immaginazione non trovano più il loro seguito, di un circolo di ruggine e rampicanti che ne dilaniavano le interiora e la scocca esterna. Questo indirizzo tematico è ancora fortemente radicato, nelle intenzioni di Pixel Pancho c’è però l’idea di portare la macchina ad un livello successivo, ponendola questa volta in totale uguaglianza con la figura umana e servendosi della stessa per rappresentarne le insenature emotive e gli angoli più remoti dei comportamenti dell’uomo, imprimendo su parete un istantanea di vita quotidiana e familiare, all’interno di una chiave di lettura nuova e profonda.
Questa nuova impronta tematica esplora forse la parte più delicata e profonda dell’immaginario di Pixel Pancho, riallaccia un rapporto interrotto tra macchina ed uomo che tornano a coesistere, come un bambino che si riappacifica con i ricordi del passato e finalmente convive con essa in una simbiosi nuova e sognante. Le stesse tinte scelte per quest’ultimo intervento riscaldano i corpi delle due figure, da una parte la donna, vestita di un bianco vestito di pizzo e che sembra appartenere ad un paio di secoli fa, dall’altra il robot questa volta senza ruggine, rivestito di un intenso scheletro dorato che abbraccia la figura dalle spalle.
Vi lasciamo all’ampia selezione di scatti in modo da offrirvi l’opportunità di cogliere al meglio tutto lo stile e l’intesa emotività di quest’ultimo lavoro firmato Pixel Pancho, dateci un occhiata siamo certi che apprezzerete.

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