GORGO

Pixel Pancho for Memorie Urbane 2015

Continuano gli aggiornamenti al Memorie Urbane Festival di quest’anno, ultimo nome di spessore a scendere in strada Pixel Pancho, l’artista, nei giorni scorsi, si è spostato ad Arce dove ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura.

Nella costante ricerca narrativa e stilistica che da sempre contraddistingue le produzioni di Pixel Pancho, la figura del robot continua ad essere ideale e principale volano espressivo di tutta la sua estetica. Questo particolare soggetto nel corso del tempo per l’autore ha continuato a subire trasformazione, sia dal punto di vista dei temi e degli spunti trattati, ma soprattutto da quello estetico con un progressivo avvicinamento alle fattezze sempre più umane. Tutto ciò non è un caso.

Il confronto con le visioni dell’artista non passa più per lo stereotipo della macchina, simbolo del super uomo e legata all’immaginario figlio degli anni ’80 e ‘90, quanto piuttosto per un dialogo serrato, profondo ed introspettivo con la parte più recondita di noi stessi. La riflessione dell’autore è quindi sull’uomo, attraverso un simbolo che bene riesce a rendere efficace il senso di fragilità e tutto lo spettro emotivo che caratterizza l’esistenza umana, proprio attraverso un macchina, antitesi stessa di questi concetti ed a maggior ragione, ideale propellente tematico per esprimerli.

Quest’ultima fatica ben rende quindi l’idea della direzione intrapresa dal grande autore Italiano, non più una raffigurazione, non più uno spunto in grado di sottolineare la deriva dell’uomo, quanto piuttosto la volontà di approfondire temi, spunti ed aspetti più personali, profondi, in grado di tracciare una peculiare visione dell’uomo moderno.

L’opera realizzata ad Arce per la rassegna, vede Pixel Pancho sottolineare proprio la fragilità intrinseca dell’uomo simulandone una fisica da parte della figura meccanica. Uomo e macchina sono qui nuovamente la stessa cosa. L’artista sottolinea la profondità di un errore, di come questo possa renderci fragili e di come sia necessario guardarci interiormente per migliorare sempre.

Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti dal festival e dall’artista. Un occhiata alla nostra sezione, invece, se volete rivedere tutte le precedenti opere fin qui realizzate.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Dante Corsetti

Pixel Pancho for Memorie Urbane 2015

Continuano gli aggiornamenti al Memorie Urbane Festival di quest’anno, ultimo nome di spessore a scendere in strada Pixel Pancho, l’artista, nei giorni scorsi, si è spostato ad Arce dove ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura.

Nella costante ricerca narrativa e stilistica che da sempre contraddistingue le produzioni di Pixel Pancho, la figura del robot continua ad essere ideale e principale volano espressivo di tutta la sua estetica. Questo particolare soggetto nel corso del tempo per l’autore ha continuato a subire trasformazione, sia dal punto di vista dei temi e degli spunti trattati, ma soprattutto da quello estetico con un progressivo avvicinamento alle fattezze sempre più umane. Tutto ciò non è un caso.

Il confronto con le visioni dell’artista non passa più per lo stereotipo della macchina, simbolo del super uomo e legata all’immaginario figlio degli anni ’80 e ‘90, quanto piuttosto per un dialogo serrato, profondo ed introspettivo con la parte più recondita di noi stessi. La riflessione dell’autore è quindi sull’uomo, attraverso un simbolo che bene riesce a rendere efficace il senso di fragilità e tutto lo spettro emotivo che caratterizza l’esistenza umana, proprio attraverso un macchina, antitesi stessa di questi concetti ed a maggior ragione, ideale propellente tematico per esprimerli.

Quest’ultima fatica ben rende quindi l’idea della direzione intrapresa dal grande autore Italiano, non più una raffigurazione, non più uno spunto in grado di sottolineare la deriva dell’uomo, quanto piuttosto la volontà di approfondire temi, spunti ed aspetti più personali, profondi, in grado di tracciare una peculiare visione dell’uomo moderno.

L’opera realizzata ad Arce per la rassegna, vede Pixel Pancho sottolineare proprio la fragilità intrinseca dell’uomo simulandone una fisica da parte della figura meccanica. Uomo e macchina sono qui nuovamente la stessa cosa. L’artista sottolinea la profondità di un errore, di come questo possa renderci fragili e di come sia necessario guardarci interiormente per migliorare sempre.

Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti dal festival e dall’artista. Un occhiata alla nostra sezione, invece, se volete rivedere tutte le precedenti opere fin qui realizzate.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Dante Corsetti