GORGO

Pixel Pancho – A New Mural in Jersey City

A distanza di quasi di due anni, il nostro Pixel Pancho torna a Jersey City dove, nei giorni scorsi, ha terminato di realizzare una nuova ed intensa pittura, proponendo la consueta cifra stilistica ed accompagnando il tutto con nuove ed inedite soluzioni.

Dopo l’intensa opera realizzata in Marocco qualche giorno fa (Covered) con questa sua ultima fatica torniamo quindi ad immergerci all’interno dell’immaginario di Pixel Pancho, con l’opportunità di apprezzare al meglio tutto l’impatto tematico e riflessivo del suo lavoro nonché il particolare tratto pittorico.

È innegabile il fascino delle produzioni dell’artista. Direttamente legato all’archetipo del robot che ne ha da sempre accompagnato il suo percorso artistico, l’immaginario dell’artista ha subito il fascino di una figura che, specialmente per chi ha vissuto da bambino gli anni 80 e 90, ha segnato profondamente l’immaginazione e le visioni di pre adolescenziali. L’idea di utilizzare una figura dal così forte impatto ha mano a mano però sviluppato temi maggiormente impegnati dimostrando tutto valore di una ricerca che ne ha interessato anche gli aspetti prettamente visivi. Nell’idea dell’interprete i robot risultano come macchine decadenti come se fossero state abbandonate dopo per il loro periodo di boom, e gettate in balia dei cambiamenti climatici, storici e sociali, dimenticati in un esistenza che ormai non li reclama più, se questa può essere una prima analisi a noi piace pensare che l’interprete voglia in realtà avvicinare queste figure invincibili, simbolo del super uomo, ad una dimensione più umana e terrena e di conseguenza attraverso esse mostrare uno specchio della decadenza dell’uomo moderno. In questo senso i characters dell’autore Italiano si sono mano a mano avvicinati sempre di più ad un aspetto antropomorfo, dando vita quindi ad uno spaccato riflessivo, in cui, macchina ed uomo, risultano parte dello stesso universo.

Lo stato di decadenza degli esseri immaginati da Pixel Pancho agisce lentamente, quasi a voler scavare con pazienza nelle viscere delle macchine, si muovono rampicanti, ma anche piante e fiori di vario genere coadiuvati dall’immancabile ed inconfondibile ruggine che letteralmente ne mangia l’aspetto e la ‘carne’.

Questa sua ultima fatica, eredita in toto la particolare tematica del lavoro dell’artista, aldilà dei due soggetti centrali, vogliamo però qui porre l’accento sul textures e sui pattern che ne accompagnano lo sviluppo nello spazio. Una scelta questa del tutto inedita e che prosegue quindi la ricerca dell’autore verso nuovi ed efficaci sistemi pittorici, rivelando nuovamente tutta la profondità del percorso del grande interprete Italiano.

Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella galleria di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, siamo certi che non tarderanno ad arrivare.

Pics by Daniel Weintraub

Pixel Pancho – A New Mural in Jersey City

A distanza di quasi di due anni, il nostro Pixel Pancho torna a Jersey City dove, nei giorni scorsi, ha terminato di realizzare una nuova ed intensa pittura, proponendo la consueta cifra stilistica ed accompagnando il tutto con nuove ed inedite soluzioni.

Dopo l’intensa opera realizzata in Marocco qualche giorno fa (Covered) con questa sua ultima fatica torniamo quindi ad immergerci all’interno dell’immaginario di Pixel Pancho, con l’opportunità di apprezzare al meglio tutto l’impatto tematico e riflessivo del suo lavoro nonché il particolare tratto pittorico.

È innegabile il fascino delle produzioni dell’artista. Direttamente legato all’archetipo del robot che ne ha da sempre accompagnato il suo percorso artistico, l’immaginario dell’artista ha subito il fascino di una figura che, specialmente per chi ha vissuto da bambino gli anni 80 e 90, ha segnato profondamente l’immaginazione e le visioni di pre adolescenziali. L’idea di utilizzare una figura dal così forte impatto ha mano a mano però sviluppato temi maggiormente impegnati dimostrando tutto valore di una ricerca che ne ha interessato anche gli aspetti prettamente visivi. Nell’idea dell’interprete i robot risultano come macchine decadenti come se fossero state abbandonate dopo per il loro periodo di boom, e gettate in balia dei cambiamenti climatici, storici e sociali, dimenticati in un esistenza che ormai non li reclama più, se questa può essere una prima analisi a noi piace pensare che l’interprete voglia in realtà avvicinare queste figure invincibili, simbolo del super uomo, ad una dimensione più umana e terrena e di conseguenza attraverso esse mostrare uno specchio della decadenza dell’uomo moderno. In questo senso i characters dell’autore Italiano si sono mano a mano avvicinati sempre di più ad un aspetto antropomorfo, dando vita quindi ad uno spaccato riflessivo, in cui, macchina ed uomo, risultano parte dello stesso universo.

Lo stato di decadenza degli esseri immaginati da Pixel Pancho agisce lentamente, quasi a voler scavare con pazienza nelle viscere delle macchine, si muovono rampicanti, ma anche piante e fiori di vario genere coadiuvati dall’immancabile ed inconfondibile ruggine che letteralmente ne mangia l’aspetto e la ‘carne’.

Questa sua ultima fatica, eredita in toto la particolare tematica del lavoro dell’artista, aldilà dei due soggetti centrali, vogliamo però qui porre l’accento sul textures e sui pattern che ne accompagnano lo sviluppo nello spazio. Una scelta questa del tutto inedita e che prosegue quindi la ricerca dell’autore verso nuovi ed efficaci sistemi pittorici, rivelando nuovamente tutta la profondità del percorso del grande interprete Italiano.

Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella galleria di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, siamo certi che non tarderanno ad arrivare.

Pics by Daniel Weintraub